# Assegno Unico per gli stranieri, ora spetta in base ai mesi lavorati in Italia: ecco come funziona

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- Published: 2026-09-10T11:35:09+02:00
- Author: Redazione

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**Un cittadino dell’Unione europea che vive all’estero ma lavora in Italia può ottenere
l’**[Assegno Unico ](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-come-richiederlo/)
per i figli a carico, a condizione che possieda tutti i requisiti richiesti. Dal
2026, però, il diritto non viene più valutato come se spettasse automaticamente 
per l’intero anno: per i lavoratori UE **non residenti in Italia**, l’assegno è 
infatti** collegato alla durata effettiva dell’attività lavorativa** svolta nel 
nostro Paese.

La precisazione è contenuta nella [circolare INPS n. 81 del 24 luglio 2026](https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.07.circolare-numero-81-del-24-07-2026_15335.html),
che recepisce le modifiche introdotte dall’articolo 7-bis del[ decreto-legge n. 19/2026](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2026-02-19;19).
La nuova disciplina riguarda sia i figli fiscalmente a carico residenti in un altro
Stato dell’Unione europea sia i lavoratori comunitari che operano in Italia senza
avere qui la residenza. **Ecco tutti i particolari**.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-per-stranieri-quando-spetta/#)

 * [Assegno Unico per gli stranieri, a chi interessa la nuova regola](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-per-stranieri-quando-spetta/#Assegno_Unico_per_gli_stranieri_a_chi_interessa_la_nuova_regola)
 * [Come funziona l’Assegno Unico per stranieri](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-per-stranieri-quando-spetta/#Come_funziona_lAssegno_Unico_per_stranieri)
 * [Requisiti da rispettare per l’Assegno Unico](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-per-stranieri-quando-spetta/#Requisiti_da_rispettare_per_lAssegno_Unico)
 * [La differenza rispetto ai residenti in Italia](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-per-stranieri-quando-spetta/#La_differenza_rispetto_ai_residenti_in_Italia)
 * [Domanda e rinnovo annuale](https://bonusepagamenti.it/assegno-unico-per-stranieri-quando-spetta/#Domanda_e_rinnovo_annuale)

## Assegno Unico per gli stranieri, a chi interessa la nuova regola

Le istruzioni chiarite da INPS coinvolgono** i lavoratori che sono cittadini di 
un altro Paese dell’Unione europea, vivono stabilmente fuori dall’Italia ma svolgono
un’attività lavorativa nel territorio italiano**. In presenza delle altre condizioni
richieste dalla legge, anche questi soggetti **possono accedere all’Assegno Unico
e Universale** per i figli fiscalmente a carico.

La situazione presa in considerazione dall’INPS è quindi molto specifica: il richiedente
non risiede in Italia, ma è collegato al sistema italiano perché lavora nel Paese
ed è iscritto alla previdenza obbligatoria nazionale.

**Prima della modifica normativa, la residenza e il domicilio in Italia rappresentavano
requisiti centrali **per l’accesso all’Assegno Unico. Con la novità del 2026, per
i cittadini UE non residenti, tale condizione può essere sostituita dalla titolarità
di un contratto di lavoro subordinato o dallo svolgimento di attività autonoma che**
comporti l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria italiana**, purché
i contributi siano regolarmente versati.

Leggi anche  NASpI e Partita IVA, l’INPS non può revocarti il sussidio se non percepisci
più guadagni

Non basta, quindi, avere la cittadinanza di uno Stato membro UE o essere genitore
di figli a carico. Occorre anche dimostrare il collegamento previdenziale e lavorativo
con l’Italia.

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## Come funziona l’Assegno Unico per stranieri

Il cambiamento principale introdotto dalla circolare INPS è che, per il lavoratore
cittadino UE non residente in Italia, il riconoscimento e l’erogazione dell’Assegno
Unico sono **proporzionati alla durata dell’attività lavorativa effettivamente svolta
nel territorio italiano**.

Questo significa che **l’assegno non viene necessariamente riconosciuto per tutti
i dodici mesi dell’anno**. Se il lavoratore presta attività in Italia soltanto per
una parte dell’anno, il beneficio riguarda esclusivamente il periodo in cui risultano
presenti contemporaneamente:

 * L’**attività lavorativa nel territorio italiano**
 * L’**iscrizione a una gestione previdenziale** obbligatoria italiana
 * Il regolare **versamento dei contributi**
 * Gli **altri requisiti previsti per l’Assegno Unico**.

