Chi ha in programma lavori di sistemazione esterna nel 2026 non deve necessariamente rinunciare a risparmiare. È vero che il Bonus Verde non è stato prorogato dal governo oltre il 31 dicembre 2024, e nel 2026 non è stato reintrodotto, ma esistono altre agevolazioni fiscali che, a seconda del tipo di intervento, possono comunque essere sfruttate per ridurre il costo dei lavori.
L’agevolazione originaria garantiva una detrazione del 36% su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare, ripartita in dieci rate annuali, ed era pensata per interventi come la sistemazione di giardini privati, la realizzazione di impianti di irrigazione e la riqualificazione di terrazzi e coperture a verde. Chi ha effettuato lavori entro il 2024 può continuare a portare in detrazione le rate residue, ma per le nuove spese il quadro è cambiato. Ecco tutti i dettagli.
Bonus Verde 2026, come sfruttare le agevolazioni ancora attive
Escluso quindi il Bonus Verde, vale la pena capire se il Bonus Ristrutturazione — ancora attivo nel 2026 — può rappresentare un’alternativa almeno parziale per i lavori esterni. La risposta è: dipende dal tipo di intervento.
Il Bonus Ristrutturazione è destinato agli interventi edilizi sull’immobile e non copre la semplice sistemazione del verde. Piantare alberi, installare un impianto di irrigazione o posare un prato ornamentale non rientrano nell’agevolazione, se considerati come interventi autonomi e indipendenti dall’edilizia.
Il discorso cambia, però, se il lavoro esterno è strettamente collegato a un’opera edilizia vera e propria. Alcuni esempi concreti in cui l’agevolazione può risultare applicabile sono:
- La realizzazione o sostituzione di una recinzione con caratteristiche strutturali
- Opere murarie su cortili e aree esterne
- Interventi edilizi su terrazzi o lastrici solari.
In questi casi, l’intervento smette di essere semplice giardinaggio e diventa edilizia a tutti gli effetti. È però sempre indispensabile una valutazione tecnica precisa prima di procedere, perché un inquadramento errato potrebbe far perdere il diritto alla detrazione anche a fronte di lavori altrimenti ammissibili.
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I vantaggi dell’Ecobonus 2026
Altro discorso è quello che riguarda l’Ecobonus 2026. Questa agevolazione è orientata al miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, e non riguarda strettamente interventi ornamentali o paesaggistici. Può tuttavia trovare applicazione in ambito esterno se l’opera incide concretamente sulle prestazioni energetiche del fabbricato, come nel caso di schermature solari o strutture che contribuiscono all’isolamento termico. Si tratta però di casistiche piuttosto specifiche, che non riguardano la maggior parte degli interventi di giardinaggio ordinario.
Quali lavori in giardino danno diritto a detrazioni e quali no
La distinzione fondamentale da tenere a mente è quella tra “verde ornamentale” e “opera edilizia”. Molti degli interventi più comuni negli spazi esterni rientrano nella categoria di edilizia libera: non richiedono permessi particolari ma, di conseguenza, non danno accesso ad alcuna detrazione fiscale. Fanno parte di questa categoria:
- Cura e sistemazione del prato
- Nuovi impianti di irrigazione
- Piantumazione di alberi e siepi
- Arredi da esterno e pavimentazioni leggere
- Gazebo mobili
- Flottanti e rimovibili.
Diverso è invece il caso di interventi strutturali come muri di contenimento, recinzioni fisse oppure opere murarie sul cortile. In questi casi, il lavoro può rientrare tra quelli agevolabili con il Bonus Ristrutturazione, ma solo se soddisfa i requisiti edilizi richiesti dalla normativa vigente.
Come risparmiare comunque sui lavori esterni nel 2026
In assenza di un incentivo specifico per il verde, qualche accorgimento pratico può comunque aiutare a contenere i costi. Programmare i lavori in periodi meno richiesti, come la tarda estate o l’autunno, permette spesso di ottenere prezzi più competitivi su manodopera e materiali. Inoltre, raccogliere più preventivi da professionisti diversi offre una visione chiara del mercato e aiuta a scegliere l’offerta più equilibrata in termini di qualità e costo.
La fase di progettazione rimane quella più strategica: affidarsi a un tecnico qualificato consente di valutare se integrare interventi strutturali — potenzialmente agevolabili con i bonus ancora attivi — agli interventi puramente estetici, ottimizzando sia il risultato finale che l’eventuale accesso alle detrazioni fiscali disponibili.