Chi intende bonificare un edificio dalla presenza di amianto nel 2026 può contare su tre diverse opportunità di sostegno economico: il Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus e un bando INAIL con contributi a fondo perduto attivo da fine febbraio. Le prime due misure sono rivolte principalmente ai privati, mentre il bando INAIL si rivolge alle imprese e agli enti del Terzo settore. Vediamo come funziona ciascuno strumento.
Bonus Ristrutturazioni: come si applica alla bonifica amianto
La rimozione dell’amianto da coperture, canne fumarie e altri manufatti rientra tra gli interventi agevolabili con il Bonus Ristrutturazioni, a condizione che venga inquadrata come manutenzione straordinaria, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.
Le percentuali di detrazione riconosciute sono le seguenti:
- 50% per l’abitazione principale
- 36% per seconde case, immobili a uso professionale e altri fabbricati.
Il tetto massimo di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.
Cosa è coperto dall’agevolazione
Il beneficio non riguarda solo la rimozione del materiale, ma l’intero processo di bonifica:
- Spese professionali per sopralluoghi, analisi tecniche e documentazione obbligatoria
- Costi di smontaggio, imballaggio, trasporto e smaltimento in impianti autorizzati
- Realizzazione della nuova copertura, inclusi materiali sostitutivi e posa in opera.
Condizioni da rispettare
I lavori devono essere affidati a operatori iscritti all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Oltre a ciò, i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante, con l’indicazione obbligatoria dei dati fiscali del committente e dell’impresa. È infine richiesta la trasmissione all’ASL competente di un piano operativo almeno 30 giorni prima dell’avvio del cantiere.
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Come si recupera la detrazione
L’importo spettante viene suddiviso in dieci quote annuali di pari valore e scalato dall’IRPEF dovuta ogni anno. Una spesa di 10.000 euro su un’abitazione principale, ad esempio, consente di recuperare 5.000 euro complessivi in dieci anni.
Ecobonus: quando si può applicare alla rimozione dell’amianto
Una seconda possibilità per la rimozione dell’amianto è inquadrare la bonifica all’interno di un intervento di riqualificazione energetica. Anche in questo caso le aliquote sono del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, ma con una condizione fondamentale: la sostituzione dell’amianto deve essere accompagnata da un reale miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio. In pratica, la nuova copertura deve rispettare i requisiti tecnici di isolamento termico previsti dalla normativa, come nel caso di un tetto coibentato.
I massimali di spesa in questo caso sono:
- Fino a 100.000 euro per interventi di riqualificazione energetica complessiva dell’edificio
- Fino a 60.000 euro per isolamento termico di pareti e coperture o sostituzione degli infissi.
Adempimenti richiesti
Rispetto al Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus comporta obblighi aggiuntivi:
- Asseverazione di un tecnico abilitato sulla conformità dei materiali isolanti
- Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima e dopo i lavori
- Trasmissione dei dati dell’intervento all’ente preposto entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Bando INAIL: contributi a fondo perduto per le imprese
Per quanto riguarda le imprese che devono bonificare capannoni, laboratori o locali commerciali dalla presenza di amianto, possono accedere a un bando INAIL specifico, valido per il biennio 2025-2026, che prevede contributi a fondo perduto. L’agevolazione prevede:
- Copertura del 65% delle spese ammissibili
- Importo minimo finanziabile: 5.000 euro (per progetti di almeno 7.693 euro)
- Contributo massimo: 130.000 euro
- Se la bonifica è accompagnata dall’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo, la parte energetica può ricevere fino all’80% della spesa, con un extra di 20.000 euro nel rispetto del massimale complessivo.
Cosa finanzia il bando
Il contributo copre l’intero ciclo operativo, ovvero:
- Rimozione, trasporto e smaltimento dei materiali contaminati in discariche autorizzate
- Realizzazione della nuova copertura
- Costi per la sicurezza del cantiere
- Progettazione tecnica e certificazioni
- Interventi su controsoffitti e pareti contenenti amianto.
Chi può partecipare e come fare
Possono presentare domanda tutte le imprese, comprese quelle individuali, e gli enti del Terzo settore. L’ammissione è subordinata al raggiungimento di un punteggio minimo, determinato da criteri come il settore economico di appartenenza, il possesso di certificazioni ambientali e la dimensione aziendale. Le realtà più piccole tendono ad essere favorite nel punteggio finale.