Trovare un nuovo lavoro mentre si percepisce la NASpI non significa necessariamente perderla. Ma sbagliare un passaggio — il tipo di contratto, la comunicazione all’INPS, la durata — può costare caro. Ecco tutto quello che devi sapere per non fare errori.
Lavorare senza perdere la NASpI, la prima regola da rispettare
Prima di tutto, se si inizia un’attività lavorativa mentre si percepisce la NASpI, l’INPS va avvisata obbligatoriamente. E non è sufficiente affidarsi alla comunicazione che farà il datore di lavoro: la notifica deve essere fatta personalmente dal lavoratore, online, tramite il servizio NASPI-com.
Questo vale per qualsiasi tipo di attività: lavoro subordinato, autonomo, o qualsiasi altra forma che produca reddito. Chi omette la comunicazione rischia la decadenza immediata dalla NASpI e l’obbligo di restituire tutte le somme già percepite. Un rischio che non vale davvero la pena di correre.
Le tre possibilità: decadenza, sospensione o cumulo
Una volta chiarito l’obbligo di comunicazione, il nodo centrale è capire cosa succede alla NASpI a seconda del lavoro che si inizia. Esistono tre scenari distinti, e la differenza tra l’uno e l’altro dipende quasi interamente dalla durata e dalla natura del nuovo contratto.
1. Sospensione: la NASpI si ferma e poi riparte
Se si viene assunti con un contratto a tempo determinato di durata inferiore ai sei mesi, la NASpI non decade: viene semplicemente sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro e poi riprende automaticamente al termine del contratto, dal punto in cui si era fermata.
Attenzione però alle proroghe: anche sommando più contratti o proroghe successive, si deve restare sotto la soglia dei sei mesi. Se le proroghe portano la durata complessiva oltre quel limite, si decade dalla NASpI definitivamente.
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2. Cumulo: si lavora e si percepisce la NASpI ridotta
Se il nuovo lavoro genera un reddito molto basso, è possibile richiedere il cumulo. In questo caso la NASpI non si sospende, ma continua ad essere erogata in misura ridotta, in modo da integrare la retribuzione fino a garantire un reddito sufficiente.
Il cumulo è richiedibile solo se si comunica il reddito presunto all’INPS e se questo reddito presunto risulta inferiore alla soglia minima aggiornata annualmente dall’istituto, che si attesta intorno agli 8.500 euro annui.
3. Decadenza: la NASpI cessa definitivamente
Con un contratto a tempo indeterminato o con un contratto a tempo determinato che supera i sei mesi — anche per effetto di proroghe — la NASpI decade in modo definitivo e non è più recuperabile.
Il punto chiave da ricordare
Lavorare mentre si percepisce la NASpI è possibile e in molti casi conveniente. Il rischio non sta nel trovare lavoro, ma nel farlo nel modo ‘sbagliato’. Un contratto troppo lungo, la mancata comunicazione all’INPS, o proroghe non calcolate bene sono tutti errori che possono trasformare un’opportunità in un vero grattacapo. Conoscere le regole in anticipo è quindi l’unico modo possibile per non trovarsi a dover restituire mesi di indennità.