Esiste una soglia di stipendio sotto la quale le tasse sul reddito risultano completamente azzerate, ma non è un limite fisso valido per tutti. La famosa no tax area a 8.500 euro è solo il punto di partenza: grazie al sistema di detrazioni fiscali previsto dalla normativa italiana, anche con redditi significativamente più alti, infatti, è possibile trovarsi a pagare zero euro di tasse. Vediamo come funziona questo meccanismo e quali sono i casi concreti in cui, pur avendo uno stipendio, le imposte dovute si azzerano completamente.
La soglia base per non pagare tasse
Il primo limite da conoscere è quello dei 8.500 euro annui, che rappresenta la no tax area standard per lavoratori dipendenti e pensionati. Attenzione però: questo non significa che sui primi 8.500 euro di reddito l’Irpef non viene applicata, ma piuttosto che le detrazioni per lavoro dipendente previste dalla legge sono sufficienti ad azzerare l’imposta calcolata.
Su un reddito di 8.500 euro, infatti, l‘Irpef dovuta al 23% ammonta esattamente a 1.955 euro, che è lo stesso importo della detrazione spettante per chi guadagna fino a 15.000 euro. Il risultato? L’imposta da versare all’Agenzia è zero.
Come si calcolano le detrazioni da lavoro dipendente
Per capire fino a quando si può beneficiare dell’abbattimento fiscale, è utile conoscere le formule che determinano l’importo delle detrazioni:
- Fino a 15.000 euro di reddito: detrazione fissa di 1.955 euro
- Tra 15.000 e 28.000 euro di reddito: 1.910 + 1.190 × (28.000 – reddito complessivo) / 13.000
- Tra 28.000 e 50.000 euro di reddito: 1.910 × (50.000 – reddito complessivo) / 22.000
- Oltre 50.000 euro: nessuna detrazione.
Le detrazioni diminuiscono quindi progressivamente all’aumentare del reddito e si azzerano completamente superati i 50.000 euro annui.
Stipendi più alti, zero tasse: come è possibile
Superare la soglia degli 8.500 euro non significa automaticamente dover pagare le tasse. Il sistema italiano prevede infatti numerose altre detrazioni che possono sommarsi a quella da lavoro dipendente e, in molti casi, azzerare del tutto l’imposta. Tra le principali:
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- Detrazione per coniuge a carico
- Detrazione per figli a carico
- Detrazioni per oneri e spese.
Esempi pratici: quando l’Irpef si azzera
Esempio 1: reddito di 10.000 euro con coniuge a carico
- Irpef dovuta: 2.300 euro (10.000 × 23%)
- Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
- Detrazione coniuge a carico: 726 euro
- Totale detrazioni: 2.681 euro
Irpef da pagare: 0 euro (le detrazioni eccedono l’imposta, ma valgono solo fino a capienza).
Esempio 2: reddito di 11.500 euro con coniuge a carico
- Irpef dovuta: 2.645 euro
- Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
- Detrazione coniuge a carico: 715 euro
- Totale detrazioni: 2.670 euro
Irpef da pagare: 0 euro.
Esempio 3: reddito di 15.000 euro con familiari a carico e spese per 1.500 euro
- Irpef dovuta: 3.450 euro
- Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
- Detrazione coniuge a carico: 690 euro
- Detrazione figlio a carico: 800 euro
- Detrazione spese sanitarie (19% di 1.500): 285 euro.
- Totale detrazioni: 3.730 euro
Irpef da pagare: 0 euro.
La no tax area ‘reale’ può arrivare fino a 15.000 euro
Come dimostrano gli esempi, la soglia entro cui non si paga l’Irpef non è fissa a 8.500 euro, ma varia sensibilmente in base alla situazione personale e familiare del contribuente. Chi ha familiari a carico, sostiene spese sanitarie o altre spese detraibili può tranquillamente arrivare a guadagnare 15.000 euro o più senza dover versare un euro di imposte, perché il totale delle detrazioni spettanti supera (o eguaglia) l’imposta lorda calcolata sul reddito.
Questo meccanismo dimostra che il sistema fiscale italiano, pur essendo complesso (e a volte ingiusto), è costruito anche per tutelare chi ha carichi familiari e spese inevitabili, permettendo in molti casi di azzerare completamente il prelievo fiscale anche su redditi medio-bassi.