# I bonus sono una cosa da ricchi

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- Published: 2025-02-23T09:30:11+01:00
- Author: Pietro Ginechesi

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Negli ultimi anni, i **bonus fiscali** sono stati un tema caldo, con l’introduzione
di agevolazioni per chi effettua lavori di ristrutturazione, riqualificazione energetica
e altri interventi simili. Tuttavia, c’è un aspetto che spesso viene trascurato:
i bonus sono davvero accessibili a tutti? Oppure, come sembra emergere dalle recenti
modifiche normative, **sono diventati appannaggio di chi ha un reddito medio-alto?**
Questa è una domanda legittima, soprattutto per i cosiddetti “incapienti”, cioè 
coloro che hanno un reddito talmente basso da non dover pagare imposta IRPEF, e 
che si trovano automaticamente esclusi da qualsiasi forma di detrazione fiscale.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/bonus-fiscali-incapienti/#)

 * [Il caso degli incapienti: un’ingiustizia evidente](https://bonusepagamenti.it/bonus-fiscali-incapienti/#Il_caso_degli_incapienti_uningiustizia_evidente)
 * [Incapienza totale: esclusi dal sistema](https://bonusepagamenti.it/bonus-fiscali-incapienti/#Incapienza_totale_esclusi_dal_sistema)
 * [Redditi bassi: un beneficio parziale](https://bonusepagamenti.it/bonus-fiscali-incapienti/#Redditi_bassi_un_beneficio_parziale)
 * [L’abolizione di sconto in fattura e cessione del credito: una scelta che penalizza i più deboli](https://bonusepagamenti.it/bonus-fiscali-incapienti/#Labolizione_di_sconto_in_fattura_e_cessione_del_credito_una_scelta_che_penalizza_i_piu_deboli)

## Il caso degli incapienti: un’ingiustizia evidente

Partiamo dal **concetto di incapienza**. Un soggetto è considerato incapiente quando
il suo reddito è così basso da non **generare alcun debito IRPEF**, oppure da generare
un’imposta troppo bassa per permettere di sfruttare le detrazioni previste da vari
bonus. Facciamo un esempio concreto con il [**bonus ristrutturazione**](https://bonusepagamenti.it/bonus-ristrutturazioni-edilizie/),
che prevede una detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro per lavori
di ristrutturazione sulla prima abitazione.

La **detrazione viene erogata in 10 anni,** quindi, se si spende il massimo consentito,
ogni anno si avrà diritto a una detrazione di 4.800 euro sulla dichiarazione dei
redditi. Se però un contribuente ha un reddito basso, poniamo intorno ai 15.000 
euro lordi annui, l’IRPEF dovuta è molto inferiore a tale somma. Questo significa
che n**on potrà beneficiare appieno della detrazione** e, peggio ancora, la parte
non utilizzata andrà persa.

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## Incapienza totale: esclusi dal sistema

Ma il caso peggiore è quello degli incapienti totali, **coloro che non pagano IRPEF**
perché il loro reddito è così basso da rientrare nelle soglie di esenzione. Per 
questi soggetti, le detrazioni non sono minimamente sfruttabili. Anche se avessero
sostenuto delle spese per lavori di ristrutturazione, **non potrebbero beneficiare
di alcun rimborso o sconto fiscale**. È una situazione che colpisce duramente i 
pensionati con redditi bassi o le famiglie con pochi introiti, che, di fatto, vengono
escluse dall’accesso ai bonus.

## Redditi bassi: un beneficio parziale

Chi ha un reddito basso, ma comunque superiore alla soglia di incapienza, **può 
accedere alle detrazioni, ma solo in parte**. Riprendendo l’esempio del bonus ristrutturazione,
immaginiamo un contribuente con un reddito di 20.000 euro lordi annui. In questo
caso, l’IRPEF dovuta è più alta, ma comunque inferiore ai 4.800 euro di detrazione
annua spettante. Questo contribuente potrà utilizzare la detrazione solo fino a 
concorrenza dell’imposta dovuta, senza però ricevere alcun rimborso per la parte
eccedente. **La parte non sfruttata della detrazione sarà persa**, una perdita particolarmente
penalizzante per chi ha redditi variabili o marginalmente superiori alla soglia 
di incapienza. Per questi contribuenti, basta un piccolo incremento di reddito a
far perdere completamente la parte eccedente della detrazione. Risultato? Il bonus
diventa parzialmente inefficace e l’accesso alle agevolazioni fiscali risulta ancora
più iniquo.

## L’abolizione di sconto in fattura e cessione del credito: una scelta che penalizza i più deboli

Fino a qualche tempo fa, la possibilità di usufruire dello **sconto in fattura**
o della **cessione del credito** aveva parzialmente risolto questo problema. Con
questi strumenti, anche i soggetti incapienti o con redditi bassi potevano cedere
il loro credito fiscale a banche o imprese e ottenere subito un beneficio economico,
senza attendere di sfruttare la detrazione in dichiarazione dei redditi. Tuttavia,
con l’abolizione di queste opzioni, i bonus sono diventati, di fatto, una **questione
riservata a chi ha un reddito sufficiente** per beneficiare appieno delle detrazioni
fiscali. Questo ha creato un ulteriore **ostacolo per chi non dispone di liquidità
sufficiente per anticipare i costi dei lavori**, poiché lo sconto in fattura e la
cessione del credito erano le uniche vie per accedere ai bonus senza dover anticipare
ingenti somme di denaro.

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Questa scelta legislativa ha avuto conseguenze pesanti per chi è economicamente 
più vulnerabile: non solo non può permettersi di sostenere lavori di ristrutturazione
o miglioramento della propria abitazione senza aiuti immediati, ma viene anche **
escluso dalla possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali**. In altre 
parole, i bonus sono diventati una prerogativa dei più ricchi.

In un sistema che dovrebbe aiutare tutti, i bonus fiscali si sono trasformati in
un **privilegio per chi ha un reddito medio-alto**. I soggetti incapienti o con 
redditi bassi si trovano esclusi dalle agevolazioni, nonostante possano avere un
grande bisogno di interventi come le ristrutturazioni o l’efficientamento energetico
delle proprie abitazioni. Questo divario si è ampliato ulteriormente con l’abolizione
di sconto in fattura e cessione del credito, strumenti che, sebbene non perfetti,
garantivano un accesso più equo ai benefici fiscali.

È necessario rivedere queste norme e considerare soluzioni come la **reintroduzione
della cessione del credito o la creazione di un fondo specifico per gli incapienti**.
In questo modo, anche chi ha un reddito basso potrebbe accedere alle agevolazioni
fiscali e migliorare la qualità della propria abitazione. Altrimenti, continueremo
a parlare di bonus, ma solo per chi può permetterseli.
