Per i beneficiari della Carta Dedicata a Te si avvicina un appuntamento importante che non è possibile ignorare. Il 28 febbraio 2026 è infatti la data ufficiale di disattivazione della carta: tutto l’importo non ancora utilizzato verrà definitivamente azzerato, senza possibilità di recupero. Chi ha ancora credito residuo ha quindi pochissimi giorni per spenderlo. Ecco qui sotto tutti i dettagli da conoscere.
Chi ha ricevuto la Carta Dedicata a Te e quanto vale
La Carta Dedicata a Te è una misura di sostegno alimentare destinata alle famiglie in difficoltà economica, individuate dall’INPS e dai Comuni sulla base di criteri precisi. Per rientrare tra i beneficiari era necessario:
- Avere un ISEE non superiore a 15.000 euro
- Non percepire altre prestazioni incompatibili come l’Assegno di Inclusione, la NASpI o la Carta Acquisti
- Essere iscritti all’anagrafe
- Far parte preferibilmente di un nucleo familiare di almeno tre componenti.
La carta, distribuita tramite Poste Italiane, è stata caricata nell’autunno scorso con un importo una tantum di 500 euro.
Cosa si può acquistare
La Carta Dedicata a Te funziona come una prepagata, ma con un perimetro d’uso limitato agli esercizi convenzionati per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità: pasta, pane, riso, carne, pesce, latte, prodotti da forno, frutta e verdura. Rispetto alle edizioni precedenti, non è più possibile usarla per acquistare carburanti o abbonamenti per i trasporti pubblici. Sono in ogni caso esclusi gli alcolici e qualsiasi prodotto non alimentare.
Le scadenze da rispettare
Il decreto attuativo della misura ha fissato due date chiave: la carta andava attivata entro il 16 dicembre 2025 e verrà disattivata a partire dal 28 febbraio 2026. Entro questa data l’intero importo deve essere utilizzato. Le somme residue non verranno trasferite su altri strumenti né rimborsate: semplicemente, cesseranno di essere disponibili.
Cosa succede ai soldi non spesi
La scadenza del 28 febbraio non è solo formale: il decreto stabilisce con precisione il destino delle risorse non utilizzate. Entro il 30 marzo 2026, Poste Italiane dovrà trasmettere una rendicontazione finale al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che provvederà a informare il Ministero delle Imprese, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia.
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Entro il 30 aprile 2026, Poste Italiane effettuerà poi un monitoraggio delle risorse ancora presenti sulle carte e le somme avanzate verranno riversate sul conto del Ministero dell’Agricoltura, per essere oggetto di verifica e riallocazione secondo le procedure previste. In sintesi: ogni euro non speso entro il 28 febbraio tornerà nelle casse dello Stato e non sarà più recuperabile dai beneficiari.