Dal 1° gennaio 2026 l’INPS ha riaperto lo sportello per le domande di Ape Sociale, che quest’anno diventa di fatto l’unica misura strutturata per anticipare l’uscita dal lavoro prima del requisito anagrafico ordinario. Con la fine di Quota 103 e Opzione Donna, infatti, chi vuole smettere di lavorare senza aspettare la pensione di vecchiaia avrà solo questa strada a disposizione. Vediamo tutti i dettagli.
Cos’è l’Ape Sociale e come funziona
L’Ape Sociale non è tecnicamente una pensione, ma un’indennità a carico dello Stato che accompagna il lavoratore fino al momento in cui matura il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata vera e propria. Viene corrisposta in 12 rate mensili all’anno, a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda, e prosegue fino al pensionamento definitivo.
L’importo dell’indennità è calcolato sulla base della rata pensionistica che spetterebbe al momento dell’accesso, con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili. Durante la percezione dell’Ape Sociale è vietato svolgere qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma, con l’unica eccezione del lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi all’anno. Superare questa soglia comporta la perdita del beneficio.
Le quattro categorie ammesse all’Ape Sociale
L’accesso all’Ape Sociale è riservato a lavoratori e lavoratrici che hanno compiuto almeno 63 anni e 5 mesi di età e appartengono a una di queste quattro categorie:
- Dipendenti disoccupati
- Persone con invalidità civile pari o superiore al 74%
- Caregiver che assistono da almeno 6 mesi, al momento della domanda, un familiare non autosufficiente
- Lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose.
Per le prime tre categorie servono almeno 30 anni di contributi, mentre per i lavoratori gravosi ne occorrono 36. Le madri lavoratrici, inoltre, possono scalare un anno di contributi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni complessivi. Tutti i requisiti – età, contributi e appartenenza a una delle categorie – devono essere maturati entro il 31 dicembre 2026.
Le tre finestre e le scadenze del 2026
Come negli anni precedenti, anche nel 2026 le domande per l’Ape Sociale possono essere presentate in tre finestre distinte:
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- 1° gennaio – 31 marzo (prima finestra)
- 1° aprile – 15 luglio (seconda finestra)
- 16 luglio – 30 novembre (terza finestra).
La decorrenza dell’indennità parte dal primo giorno del mese successivo all’invio della domanda: anticipare la presentazione nella prima finestra consente quindi di ottenere l’assegno in modo decisamente più rapido.
Come presentare domanda
Le modalità per richiedere l’Ape Sociale restano invariate anche nel 2026. Si può procedere:
- Online sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE, CNS o eIDAS
- Tramite patronati e intermediari abilitati
- Chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o al numero 06 164 164 da cellulare (a pagamento secondo le tariffe del proprio operatore).