Dal 9 marzo 2026 torna disponibile la Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026. La notizia positiva è l’estensione della platea dei beneficiari, finalmente allargata anche ai supplenti annuali, in recepimento delle sentenze della Corte di Giustizia Europea. Quella negativa — e non è cosa da poco — è che l’importo crolla purtroppo da 500 a 383 euro. Un taglio del 23% che sa di beffa amara per tutti i percettori. Ecco qui sotto i dettagli.
Carta del Docente, cosa cambia rispetto agli anni precedenti
La Carta del Docente sta per essere finalmente erogata, dopo mesi di attese e rinvii privi di spiegazioni. A questo scopo, sono state avviate ufficialmente le procedure informatiche per l’attivazione del beneficio, e di recente il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha anche incontrato le organizzazioni sindacali per presentare lo schema ufficiale di decreto relativo alla Carta 2025/2026. Come previsto, è stata confermata l’estensione del beneficio a nuove categorie, che includono adesso:
- Docenti a tempo indeterminato (inclusi neoassunti e part-time)
- Docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto o al 30 giugno 2026
- Docenti in comando, distacco o fuori ruolo
- Docenti inidonei per motivi di salute
- Docenti nelle scuole italiane all’estero e nelle scuole militari
- Docenti beneficiari di sentenze favorevoli
- Personale educativo in servizio.
Sul fronte degli utilizzi, alle finalità già note — formazione, acquisto di libri, hardware e software — si sono aggiunti quest’anno anche i servizi di trasporto e le spese di viaggio, inclusi treni, aerei e abbonamenti ai mezzi pubblici, che non dovranno essere giustificati in termini di finalità effettive. Tuttavia, hardware e software potranno essere acquistati solo volta ogni quattro anni.
Il taglio dell’importo da 500 a 383 euro
Nel frattempo, nonostante il beneficio sia stato esteso anche ai docenti con supplenza annuale, il Ministero ha deciso di ridurre l’importo della Carta dai precedenti 500 euro a soli 383 euro. Invece di adeguare il valore della Carta all’inflazione accumulata dal 2015 — anno in cui fu introdotta con la Legge 107 — il governo ha quindi scelto la strada opposta: tagliare l’importo proprio nel momento in cui avrebbe avuto senso aumentarlo. E il risultato è un bonus che vale meno di dieci anni fa, in termini reali, e che ora viene ulteriormente ridotto per finanziare l’estensione della platea.
Certo, la logica sarebbe comprensibile se le risorse mancassero davvero. Ma su questo punto i sindacati hanno fatto notare che esistono 281 milioni di euro di fondi strutturali europei già disponibili — di cui 161 milioni destinati alla formazione docenti e 120 milioni all’acquisto di prodotti informatici in comodato d’uso — che potrebbero essere utilizzati per ripristinare l’importo originario di 500 euro ed estendere il diritto anche al personale ATA, promessa fatta in passato e poi dimenticata dal Ministero. Nulla fa pensare, però, che il Governo farà retromarcia sull’adeguamento degli importi appena deciso.
Quando sarà disponibile la Carta
Il portale cartadeldocente.istruzione.it è attualmente sospeso per aggiornamenti tecnici, ma tornerà pienamente operativo a partire da lunedì 9 marzo 2026, quando sarà caricato il nuovo importo e sarà possibile generare buoni, consultare il saldo e verificare le spese effettuate. Durante questa finestra di manutenzione, tuttavia, non sarà possibile utilizzare nemmeno il residuo della Carta 2024/2025.
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