La Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026 è ancora ferma ai blocchi di partenza, nonostante la scadenza del 30 gennaio indicata dalla normativa sia ormai stata superata. Come se non bastasse, sul portale ufficiale compare ancora l’avviso secondo cui i voucher sarebbero stati disponibili “a partire dal mese di gennaio 2026”, ma al momento non ci sono né importi ufficiali né date di accredito, e restano in sospeso anche gli arretrati promessi per lo scorso anno. Scopriamo qui sotto cosa sta succedendo.
Carta del Docente 2026, il nuovo decreto e l’ampliamento della platea
Le cause del ritardo vanno cercate nel nuovo quadro normativo introdotto dal decreto‑legge 127/2025, che ha esteso la Carta ai docenti precari con supplenza al 30 giugno o al 31 agosto, oltre che al personale educativo. La necessità di calcolare il numero effettivo dei nuovi aventi diritto, quindi, e di ripartire le risorse disponibili potrebbe aver rallentato la firma del provvedimento, alimentando incertezze anche sulle ipotesi di riduzione dell’importo (da 500 euro a 400 o persino 375 euro) circolate in queste settimane, che però restano indiscrezioni finché il decreto non sarà pubblicato.
La protesta dei sindacati
Sul fronte sindacale il clima resta intanto teso. La Gilda degli Insegnanti denuncia che gennaio è terminato senza traccia alcuna né dei nuovi voucher né degli arretrati, sottolineando come un diritto strutturale alla formazione sia stato di fatto trasformato in un bonus aleatorio, bloccato da un nodo amministrativo mai risolto tra Ministero e MEF. Secondo il coordinatore nazionale, Vito Carlo Castellana, l’annuncio della riapertura del portale e degli accrediti si è tradotto in promesse rimaste soltanto sulla carta, mentre migliaia di docenti continuano ad aspettare senza avere indicazioni chiare su tempi e importi.
Le interrogazioni parlamentari sui ritardi
Anche sul piano politico cresce la pressione. La responsabile scuola del Partito Democratico, Irene Manzi, ha presentato una nuova interrogazione parlamentare – la terza sul tema – chiedendo al Ministero dell’Istruzione e del Merito di spiegare perché non sia stato emanato in tempo il decreto attuativo e perché non siano ancora state liquidate tutte le somme arretrate. Manzi ricorda inoltre che, dalla sua introduzione, la Carta del Docente è sempre stata accreditata entro l’autunno, permettendo agli insegnanti di programmare per tempo master, corsi e acquisti professionali.
Nel 2025/2026, invece, non esiste una data certa, non ci sono comunicazioni ufficiali e manca trasparenza su come verrà gestito l’aumento dei beneficiari. È insomma inaccettabile che l’inefficienza amministrativa costringa i docenti ad anticipare di tasca propria le spese per la formazione o a rinunciarvi del tutto, in un sistema che dichiara di voler investire sulla qualità dell’istruzione.
A cosa serve davvero la Carta del Docente
In attesa del decreto ‘fantasma’, resta invariata la finalità della Carta del Docente, che continua a rappresentare uno degli strumenti principali per sostenere l’aggiornamento professionale del personale scolastico. Il bonus può essere utilizzato per acquistare:
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- Libri e riviste specialistiche
- Hardware e software
- Corsi di formazione e master universitari coerenti con il profilo dell’insegnante
- Biglietti per teatri, cinema, musei, mostre ed eventi culturali
- Iniziative previste dal Piano nazionale di formazione o dall’offerta formativa delle scuole.
Proprio per questo, il protrarsi dei ritardi sugli accrediti viene percepito come un segnale estremamente negativo. Perché finché il decreto non sarà emanato, e le somme non saranno caricate sui portafogli digitali, migliaia di docenti e precari resteranno di fatto senza lo strumento economico che dovrebbe sostenere la loro crescita professionale.