# Bonus anti-rincari (per pochi) e niente taglio sulle accise: il governo cambia strada sul caro carburanti

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- Published: 2026-03-16T10:19:55+01:00
- Author: Redazione

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Di fronte all’ennesima impennata dei prezzi di benzina e diesel, il [governo](https://www.governo.it/it)
spinge verso un **bonus anti‑rincari destinato alle famiglie con ISEE sotto i 15mila
euro** e alle imprese più esposte, accantonando – almeno per ora – l’idea di un 
[intervento generalizzato sulle accise](https://bonusepagamenti.it/benzina-gasolio-governo-prepara-decreto-accise/).
La scelta di puntare su aiuti mirati ai redditi più bassi rappresenta una netta 
inversione di rotta, rispetto alle attese di un taglio diffuso della tassazione 
sui carburanti. E il tutto mentre **lo Stato continua a incassare un extragettito**
stimato in milioni di euro al giorno grazie al caro carburanti. Ma le opposizioni
sono pronte a dare battaglia. Ecco i dettagli.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/bonus-anti-rincari-niente-taglio-accise/#)

 * [Bonus anti-rincari, cambiano i piani del governo](https://bonusepagamenti.it/bonus-anti-rincari-niente-taglio-accise/#Bonus_anti-rincari_cambiano_i_piani_del_governo)
 * [Le promesse sulle accise e la retromarcia del governo](https://bonusepagamenti.it/bonus-anti-rincari-niente-taglio-accise/#Le_promesse_sulle_accise_e_la_retromarcia_del_governo)
 * [Accise mobili, extra-gettito e accuse di palliativi](https://bonusepagamenti.it/bonus-anti-rincari-niente-taglio-accise/#Accise_mobili_extra-gettito_e_accuse_di_palliativi)
 * [Il precedente Draghi e l’argomento del governo](https://bonusepagamenti.it/bonus-anti-rincari-niente-taglio-accise/#Il_precedente_Draghi_e_largomento_del_governo)
 * [Attesa per le decisioni tra Bruxelles e Palazzo Chigi](https://bonusepagamenti.it/bonus-anti-rincari-niente-taglio-accise/#Attesa_per_le_decisioni_tra_Bruxelles_e_Palazzo_Chigi)

## Bonus anti-rincari, cambiano i piani del governo

Il nuovo schema allo studio prevede un **bonus carburanti o anti‑rincari riservato
alle famiglie con un ISEE sotto i 15mila euro**, cioè il segmento considerato più
fragile rispetto all’aumento dei prezzi alla pompa. Accanto ai nuclei a basso reddito,
il pacchetto includerebbe **misure compensative per autotrasporto e aziende **alle
prese con il doppio fronte di carburanti più cari e possibili blocchi all’export
dopo in nuovi attacchi in Medio Oriente.

La linea ribadita dal ministro delle Imprese Adolfo Urso e dal titolare dell’Economia
Giancarlo Giorgetti è quella di interventi mirati e più efficaci, che concentrino
le risorse sui soggetti più colpiti evitando un taglio generalizzato delle accise
che produrrebbe uno sconto per tutti. In questa logica, anche la [Carta Dedicata a Te](https://bonusepagamenti.it/dove-fare-spesa-carta-dedicata-a-te/)
viene individuata come **possibile canale operativo per veicolare il nuovo bonus**
benzina alle famiglie con ISEE più basso.

## Le promesse sulle accise e la retromarcia del governo

La scelta del bonus selettivo **stride con le aspettative create negli anni dal 
centrodestra sul tema carburanti**. Nel programma elettorale di Fratelli d’Italia
era indicata nero su bianco la “sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte
su energia e carburanti e automatica riduzione di Iva e accise”, impegno rilanciato
in video e comizi di Giorgia Meloni contro i governi precedenti accusati di fare
cassa sui pieni degli italiani. A inizio marzo 2026, inoltre, lo stesso esecutivo
aveva fatto filtrare l’**idea di attivare le accise mobili in tempi brevi**, confermata
anche da dichiarazioni pubbliche della premier e di Giorgetti, salvo poi frenare
e rinviare il dossier a data da destinarsi.