La logica è quindi quella della **proporzionalità**. L’[Assegno Unico ](https://bonusepagamenti.it/nascita-di-un-figlio-pagamenti-assegno-unico/)
non segue semplicemente il fatto di essere cittadino europeo, ma l’effettiva durata
del rapporto di lavoro o dell’attività autonoma che collega il richiedente al sistema
previdenziale italiano.

Questa regola si applica **sia a chi lavora come dipendente sia a chi svolge un’attività
autonoma**, purché l’occupazione comporti l’iscrizione obbligatoria alla previdenza
italiana.

## Requisiti da rispettare per l’Assegno Unico

Come detto, la nuova regola non significa che tutti i lavoratori stranieri non residenti
abbiano diritto automaticamente all’Assegno Unico. Il richiedente **deve rispettare
anche le altre condizioni previste** dal [decreto legislativo n. 230/2021](https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&id=%7BE6B7043E-8021-4F08-BAB5-F71B3F6C8E4D%7D).

In particolare, occorre:

 * Avere un** figlio fiscalmente a carico minorenne**, oppure un figlio fino a 21
   anni per cui ricorrano le condizioni stabilite dalla legge
 * Avere un** figlio con disabilità a carico, senza limiti di età**
 * Essere **cittadino italiano, cittadino di un altro Stato membro dell’Unione europea**
   oppure, nei casi previsti, cittadino extra-UE con idoneo titolo di soggiorno
 * Avere un **contratto di lavoro subordinato o svolgere attività autonoma **che
   comporti l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria italiana, con
   contribuzione regolare;
 * Essere assoggettato al** pagamento dell’imposta sul reddito in Italia**
 * Essere** residente in Italia da almeno 2 anni**, anche non continuativi, oppure
   avere un **contratto** di lavoro a tempo indeterminato o un contratto a tempo
   determinato della durata di **almeno 6 mesi**.

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La riforma ha quindi ampliato l’accesso alla prestazione, ma non ha eliminato il
controllo sui requisiti. Ogni situazione deve essere valutata tenendo conto del 
tipo di lavoro svolto, del versamento contributivo, della posizione fiscale e della
condizione dei figli a carico.

## La differenza rispetto ai residenti in Italia

Per un **richiedente residente in Italia**, il diritto all’Assegno Unico continua
a essere **collegato al periodo in cui sussiste il requisito della residenza **o
del domicilio nel Paese. Non è necessario, per esempio, dimostrare giorno per giorno
la presenza fisica sul territorio italiano.

Per il **lavoratore UE non residente**, invece, la nuova disciplina stabilisce un
criterio diverso: l’Assegno viene **commisurato alla durata del lavoro svolto in
Italia **e alla conseguente iscrizione previdenziale obbligatoria.

La differenza è rilevante soprattutto per lavoratori stagionali, frontalieri, persone
con contratti di durata limitata e autonomi che operano in Italia soltanto in determinati
periodi dell’anno.

## Domanda e rinnovo annuale

Anche **la procedura di richiesta cambia per i lavoratori non residenti**. La domanda
per l’Assegno Unico deve essere presentata con riferimento al periodo in cui viene
svolta l’attività lavorativa in Italia.

Inoltre, il lavoratore** cittadino UE non residente deve rinnovare la domanda ogni
anno a partire dal 1° marzo**. Il rinnovo riguarda quindi il periodo compreso tra
il 1° marzo di un anno e il 28 febbraio dell’anno successivo.

Questo adempimento è diverso da quello previsto per molte domande di Assegno Unico
già attive per i residenti, che normalmente proseguono senza dover essere ripresentate
ogni anno, salvo variazioni da comunicare.

La regola da ricordare è semplice: chi vive in un altro Paese dell’Unione europea
ma lavora in Italia può ottenere l’Assegno Unico se rispetta tutti i requisiti, 
ma **il diritto è limitato ai mesi in cui l’attività lavorativa in Italia e l’iscrizione
previdenziale sono effettivamente presenti**.
