Certificazione Unica 2026, cambiano le scadenze per l’invio: quali sono e come prepararsi

Redazione

17 Febbraio 2026

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Nel 2026 cambiano le scadenze della Certificazione Unica: restano tre le date chiave, ma per gli autonomi l’invio telematico slitta di un mese e si sposta al 30 aprile, con riflessi sui tempi di visualizzazione della Dichiarazione precompilata. Ecco tutti i dettagli qui sotto.

Certificazione Unica, come funziona e a cosa serve

La Certificazione Unica (CU) serve a documentare i redditi percepiti nell’anno precedente a quello di riferimento, ed è la base indispensabile su cui l’Agenzia delle Entrate costruisce la dichiarazione precompilata (730 o modello Redditi), consente di aggiornare correttamente l’ISEE e di verificare se le imposte trattenute in busta paga o sulla pensione sono corrette.

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati le scadenze di quest’anno non cambiano: i sostituti d’imposta devono trasmettere le CU all’Agenzia delle Entrate entro lunedì 16 marzo 2026. Restano confermate anche le tempistiche per le certificazioni che contengono esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite dichiarazione precompilata: l’invio telematico, in questo caso, va effettuato entro il 31 ottobre 2026, scadenza che, cadendo di sabato, slitta al primo giorno lavorativo successivo, cioè lunedì 2 novembre 2026.

Certificazione Unica autonomi: la nuova scadenza

La principale novità riguarda invece la Certificazione Unica per i redditi da lavoro autonomo, interessata dalle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 81/2025 nell’ambito della riforma fiscale. Rientrano in questa categoria i compensi corrisposti a titolari di partita IVA, professionisti che esercitano arti e professioni abituali, nonché percettori di provvigioni per rapporti non occasionali di agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio o procacciamento d’affari.

Per queste certificazioni, il termine di trasmissione passa quest’anno a giovedì 30 aprile 2026. In pratica, si supera il vecchio limite del 31 marzo, offrendo un mese in più per raccogliere i dati essenziali, ma creando un calendario “a doppia velocità” tra dipendenti e autonomi.

Dichiarazione precompilata posticipata

Lo slittamento al 30 aprile della CU degli autonomi avrà un impatto diretto sui tempi di messa a disposizione della dichiarazione precompilata per le partite IVA. L’articolo 4 del decreto legislativo 81/2025 stabilisce infatti che, dal 2026, i modelli precompilati relativi ai redditi diversi da quelli di lavoro dipendente saranno disponibili solo a partire dal 20 maggio.


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Ne deriva quindi un doppio binario: il 730/2026 per lavoratori dipendenti e pensionati resta confermato al 30 aprile, mentre la precompilata per titolari di partita IVA e autonomi si potrà consultare solo dal 20 maggio 2026. Questo comporterà qualche settimana di attesa in più per chi ha redditi professionali, ma consentirà all’Agenzia di elaborare i dati delle CU e le altre informazioni fiscali in modo più completo.

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Consegna al percipiente: termine unico al 16 marzo

Indipendentemente dalle diverse scadenze di invio telematico, il termine per la consegna della CU al percipiente resta fissato al 16 marzo 2026 per tutte le tipologie di reddito, compresi lavoro autonomo e collaborazioni. Ciò significa che lavoratori dipendenti, autonomi, co.co.co e altri percettori dovranno avere materialmente la certificazione in mano entro quella data.

Questo allineamento tra categorie diverse mira a consentire ai contribuenti di verificare per tempo le informazioni riportate, di segnalare eventuali errori al sostituto d’imposta e di organizzarsi in vista della dichiarazione dei redditi, a prescindere dal canale (precompilata o ordinaria) che sceglieranno di utilizzare.