Bonus South Working Sicilia: 30.000 euro per chi lavora da remoto in regione

admin

17 Aprile 2026

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La Regione Sicilia lancia una nuova sfida per contrastare la cosiddetta “fuga dei cervelli”: una misura economica pensata per incentivare il lavoro agile e riportare i talenti nell’Isola. Attraverso il nuovo avviso pubblicato da Irfis-FinSicilia, le aziende che assumono lavoratori siciliani operanti in smart working dalla Sicilia potranno ottenere un sostanzioso contributo economico.

L’iniziativa, fortemente voluta dal governatore Renato Schifani, rende operativa una norma regionale varata nello scorso mese di gennaio. L’obiettivo centrale è permettere ai giovani professionisti di mantenere il rapporto di lavoro con imprese situate nel resto d’Italia o all’estero, scegliendo però di vivere nel proprio territorio di origine. Il progetto dedicato al cosiddetto “south working” rappresenta un’opportunità concreta sia per i lavoratori che per le imprese disposte a scommettere sul lavoro da remoto, in linea con le misure sul lavoro agile per i fragili. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Cos’è il bonus south working e a chi si rivolge

Il contributo economico per il south working prevede uno stanziamento fino a 30.000 euro per ciascun lavoratore, un importo che non viene erogato in un’unica soluzione, ma suddiviso in cinque quote annuali da 6.000 euro.

Le aziende beneficiarie possono avere la propria unità produttiva in qualsiasi Paese dell’Unione Europea o in nazioni extra Ue. Tuttavia, per poter accedere all’incentivo, i datori di lavoro devono rispettare alcuni vincoli precisi:

  • Le nuove assunzioni di personale siciliano devono prevedere un contratto a tempo indeterminato e risultare stipulate in data successiva al 9 gennaio 2026 (sono considerate valide anche le trasformazioni di contratti preesistenti da tempo determinato a tempo indeterminato).
  • Il lavoratore deve risiedere in Sicilia al momento della concessione del bonus
  • La prestazione lavorativa deve essere svolta prevalentemente in modalità agile (da remoto) per almeno 5 anni.

I requisiti previsti per il lavoro agile in Sicilia

Il modello normativo delineato non si limita ad agevolare forme di lavoro flessibile saltuarie o occasionali, ma richiede un’organizzazione del lavoro da remoto ben strutturata e continuativa nel tempo. Nello specifico, come detto, la prestazione lavorativa dovrà svolgersi prevalentemente in modalità agile dalla Sicilia per un periodo minimo di cinque anni.

Per garantire che il lavoratore sia effettivamente operativo e stanziale sul territorio siciliano, l’avviso pone un limite rigido alle trasferte e alle presenze in ufficio: la permanenza fisica del dipendente presso i locali aziendali (situati fuori dall’Isola) non potrà in nessun caso superare il 20% dei giorni lavorativi annui. Questa regola assicura che il lavoratore viva stabilmente sull’Isola e contribuisca in modo tangibile all’economia locale.


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Come inviare la domanda e le tempistiche

La gestione dell’intero iter burocratico, dalla fase istruttoria ai controlli di veridicità delle dichiarazioni fornite, fino all’erogazione materiale dei fondi, è affidata direttamente a Irfis-FinSicilia. Le imprese interessate a ottenere l’agevolazione potranno presentare la propria istanza ufficiale a partire dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026.

L’intera procedura dovrà essere completata in via telematica, accedendo alla piattaforma informatica dedicata messa a disposizione sul portale ufficiale di Irfis-FinSicilia.

Per assicurare la copertura finanziaria dell’iniziativa, la Regione Sicilia ha previsto una dotazione economica molto consistente, mettendo a bilancio 18 milioni di euro all’anno fino al 2028.

Si tratta di una misura che punta a trasformare lo svantaggio della distanza geografica in un reale volano di attrazione. Si invitano quindi i lavoratori fuori sede e le aziende a valutare fin da subito i requisiti di questo incentivo, per preparare la documentazione e farsi trovare pronti all’apertura dello sportello telematico.