Per chi convive con patologie tiroidee gravi, le cure, i controlli o eventuali limitazioni lavorative possono pesare in modo importante sul bilancio familiare. Il cosiddetto bonus tiroide 2026 indica l’insieme di prestazioni economiche e agevolazioni legate al riconoscimento di invalidità civile e, se presente, ai benefici della Legge 104, confermate anche per quest’anno. Non si tratta quindi di un contributo specifico una tantum, ma di assegni mensili e diritti correlati, erogati dall’INPS in base a requisiti sanitari ed economici ben precisi. Ecco tutti i dettagli.
Bonus tiroide 2026, a chi è rivolto
L’accesso al cosiddetto bonus tiroide non spetta a chiunque abbia una semplice disfunzione tiroidea, ma solo a chi ha ottenuto un formale riconoscimento di invalidità causato da una patologia della tiroide. In particolare, nel 2026 possono rientrare tra i beneficiari:
- Cittadini con diagnosi di malattie tiroidee invalidanti (carcinoma tiroideo, gozzo, ipotiroidismo o ipertiroidismo severi) ai sensi della Legge 104
- Persone con un’invalidità civile accertata tra il 74% e il 100%, con causa tiroidea documentata
- Lavoratori che presentano limitazioni funzionali tali da richiedere assistenza continua o specifici adattamenti dell’orario e dell’ambiente di lavoro.
Accanto al requisito sanitario, conta inoltre il profilo economico. Per il 2026, ad esempio, la soglia ISEE di riferimento per l’invalidità totale è pari a 19.772,5 euro, mentre per chi richiede l’indennità di accompagnamento il limite è di 5.771,35 euro.
Importi del bonus e altre agevolazioni
Il cuore del bonus tiroide è l’assegno mensile INPS, corrisposto per tredici mensilità, che varia in base alla percentuale di invalidità e al tipo di bisogno assistenziale. Le cifre di riferimento comunemente indicate sono:
- 286,01 euro al mese per invalidità civile compresa tra il 74% e il 99%
- Fino a 550 euro mensili per chi ha un’invalidità riconosciuta al 100%
- 520,29 euro al mese di indennità di accompagnamento per le persone non autosufficienti, che necessitano di assistenza continua nella vita quotidiana.
A questi importi si affianca poi un pacchetto di tutele ulteriori, come:
- Permessi retribuiti e orari di lavoro flessibili
- Detrazioni fiscali per spese sanitarie, ausili e farmaci specifici
- Possibilità di un congedo straordinario retribuito fino a 2 anni nell’arco dell’intera vita lavorativa
- Esenzione dal ticket per visite, esami e terapie legate alla patologia tiroidea.
Come presentare domanda
L’accesso ai benefici per chi soffre di patologie tiroidee passa da un percorso sanitario e amministrativo strutturato. Ecco i principali passaggi da seguire:
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- Il medico di base o lo specialista compila e invia online all’INPS un certificato introduttivo di invalidità civile, valido 90 giorni, indicando la diagnosi tiroidea e la documentazione clinica rilevante
- Entro la scadenza del certificato, la persona presenta la domanda di invalidità civile tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF/Patronato
- Una volta ricevuta la convocazione, è necessario presentarsi all’appuntamento con documento d’identità, tessera sanitaria, referti aggiornati e certificato medico originale
- Dopo la valutazione, l’INPS comunica l’esito (con relativa percentuale di invalidità e riconoscimento di eventuali indennità) tramite lettera o PEC. In caso di accoglimento, l’assegno viene pagato mensilmente dall’Istituto, con decorrenza fissata secondo le regole generali dell’invalidità civile.