Bonus regionale animali domestici, come ottenerlo con ISEE fino a 16.215 euro

Redazione

11 Febbraio 2026

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Le spese veterinarie per cani, gatti e altri animali domestici possono diventare un peso importante per chi ha un reddito limitato, soprattutto nella terza età. Per aiutare i proprietari in maggiore difficoltà economica è stato quindi istituito un fondo nazionale, attuato tramite bandi regionali che permettono di ottenere rimborsi sulle spese sostenute. Tra le misure più significative c’è il contributo della Regione Toscana, affiancato da altri bonus attivi in diverse regioni italiane. Ecco tutti i dettagli.

Il bonus animali domestici della Toscana: a chi è rivolto

La Regione Toscana ha introdotto un sostegno economico dedicato ai proprietari over 65 di animali d’affezione, in attuazione del Decreto Ministeriale del 30 aprile 2025 che ha reso operativo il Fondo nazionale per le spese veterinarie. Il contributo è destinato a chi ha sostenuto spese nel 2024 e nel 2025 per la cura di cani, gatti e furetti, animali che devono essere detenuti per fini privati e regolarmente identificati e registrati nelle banche dati previste (anagrafe regionale o sistemi equivalenti).
Per poter presentare domanda è necessario rispettare requisiti ben precisi:

  • Aver compiuto 65 anni alla data in cui è stata effettuata la spesa
  • Essere residenti in Toscana
  • Possedere un ISEE ordinario inferiore a 16.215 euro, calcolato sull’anno precedente a quello per cui si chiede il sostegno.

Si tratta quindi di un aiuto mirato alle persone anziane con reddito basso, che spesso fanno fatica a far fronte alle cure veterinarie ma non vogliono rinunciare al proprio animale domestico.

Spese ammesse, domanda e graduatoria

Il contributo della Regione Toscana copre un ampio ventaglio di costi collegati alla salute degli animali: visite veterinarie, analisi, interventi chirurgici e farmaci veterinari prescritti rientrano tra le spese rimborsabili. Per accedere al bonus la Regione ha predisposto un apposito modulo da compilare in ogni sua parte e da inviare tramite posta elettronica certificata entro il 15 marzo 2026, allegando fatture o ricevute delle spese sostenute, attestazione ISEE, documento di identità e codice fiscale.

Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo, e finanziate fino a esaurimento delle risorse assegnate alla Toscana dal fondo nazionale per ciascun anno. Questo significa che presentare la richiesta il prima possibile è fondamentale per aumentare le possibilità di ottenere il contributo, perché una volta terminati i fondi non saranno accolte ulteriori istanze, anche se in possesso di tutti i requisiti.

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Altri bonus regionali per le spese veterinarie

La Toscana non è l’unica regione ad aver attivato aiuti per le spese veterinarie: il fondo nazionale è stato infatti ripartito fra tutte le regioni, che possono istituire propri bandi con criteri specifici. In Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, è previsto un rimborso delle spese veterinarie per gli animali d’affezione (visite, interventi chirurgici, esami e farmaci), con contributi che possono arrivare fino al 100% delle spese entro un tetto massimo di 1.000 euro all’anno per ogni animale, destinati a cittadini con ISEE inferiore a 25.000 euro. In alcuni comuni della regione, come Udine o Pordenone, i bandi distinguono fra anziani over 65 con ISEE fino a 25.000 euro e altri cittadini con ISEE più basso, prevedendo comunque un sostegno mirato alle fasce economicamente più fragili.


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Anche altre regioni, come la Puglia, hanno introdotto misure per contribuire alle spese veterinarie dei proprietari di animali domestici con ISEE entro i 30.000 euro annui. Questi interventi si affiancano alle ordinarie detrazioni fiscali riconosciute a livello nazionale per le spese veterinarie, che consentono di recuperare una parte dei costi nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dall’accesso ai bonus regionali.

Per questo è importante che chi sostiene spese per il proprio animale si informi sia sulle opportunità offerte dalla propria regione o comune, sia sulle agevolazioni fiscali disponibili, così da ridurre il più possibile l’impatto economico delle cure veterinarie.