La seconda metà di dicembre porta con sé il saldo dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili. In vista della scadenza del 16 dicembre, è quindi opportuno fare chiarezza su tutte le agevolazioni e gli sconti previsti per il 2025, così da non farsi trovare impreparati al momento del pagamento. Ecco tutti i dettagli.
Cos’è l’Imu e chi lo deve pagare
L’Imu è un tributo patrimoniale che va versato da chi possiede un immobile, che sia una casa, un terreno agricolo, un’area edificabile o un locale commerciale. Non sempre, però, il proprietario è tenuto al versamento: in alcune situazioni, anche l’usufruttuario o il comodatario (chi riceve l’immobile in comodato d’uso) possono essere coinvolti nel pagamento dell’imposta. L’Imu, inoltre, è dovuta sulla prima casa se questa rientra nelle categorie catastai di lusso (A/1, A/8, A/9), mentre non viene richiesta per gli immobili non di lusso adibiti ad abitazione principale.
Bonus Imu, tutte le agevolazioni attive nel 2025
Anche nel 2025 le famiglie possono accedere a una serie di riduzioni ed esenzioni che rendono il pagamento dell’Imu meno gravoso. Ecco le principali misure attive al momento.
Immobili concessi in comodato d’uso gratuito
Un immobile dato in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado (genitori o figli) consente di ottenere una riduzione del 50% sull’Imu, purché il comodato sia regolarmente registrato e la casa (non di lusso) sia utilizzata come abitazione principale. Il proprietario deve inoltre avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui si trova l’immobile concesso. E il beneficio si applica solo se il proprietario possiede al massimo un altro immobile oltre a quello dato in comodato.
Esenzione per case occupate abusivamente
Dal gennaio 2023, i proprietari di immobili occupati abusivamente (che abbiano sporto denuncia per violazione di domicilio) sono esentati dal pagamento dell’Imu per tali abitazioni. La misura si estende anche a terreni ed edifici inutilizzabili a causa dell’occupazione.
Sconto del 50% per fabbricati storici o inagibili
Se l’immobile è dichiarato di interesse storico-artistico, o risulta inagibile/inabitabile per motivi strutturali, il proprietario ha diritto a una riduzione del 50% sull’imposta. Serve ovviamente il riconoscimento ufficiale dello status e la corretta dichiarazione nei termini previsti dalla legge. E in caso di immobili che contemporaneamente possano vantare entrambi i requisiti (storici e inagibili), lo sconto può arrivare fino al 75% attraverso la riduzione della base imponibile al 25%.
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Affitti a canone concordato ed ex casa coniugale
Anche nel 2025, chi sceglie di affittare la propria casa con un contratto a canone concordato gode di una riduzione Imu pari al 25%. In pratica, il proprietario versa solo il 75% dell’imposta dovuta. Una misura, questa, pensata per incentivare la locazione a prezzi calmierati.
In caso di separazione o divorzio, invece, il coniuge costretto ad abbandonare la casa assegnata all’altro, per decisione del giudice, non è tenuto a pagare l’Imu su quell’immobile. La Cassazione ha infatti equiparato la casa persa al concetto di prima casa, azzerando così l’imposta.
Esenzione per anziani e disabili ricoverati
Infine, anche gli anziani o i disabili ricoverati permanentemente in casa di riposo possono ottenere un esenzione dall’Imu. Ma esistono due condizioni essenziali da rispettare:
- L’immobile deve essere assimilato all’abitazione principale tramite delibera comunale
- L’immobile non deve essere allocato.