Buono Vesta Piemonte: fondi già esauriti e 20mila famiglie escluse!

Redazione

23 Aprile 2026

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L’apertura della nuova finestra per la richiesta del Buono Vesta in Piemonte, lo scorso 21 aprile, ha fatto registrare numeri altissimi, ma le risorse disponibili non basteranno ad accontentare tutti. Dopo i pesanti disservizi informatici e l’impossibilità di accedere al portale nelle prime ore del click day, la Regione ha reso noti i dati ufficiali di questa tornata. Il budget stanziato ammonta a 20 milioni di euro, una cifra insufficiente per erogare il sussidio a tutti i richiedenti. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Fondi esauriti per il Buono Vesta: quanti restano esclusi

Alla chiusura del click day regionale per il Buono Vesta 2026 – agevolazione che garantisce fino a 1.200 euro all’anno per famiglie con figli piccoli – nell’arco delle sole 12 ore di apertura della finestra sono state inviate 42.000 richieste. Un volume di accessi che ha saturato rapidamente le risorse messe in campo dall’ente regionale.

A queste istanze non si sommano quelle delle 10.000 famiglie che avevano già ottenuto l’agevolazione lo scorso anno. Le regole dell’edizione corrente, infatti, non hanno concesso ai vecchi beneficiari la possibilità di richiedere i nuovi importi per questa seconda finestra temporale.

I dati fissano quindi il quadro definitivo della misura: sommando la prima e la seconda annata, il sussidio garantirà la copertura economica a 30.000 nuclei familiari. Tuttavia, il bacino dei potenziali beneficiari con i requisiti in regola è stimato in 50.000 unità. Di conseguenza, ben 20.000 famiglie rimarranno senza finanziamento per il semplice esaurimento dei fondi, uno scenario comune anche altri incentivi con tetti di spesa limitati, come il bonus moto e motorini elettrici.

Chi ha richiesto la prestazione: fasce ISEE e cittadinanza

Oltre al volume complessivo delle istanze, le statistiche offrono uno spaccato puntuale sulle condizioni economiche di chi ha partecipato alla richiesta del Buono Vesta. Le percentuali dimostrano una distribuzione netta per reddito:

  • Il 62,6% delle domande è stato presentato da famiglie con un ISEE compreso tra 10.000 e 30.000 euro.
  • Il 23,4% delle richieste proviene dai nuclei con reddito più basso, rientranti nella fascia ISEE inferiore a 10.000 euro.
  • Il 14% delle domande appartiene invece alla fascia economica compresa tra i 30.000 e 40.000 euro.

Per eventuali aggiornamenti sulle graduatorie, e sullo stato delle erogazioni, le famiglie possono in ogni caso monitorare la propria area personale sul portale ufficiale Vesta Piemonte.


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I dati sulla nazionalità e la distribuzione territoriale

Un’ultima analisi regionale esamina la nazionalità dei richiedenti e la loro collocazione sul territorio. Complessivamente, l’85,9% delle domande è stato inoltrato da cittadini italiani e appartenenti all’Unione Europea.

Questa quota, però, varia profondamente a seconda della situazione economica. Nella fascia più debole, ovvero con ISEE sotto i 10.000 euro, i cittadini italiani e comunitari rappresentano il 59,4% dei richiedenti. La presenza sale nettamente nei segmenti di reddito superiori: costituiscono il 93% delle richieste tra i 10.000 e i 30.000 euro, per poi raggiungere il 98,6% nella fascia compresa tra i 30.000 e i 40.000 euro.

Infine, nota positiva, la misura ha raggiunto quasi l’intera Regione: le famiglie richiedenti risiedono in 1.011 Comuni piemontesi, garantendo la copertura di quasi tutti i 1.180 enti locali presenti sul territorio. Ciononostante, resta il difetto di aver escluso da questa misura essenziale quasi 20mila famiglie bisognose. Che con con una migliore gestione dei fondi, o una ‘ristrutturazione’ al ribasso del bonus, avrebbero potuto accedere di diritto al buono.