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la scelta del Governo

Oggi, invece di un meccanismo automatico di riduzione delle accise agganciato all’extragettito,
il governo sta convergendo su un bonus anti‑rincari per i redditi bassi che, per
definizione, non interviene sul prezzo alla pompa per la totalità degli automobilisti.
Una traiettoria che per opposizioni e comitati civici segna la distanza tra le promesse
di taglio strutturale della tassazione sui carburanti e la realtà di **misure temporanee
e circoscritte, affidate di volta in volta a bonus e crediti d’imposta**.

## Accise mobili, extra-gettito e accuse di palliativi

Sul fronte politico, l’opposizione – con Elly Schlein in prima linea – rilancia 
il meccanismo delle accise mobili, chiedendo di **restituire subito ai cittadini
l’extragettito incassato dallo Stato **quando benzina e diesel superano determinate
soglie. La leader dem contesta l’idea che siano gli italiani a dover pagare il conto
delle “guerre illegali” e delle crisi internazionali, mentre lo Stato beneficia 
di maggiori introiti da Iva e accise sui carburanti.

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Le associazioni dei consumatori, a partire dal [Codacons](https://codacons.it/),
parlano apertamente di palliativi inutili e denunciano che **i bonus limitati alle
fasce meno abbienti non producono un beneficio reale per la collettività**, né arginano
l’effetto a catena dei rincari sul resto dei prezzi. Secondo le loro stime, con 
l’attuale livello dei listini il fisco incasserebbe circa 9,5 milioni di euro in
più al giorno rispetto a fine febbraio, mentre per gli automobilisti il conto extra
salirebbe a 16,5 milioni quotidiani, numeri che giustificherebbero – a loro giudizio–
l’attivazione immediata di un taglio delle accise attraverso il meccanismo mobile.

## Il precedente Draghi e l’argomento del governo

Per difendere la scelta di non intervenire sulle accise, Urso richiama il precedente
del 2022, quando **il governo Draghi finanziò un taglio temporaneo della tassazione
sui carburanti **utilizzando l’extragettito Iva generato dall’esplosione dei prezzi
energetici. Quella misura, secondo il Mimit e l’Ufficio parlamentare di bilancio,
costò allo Stato quasi un miliardo al mese e finì per favorire soprattutto i ceti
più abbienti, cioè chi consuma più carburante, senza riuscire a frenare davvero 
la corsa dell’inflazione.

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arrivano i pagamenti

Codacons e altre sigle ribattono che **quel taglio produsse comunque un effetto 
immediato**: l’inflazione sarebbe scesa dal 6,5% al 6%, con un risparmio complessivo
stimato in circa 4 miliardi per i consumatori, a dimostrazione che intervenire sulle
accise può avere un impatto diretto sul potere d’acquisto delle famiglie. Ma il 
governo insiste sulla necessità di misure “selettive” e sulla priorità di salvaguardare
i conti pubblici, anche a costo di sacrificare l’intervento generalizzato che molti
elettori si aspettavano alla luce delle vecchie promesse sul caro benzina.

## Attesa per le decisioni tra Bruxelles e Palazzo Chigi

**Il dossier carburanti dovrebbe approdare al prossimo Consiglio dei ministri**,
probabilmente dopo il Consiglio europeo di giovedì, da cui potrebbe arrivare una
linea comune del Vecchio continente per contenere i prezzi energetici. Nel frattempo,
i ministeri non sono ancora stati formalmente convocati per una riunione ad hoc 
e l’esecutivo rivendica la necessità di “monitorare” l’evoluzione della crisi prima
di impegnare nuove risorse, mentre Tajani non esclude una revisione delle accise
ma invita a non “fare in fretta ma fare bene”.

Il risultato, al momento, è un **cortocircuito politico**: da un lato un bonus anti‑
rincari pensato per le famiglie più povere e per una parte del tessuto produttivo;
dall’altro la sensazione diffusa, alimentata da opposizioni e associazioni, che 
il governo stia rinviando l’appuntamento con la promessa più simbolica della sua
campagna, quella di alleggerire in modo strutturale le accise sui carburanti.
