A partire dalle lavorazioni di febbraio 2025, molti percettori dell’Assegno di Inclusione (ADI) hanno visto la propria domanda sospesa. Il motivo principale è legato alla mancata acquisizione dell’ISEE 2025 entro la scadenza del 31 gennaio, data ultima per aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Tuttavia, oltre a chi ha effettivamente presentato l’ISEE in ritardo, ci sono migliaia di persone che, pur avendo rispettato i termini, hanno subito un blocco del pagamento a causa dei ritardi nell’elaborazione delle DSU da parte dell’INPS. Durante la seconda metà di gennaio, infatti, l’Istituto ha ricevuto un elevato numero di richieste e ha impiegato diversi giorni per processarle. Di conseguenza, molte certificazioni sono state validate solo a partire dal 1° febbraio, facendo scattare automaticamente la sospensione dell’ADI per chi, in realtà, aveva già inoltrato la documentazione nei tempi previsti.
Perché l’INPS ha sospeso l’Assegno di Inclusione?
Per ricevere l’Assegno di Inclusione nel 2025, i beneficiari devono presentare un ISEE aggiornato ogni anno entro il 31 gennaio. Questo requisito serve a verificare che la situazione economica del nucleo familiare rientri ancora nei parametri previsti per l’erogazione del sussidio.
Chi non ha presentato la DSU entro il termine si è visto sospendere automaticamente il pagamento a febbraio. Tuttavia, a subire la stessa sorte sono stati anche coloro che avevano inoltrato la richiesta nei tempi giusti, ma che si sono ritrovati con l’ISEE validato solo nei primi giorni di febbraio per via dei rallentamenti INPS.
Il problema si è verificato perché il sistema non ha potuto acquisire in tempo i nuovi ISEE e, in assenza di un’attestazione valida al 31 gennaio, ha bloccato l’erogazione del sussidio in automatico.
Cosa devono fare i percettori con domanda sospesa?
Chi ha visto l’Assegno di Inclusione sospeso può trovarsi in una di queste due situazioni:
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- ISEE 2025 non ancora presentato: in questo caso, è fondamentale richiedere subito la certificazione, in modo che l’INPS possa acquisire i dati e ripristinare il pagamento a partire dal mese successivo. La domanda dell’ADI non viene annullata, ma rimane in sospeso finché non viene aggiornato l’ISEE;
- ISEE 2025 presentato nei tempi, ma elaborato in ritardo dall’INPS: molti cittadini hanno inviato la DSU entro il 31 gennaio, ma l’elaborazione da parte dell’INPS è avvenuta solo dopo la scadenza. In questi casi, non è necessario inviare segnalazioni o inoltrare nuove richieste: il sistema INPS dovrebbe aggiornare automaticamente i dati e sbloccare il pagamento con la mensilità di marzo.
Per sicurezza, è comunque consigliabile controllare lo stato della domanda accedendo per verificare che l’ISEE sia stato effettivamente acquisito dall’INPS.
Quando verrà sbloccato il pagamento dell’ADI?
Il ripristino dell’Assegno di Inclusione avverrà nel mese successivo all’acquisizione dell’ISEE aggiornato. Questo significa che chi ha visto validare la propria DSU nei primi giorni di febbraio riceverà l’accredito a partire dal mese di marzo.
L’INPS non ha ancora comunicato una data precisa per i pagamenti sospesi, ma in base ai precedenti casi di sospensione per ISEE scaduto, è probabile che le somme vengano erogate nella seconda metà di marzo, in concomitanza con il pagamento regolare dell’ADI.
Come verificare lo stato della domanda ADI?
Per chi vuole essere certo che la propria situazione sia stata aggiornata, è possibile:
- accedere al portale INPS nella sezione dedicata all’Assegno di Inclusione e verificare lo stato della domanda;
- contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da cellulare;
- recarsi presso un CAF o Patronato per un controllo sulla DSU e sulla corretta acquisizione dell’ISEE;
- comodamente da smartphone con MIA App.
L’ondata di sospensioni dell’Assegno di Inclusione di febbraio ha colpito sia chi non ha aggiornato l’ISEE in tempo, sia chi ha subito ritardi nell’elaborazione da parte dell’INPS nonostante avesse presentato la DSU entro il 31 gennaio.
Chi rientra nella seconda categoria non deve preoccuparsi: l’INPS sta aggiornando automaticamente i dati e il pagamento dovrebbe riprendere con la mensilità di marzo. Tuttavia, è sempre consigliabile monitorare lo stato della domanda e, in caso di dubbi, rivolgersi ai CAF o all’INPS per verificare che tutto sia in regola.