ADI e servizi sociali: quali soggetti vengono presi in carico? L’elenco completo

Francesca Ereddia

22 Dicembre 2023

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ADI e servizi sociali: quali soggetti vengono presi in carico? Da questa estate, si parlava di persone che versavano in un generico “stato di bisogno”. Ora, ecco specificato chi sono i soggetti che per legge vengono presi in carico dai servizi.

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Queste persone vengono prese in carico dai servizi e affidati a programmi speciali di reinserimento sociale, diversi dai programmi previsti per tutti gli altri soggetti.

 ADI e servizi sociali: chi viene preso in carico?

Secondo la circolare INPS le categorie in condizioni di svantaggio sono le seguenti:

  • persone con disturbi mentali in carico ai servizi sociosanitari ai sensi degli articoli 26 e 33
    del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 (compresi gli ex degenti di ospedali psichiatrici):
  • persone in carico ai servizi sociosanitari o sociali e persone con certificata disabilità fisica,
    psichica e sensoriale, non inferiore al 46 per cento, che necessitano di cure e assistenza
    domiciliari integrate;
  • persone con problematiche connesse a dipendenze patologiche, inclusa la dipendenza da
    alcool o da gioco, e inserite in programmi di riabilitazione;
  • persone vittime di tratta
  • persone inserite in programmi antiviolenza (ad esempio, che si trovano in strutture protette)
  • persone ex detenute, definite svantaggiate ai sensi dell’articolo 4, della legge 381 del 1991,
    nel primo anno successivo al fine pena e persone ammesse alle misure alternative alla
    detenzione e al lavoro all’esterno in carico agli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna (a patto che comunque la pena non superi 1 anno di reclusione, consulta il nostro articolo qui).
  • persone individuate come portatrici di specifiche fragilità sociali e inserite in strutture di
    accoglienza o in programmi di intervento in emergenza alloggiativa
  • persone senza dimora ovvero persone che vivono in condizioni di povertà estrema;
  • neomaggiorenni tra i 18 ed i 21 anni, che vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che li abbia collocati in comunità residenziali o in affido etero-familiare, individuati come categoria destinataria di interventi finalizzati a prevenire condizioni di povertà ed esclusione sociale.