Attestazioni fiscali INPS per riscatti e ricongiunzioni: guida rapida per scaricarle online

Redazione

23 Marzo 2026

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Se nel 2025 hai effettuato versamenti per un riscatto di laurea, una ricongiunzione contributiva o una rendita, hai diritto a un’attestazione fiscale che ti servirà per la dichiarazione dei redditi. L’INPS ha reso disponibili questi documenti sul Portale dei Pagamenti del sito istituzionale. Ecco come recuperarli, quali regole fiscali si applicano e cosa fare nei casi particolari.

Attestazioni fiscali INPS: come scaricarle sul sito

Per accedere all’attestazione fiscale, segui questi passaggi sul sito www.inps.it:

  1. Vai alla sezione “Pensione e Previdenza”
  2. Seleziona “Ricongiunzioni e riscatti”
  3. Nelle Aree tematiche, clicca su “Portale dei Pagamenti”
  4. Seleziona “Accedi all’area tematica”
  5. Clicca su “Riscatti Ricongiunzioni e Rendite”
  6. Scegli “Entra nel servizio” e poi “Accedi”
  7. Nella sezione “Pagamenti effettuati” trovi il tasto “Stampa attestazione“.
    Il documento generato è quello da utilizzare ai fini della dichiarazione dei redditi.

Come accedere: le diverse modalità di autenticazione

Le modalità di accesso determinano quante attestazioni è possibile visualizzare:

  • Codice fiscale + numero pratica a 8 cifre: permette di consultare e stampare l’attestazione relativa a una singola pratica
  • SPID (livello 2 o superiore), CNS, CIE 3.0 o eIDAS: consente di visualizzare e stampare tutte le attestazioni relative a più pratiche in modo contestuale.

Per chi ha più posizioni previdenziali aperte, quindi, è fortemente consigliato autenticarsi con SPID o CIE, per avere accesso completo a tutti i documenti in un’unica sessione.

Il trattamento fiscale: deduzione o detrazione?

Il beneficio fiscale applicabile ai contributi versati dipende dalla data di presentazione della domanda e non dall’anno del versamento. È fondamentale distinguere due casi:

  • Domande presentate dal 1° gennaio 2024 in poi (pace contributiva post-riforma): i contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 1, comma 128, della legge n. 213/2023. Questo regime si applica alle domande presentate dal diretto interessato, dal suo superstite o da un parente/affine entro il secondo grado. La deducibilità produce in genere un beneficio fiscale più elevato rispetto alla detrazione
  • Domande presentate fino al 31 dicembre 2021: i contributi versati sono detraibili dall’imposta lorda nella misura del 50%, suddivisa in 5 quote annuali costanti e di pari importo, a decorrere dall’anno di sostenimento della spesa, ai sensi dell’art. 20, comma 3, del D.L. n. 4/2019.

La distinzione è particolarmente rilevante per il personale scolastico iscritto alle gestioni previdenziali INPS che ha aderito alla pace contributiva dopo la riforma del 2024.


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Casi particolari: ex ENPALS, ex INPDAP e INPGI

Alcune categorie di lavoratori seguono percorsi differenziati per il recupero delle attestazioni:

  • Iscritti ai fondi ex ENPALS (lavoratori dello spettacolo e sportivi): se l’attestazione non risulta disponibile nel Portale dei Pagamenti, è possibile richiederla via email a: Polopals.Romanomentanomontesacro@inps.it
  • Dipendenti pubblici ex INPDAP: per i versamenti effettuati in forma rateale dagli enti datori di lavoro, le attestazioni non sono presenti nel Portale, ma gli enti pubblici, in qualità di sostituti d’imposta, applicano direttamente la deduzione fiscale alla fonte, senza necessità di un documento separato. Per i versamenti effettuati personalmente dall’interessato, occorre invece accedere all’area tematica “Gestione Dipendenti Pubblici: i servizi per lavoratori e pensionati” sul sito INPS, navigando fino a “Contributi e Versamenti” → “Versamenti – Consultazione”.
  • Iscritti al Fondo ex INPGI-1: Le richieste vanno inviate a InpgiPrestazioni.romaflaminio@inps.it.

Cosa fare in caso di discordanze

Se gli importi riportati nell’attestazione non corrispondono a quelli effettivamente versati, è possibile richiedere la rettifica del documento alla struttura territoriale INPS competente per il proprio domicilio. È consigliabile farlo con largo anticipo rispetto alla scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi, per evitare di trovarsi con documentazione incompleta o errata nei momenti critici del calendario fiscale.