# Amministratore di sostegno: cosa fa e quando è necessario?

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- Published: 2023-11-22T15:47:48+01:00
- Author: Francesca Ereddia

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**Amministratore di sostegno**: cosa fa questa figura e quando è necessario averne
uno?

L’istituto è disciplinato dall’art. 404 del codice civile, e la figura è presente
nel nostro ordinamento dal 9 gennaio 2004, a tutela delle persone non capaci di 
intendere e di volere. Compito dell’amministratore di sostegno è quello di **limitare
la loro capacità di agire** (ovvero di compiere atti dispostivi della loro sfera
patrimoniale, che ne comporterebbero una diminuzione) ed arginare gli eventuali 
danni.

In particolar modo, la figura trova oggi largo impiego tra quei soggetti con:

 * menomazioni fisiche
 * menomazioni psichiche
 * in generale persone che per un’ampia varietà di motivi si trovano nella condizione
   di non saper compiere atti giuridicamente rilevanti

Sommario

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 * [Chi è l’amministratore di sostegno?](https://bonusepagamenti.it/amministratore-di-sostegno/#Chi_e_lamministratore_di_sostegno)
 * [Chi può chiedere la nomina di un amministratore di sostegno?](https://bonusepagamenti.it/amministratore-di-sostegno/#Chi_puo_chiedere_la_nomina_di_un_amministratore_di_sostegno)
 * [Atti di straordinaria e ordinaria amministrazione](https://bonusepagamenti.it/amministratore-di-sostegno/#Atti_di_straordinaria_e_ordinaria_amministrazione)
 * [Chi paga l’amministratore di sostegno?](https://bonusepagamenti.it/amministratore-di-sostegno/#Chi_paga_lamministratore_di_sostegno)

## Chi è l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è un rappresentante: si occupa infatti di rappresentare
la persona affetta da menomazione, agendo **in nome** e **per suo conto.** Può anche
trattarsi di uno stato di menomazione transitoria, (si pensi ad esempio a una alterazione
psichica dovuta a malattia).

Chi versa in uno stato di fragilità, mentale o fisica che sia, e non è in grado 
di provvedere a sé stesso, deve essere affidato a un amministratore di sostegno 
che lo rappresenterà onde evitare il compimento di atti patrimoniali per lui dannosi.

Si tratta di una assistenza volta ai soli atti dispositivi del patrimonio, peraltro
non è nemmeno detto che siano tutti: il beneficiario infatti conserverà la sua piena
capacità di agire in tutti quei casi in cui non sia prevista la presenza necessaria
di un amministratore di sostegno. E’ infatti il [**giudice tutelare** ](https://it.wikipedia.org/wiki/Giudice_tutelare)
che, valutata la situazione specifica, stabilisce in** che misura** e **quando**
l’amministratore debba intervenire, ben potendo decidere di **lasciare libero l’amministrato
quando si tratti di spese di modico importo.**

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**Ad esempio**: una persona molto anziana potrebbe benissimo essere lasciata libera
di provvedere alle spese quotidiane di modico importo per la casa e il suo sostentamento,
ma potrebbe, allo stesso tempo, essere sottoposta alla **restrizione** dell’amministratore
di sostegno se deve ad esempio effettuare un versamento di denaro a terzi.

## Chi può chiedere la nomina di un amministratore di sostegno?

Chi viene affidato a un amministratore di sostegno viene detto “interdetto”. I suoi
atti, se non autorizzati dall’amministratore, non hanno alcuna valenza giuridica.
Per cui, per tornare all’esempio di prima, l’assegno staccato dall’anziana signora
affidata ad  un amministratore non avrà alcuna valenza e toccherà, qualora fosse
stato già riscosso, restituire quanto percepito.

A poter chiedere la nomina di un amministratore di sostegno, secondo l’art. 417 
del codice civile sono:

 * Il **coniuge** o la **convivente in maniera stabile** con l’interdetto
 * I **parenti entro il quarto grado**;
 * tutti gli affini **entro il secondo grado**;
 * Il **tutore** o il **curatore** del beneficiario;
 * Il **pubblico ministero**.

E’ talvolta previsto che possa essere lo stesso beneficiario a chiedere per sé la
nomina di un amministratore di sostegno. E’ questo il caso in cui qualcuno, in vista
di una sua probabile incapacità, disponga ancor prima che tale incapacità sopravvenga
di volere essere un giorno affidato a un amministratore di sostegno.

In tal caso, l’amministratore andrà designato con atto pubblico o scrittura privata
tra l’amministrato e l’amministratore.

## Atti di straordinaria e ordinaria amministrazione

Posto che, come detto poc’anzi, il giudice tutelare può elencare una serie di atti
che l’interdetto può continuare a compiere da solo senza l’intervento dell’amministratore,
vi sono:

 * **atti di ordinaria amministrazione**: che sono quegli atti che o l’interdetto
   può compiere da solo, o per i quali è necessario il controllo e l’approvazione
   dell’amministratore. Sono atti di ordinaria amministrazione, per esempio, gli
   atti di acquisto di beni mobili o comunque tutti gli atti di non modico valore;
 * **atti di straordinaria amministrazione**: sono tutti quegli atti di una certa
   importanza (ad es. l’acquisto o la vendita di un immobile). In questi casi, non
   basta l’autorizzazione dell’amministratore, ma è necessario che l’atto in questione
   passi sotto il controllo del Giudice tutelare, che stabilirà sé autorizzare o
   meno l’atto in questione.

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## Chi paga l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è un incarico gratuito. Quindi a domanda “chi paga 
l’amministratore di sostegno?” la risposta è “nessuno”.

Al massimo, il giudice, può, _“considerando l’entità del patrimonio e le difficoltà
dell’amministrazione, può assegnare al tutore un’**equa indennità**“_.

L’indennità viene spesso corrisposta quando si tratti di un soggetto esterno alla
famiglia, nella misura di poche migliaia di euro l’anno, che l’amministratore preleva
direttamente dal conto dell’amministrato, su autorizzazione del giudice.

 
