Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha recentemente chiarito una novità essenziale per il comparto del lavoro domestico: il recupero dell’ex Bonus Renzi, oggi confluito nel trattamento integrativo, spetta a colf, badanti e babysitter anche se la dichiarazione dei redditi non viene presentata entro le scadenze previste. Si tratta di un sostegno economico fondamentale per chi lavora nelle abitazioni delle famiglie italiane, capace di raggiungere un valore massimo pari a 1.200 euro all’anno. Ecco tutti i dettagli.
Cos’è il trattamento integrativo per colf e badanti
Il trattamento integrativo è un’importante agevolazione fiscale applicata in busta paga, confermata in pieno anche per il 2026. I lavoratori dipendenti che rispettano specifici limiti di reddito hanno diritto a un sussidio mensile del valore di 100 euro, spiegato in modo esaustivo nella guida sul trattamento integrativo.
A differenza della maggior parte dei dipendenti aziendali, per i quali le ritenute Irpef vengono applicate direttamente sullo stipendio di ogni mese, per colf e badanti il calcolo slitta a fine anno. Questo meccanismo si attiva perché il datore di lavoro domestico, che nella maggior parte dei casi è la persona assistita, non riveste mai la qualifica di sostituto d’imposta.
Requisiti di reddito e importi spettanti
Il riconoscimento dell’agevolazione è strettamente legato al reddito annuale complessivo generato dal dipendente. Le regole attuali stabiliscono tre fasce precise:
- Fino a 15.000 euro di reddito: il bonus complessivo di 1.200 euro spetta per intero.
- Tra 15.000 e 28.000 euro: l’erogazione non avviene in automatico. Il sussidio scatta esclusivamente se l’imposta lorda risulta superiore alle detrazioni, e copre unicamente la quota effettivamente spettante.
- Oltre la soglia dei 28.000 euro: il sostegno economico si azzera del tutto.
Come funziona il recupero con il modello 730
Per ottenere i pagamenti senza alcun ritardo, il dipendente deve soddisfare i requisiti e presentare regolarmente il modulo 730 relativo all’anno fiscale 2025. Durante la compilazione del documento, è obbligatorio specificare che la dichiarazione avviene “senza sostituto d’imposta”. In questa fase, chi ha lavoratori domestici alle proprie dipendenze può anche considerare le detrazioni per colf e badanti previste dalla normativa vigente.
In seguito all’invio, sarà l’Agenzia delle Entrate a farsi carico dei conteggi, accreditando l’eventuale rimborso direttamente sull’IBAN indicato nel documento. Non avendo un datore di lavoro che agisce da sostituto, il rimborso non arriva in concomitanza con la busta paga. Il pagamento viene erogato invece a fine anno, solitamente nei giorni successivi a Natale. E una trasmissione anticipata della dichiarazione garantisce l’inserimento rapido nei primi flussi di pagamento.
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È fondamentale ricordare che la dichiarazione rappresenta un riepilogo della posizione fiscale globale: il trattamento integrativo può quindi essere ridotto o completamente riassorbito nel conto delle imposte dovute per l’anno precedente.
Mancata dichiarazione dei redditi: cosa succede
Durante una recente interrogazione in Commissione Finanze alla Camera, il Ministero ha chiarito in via definitiva la procedura per chi omette di dichiarare al Fisco i redditi percepiti l’anno precedente. Il beneficio non decade, venendo equiparato alle regole valide per le detrazioni sul reddito.
Se l’invio del modulo non avviene nei tempi, il diritto al sussidio verrà riconosciuto in occasione di successivi accertamenti. In fase istruttoria, l’ente competente sfrutterà il bonus maturato per abbattere le imposte da versare a carico del contribuente.
Novità sui contributi: stop ai bollettini cartacei
Il settore del lavoro domestico coinvolge in Italia un totale di oltre 1 milione 229 mila unità, secondo i dati del quarto Paper del Rapporto 2025 Family (Net) Work. Per semplificare la gestione di questa vasta platea, l’INPS ha accelerato la dematerializzazione totale dei contributi, superando progressivamente l’invio dei modelli di pagamento cartacei.
Nel corso del 2026, i datori di lavoro dovranno effettuare i versamenti previdenziali esclusivamente attraverso sistemi digitali come pagoPA, home banking e app.
L’unica deroga stabilita dall’Istituto interessa i datori di lavoro con un’età pari o superiore a 76 anni. Solo questi ultimi continueranno a ricevere la tradizionale lettera annuale a casa, una misura concepita per accompagnarli in modo graduale verso l’utilizzo esclusivo dei canali telematici di pagamento.
Consigli utili per non perdere il bonus
Assicuratevi di rientrare nelle fasce reddituali coperte dalla misura e preparate in anticipo la documentazione utile per la compilazione del modulo 730. Verificate inoltre con attenzione l’esattezza dell’IBAN fornito all’ente per garantire un accredito rapido, sicuro e tracciabile del vostro trattamento integrativo, monitorando anche il calendario dei pagamenti dell’ex bonus Renzi.