Nel 2025 lo Stato italiano consolida il proprio sostegno alla natalità e alle famiglie con figli attraverso due strumenti principali: l’Assegno Unico e Universale e la Carta nuovi nati, anche conosciuta come bonus bebè. Si tratta di due misure distinte ma complementari, che mirano a coprire sia le esigenze continuative legate alla crescita dei figli, sia le spese immediate in occasione di una nascita, adozione o affido.
Il sistema di welfare familiare italiano, dopo anni di frammentazione e sovrapposizioni, si presenta oggi più semplificato: da un lato un contributo mensile modulato in base al reddito, dall’altro un bonus una tantum per aiutare concretamente i genitori nei primi mesi di vita del bambino.
L’Assegno Unico: un sostegno mensile universale
L’Assegno Unico e Universale (AUU) è attivo dal 2022 e nel 2025 conferma il suo ruolo centrale nel sostegno economico alle famiglie. La misura prevede un contributo mensile per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età. In caso di figli con disabilità, il contributo è garantito anche oltre i 21 anni, senza limiti temporali.
Si chiama “unico” perché ha sostituito diverse agevolazioni precedenti, come assegni familiari e detrazioni fiscali per figli. È “universale” perché spetta a tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa o dal tipo di contratto, anche in assenza di un ISEE.
L’importo varia in base alla situazione economica familiare. Per il 2025, gli importi aggiornati sono i seguenti:
- per figli minorenni: da 57,5 euro a 201 euro al mese;
- per figli maggiorenni (18-21 anni): da 28,7 euro a 97,7 euro;
- per figli con disabilità: fino a 201 euro, senza limiti di età;
- maggiorazione dal terzo figlio in poi: da 17,2 euro a 97,7 euro;
- bonus madri under 21: 23 euro aggiuntivi per ogni figlio;
- maggiorazione per famiglie con entrambi i genitori lavoratori: fino a 34,4 euro.
Chi non presenta l’ISEE riceve comunque l’importo minimo previsto, ma per ottenere l’assegno proporzionato alla propria condizione economica è necessario aggiornare la DSU ogni anno.
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La domanda può essere presentata online sul sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure attraverso CAF e patronati. Una volta accolta, l’erogazione parte entro circa 60 giorni e viene corrisposta mensilmente direttamente sul conto corrente.
Carta nuovi nati: un contributo una tantum da 1.200 euro
A questa misura continuativa si affianca la Carta nuovi nati, una novità introdotta nella Legge di Bilancio 2025 per sostenere le famiglie in occasione di una nuova nascita, adozione o affido. Si tratta di un bonus bebé una tantum pari a 1.200 euro, che viene accreditato in un’unica soluzione nel mese successivo all’evento.
La logica di questo strumento è offrire un aiuto immediato per affrontare le spese tipiche dei primi mesi di vita di un bambino, come:
- acquisto di pannolini, latte artificiale e prodotti per la cura del neonato;
- visite mediche pediatriche e farmaci;
- vestiario e accessori specifici per la prima infanzia;
- attrezzature come lettini, passeggini, seggiolini auto;
- servizi educativi o attività per la crescita del bambino.
Il bonus è compatibile con l’Assegno Unico e non influisce su altre prestazioni sociali. Inoltre, non viene conteggiato come reddito e non è soggetto a tassazione.
Per accedervi è necessario avere un ISEE inferiore a 40.000 euro. È interessante notare che, per calcolare questa soglia, si esclude l’importo percepito tramite l’Assegno Unico, rendendo così la misura accessibile a un numero più ampio di famiglie rispetto al passato.
Il beneficio è destinato a:
- famiglie con un figlio nato, adottato o in affido nel 2025;
- nuclei in cui il bambino ha meno di tre anni al momento della richiesta, o è entrato in famiglia da meno di tre anni nel caso di adozione o affido.
Un sistema più semplice e più equo
L’introduzione della Carta nuovi nati e il rafforzamento dell’Assegno Unico segnano un passaggio importante nella politica sociale italiana. I due strumenti, pur con finalità diverse, sono complementari: l’uno garantisce una copertura regolare, l’altro interviene nel momento più critico per le spese familiari.
Secondo le stime, crescere un figlio nei primi tre anni comporta una spesa tra i 7.000 e i 15.000 euro, a seconda del reddito e delle abitudini familiari. In questo quadro, i due bonus rappresentano un aiuto reale, seppur non risolutivo, per moltissime famiglie italiane.