# Come non pagare o ridurre l’acconto Irpef con il Modello 730

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- Published: 2026-05-26T12:00:23+02:00
- Author: Redazione

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Il **versamento delle imposte **porta spesso con sé dubbi e preoccupazioni, specialmente
quando si avvicina la scadenza della **seconda rata Irpef a fine anno**. Tuttavia,
molti contribuenti ignorano che è possibile intervenire sulla propria dichiarazione
per **alleggerire o eliminare **del tutto questo onere. Compilando correttamente
il [Modello 730](https://bonusepagamenti.it/modello-730-precompilato-2026-modifiche/),
infatti, si può richiedere l’azzeramento o la riduzione del versamento dovuto per
l’anno in corso in modo del tutto legale e sicuro.

Questa opzione risulta particolarmente utile per chi prevede un **calo delle proprie
entrate** **rispetto all’anno precedente**, e non vuole anticipare somme che, a 
conti fatti, non risulterebbero dovute al Fisco. Ecco qui sotto tutti i dettagli.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/come-non-pagare-acconto-irpef-modello-730/#)

 * [Cos’è e quando si paga l’acconto Irpef nel Modello 730](https://bonusepagamenti.it/come-non-pagare-acconto-irpef-modello-730/#Cose_e_quando_si_paga_lacconto_Irpef_nel_Modello_730)
 * [Chi ha diritto alla riduzione dell’acconto nel Modello 730](https://bonusepagamenti.it/come-non-pagare-acconto-irpef-modello-730/#Chi_ha_diritto_alla_riduzione_dellacconto_nel_Modello_730)
 * [Come non pagare o ridurre la seconda rata](https://bonusepagamenti.it/come-non-pagare-acconto-irpef-modello-730/#Come_non_pagare_o_ridurre_la_seconda_rata)
 * [Metodo storico contro metodo previsionale: calcoli e rischi sanzionatori](https://bonusepagamenti.it/come-non-pagare-acconto-irpef-modello-730/#Metodo_storico_contro_metodo_previsionale_calcoli_e_rischi_sanzionatori)
    - [Attenzione alle stime errate sulle entrate](https://bonusepagamenti.it/come-non-pagare-acconto-irpef-modello-730/#Attenzione_alle_stime_errate_sulle_entrate)

## Cos’è e quando si paga l’acconto Irpef nel Modello 730

Durante la stagione dichiarativa, entrata nel vivo con i modelli precompilati disponibili
dal 30 aprile e da trasmettere entro il 30 settembre, il contribuente non salda 
solamente l’anno passato. Con la **dichiarazione 730/2026**, infatti, viene determinata
l’**Irpef a saldo per il 2025**, **ma anche l’acconto obbligatorio per l’anno di
imposta 2026**. L’acconto è dovuto esclusivamente se l’imposta dell’anno precedente,
calcolata al netto delle detrazioni spettanti, supera la soglia di **51,65 euro**,
ed è pari al **100%** dell’imposta stessa.

Le tempistiche e la divisione delle rate dipendono dall’importo complessivo:

 * Se l’importo dell’acconto è **inferiore a 257,52 euro**, il pagamento si effettua
   in un’unica soluzione entro il **30 novembre**.
 * Se l’importo è **pari o superiore a 257,52 euro**, la somma viene ripartita in
   due scadenze: il **40% si paga entro il 30 giugno**, mentre il restante **60%
   va saldato entro il 30 novembre**.

Leggi anche  Modello 730 precompilato 2026, ecco come evitare i controlli del Fisco

L’acconto di novembre coinvolge non solo chi usa la dichiarazione ordinaria, ma 
anche i forfettari e i soggetti Isa tramite il [modello Redditi Pf](https://bonusepagamenti.it/modello-redditi-pf-senza-partita-iva-la-guida/).
Per chi ha un datore di lavoro o un ente previdenziale come **sostituto d’imposta**,
eventuali [importi a debito ](https://bonusepagamenti.it/modello-730-debito-doppia-certificazione-unica/)
come gli acconti vengono gestiti direttamente in busta paga o sulla pensione. Chi
è privo di sostituto d’imposta, invece, versa le somme in autonomia seguendo le 
stesse scadenze.

## Chi ha diritto alla riduzione dell’acconto nel Modello 730

Il cittadino che ha la certezza o **stima di avere entrate minori nell’anno in corso**
rispetto a quello passato, determinando di fatto un’imposta inferiore, ha il diritto
di richiedere l’**azzeramento **o un **ricalcolo** al ribasso della rata di acconto
fine anno.

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Questa contrazione economica può derivare da svariati fattori pratici. I casi più
comuni riguardano:

 * La **chiusura di uno o più contratti di locazione** che garantivano entrate fisse
 * La **cessazione del lavoro**
 * L’aver sostenuto **oneri deducibili e spese detraibili molto alte** che, nella
   dichiarazione successiva, andranno ad abbattere fortemente il carico fiscale.

## Come non pagare o ridurre la seconda rata

Per bloccare i pagamenti futuri puoi seguire due procedure distinte. La **prima 
opzione** consiste nel **comunicare la propria decisione **direttamente al sostituto
d’imposta **entro il 10 ottobre**, richiedendo espressamente che venga trattenuto
un importo minore o nullo come rata di novembre.

Se questa strada non è percorribile, puoi** indicare **la tua **scelta** fin dal
primo **invio telematico**, in totale autonomia. Per farlo occorre intervenire sulla**
sezione V del Quadro F** del Modello 730/2026:

 * Barra la **casella 1 del rigo F6** per non versare **nessun acconto **per il 
   2026
 * Barra la **casella 2** **del rigo F6** per versare un **acconto inferiore**, 
   indicando nello spazio accanto la somma ridotta esatta che desideri farti trattenere.

Leggi anche  Che cosa è il domicilio fiscale?

Regole simili valgono anche per l’acconto dell’addizionale regionale e della cedolare
secca:

 * **Addizionale comunale:** usa la **casella 3 del rigo F6** per azzerare del tutto
   il pagamento, o compila la colonna 4 per definire una somma inferiore.
 * **Cedolare secca:** spunta la **casella 5 del rigo F6** per non pagare alcun 
   anticipo, oppure inserisci un importo riproporzionato nella colonna 6.

## Metodo storico contro metodo previsionale: calcoli e rischi sanzionatori

I software dell’[Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/)
calcolano gli acconti applicando in automatico il **metodo storico**, che presume
semplicemente che nel 2026 si guadagni quanto si è guadagnato nel 2025. Per modificare
al ribasso queste trattenute, il contribuente deve invece affidarsi al **metodo 
previsionale**, raccomandato solo se calcolato (con una sorta di ‘scommessa’) sui
redditi futuri.

Analizziamo un caso concreto. Ipotizziamo che un contribuente abbia pagato **3.000
euro di imposta a saldo per il 2025**. Con il calcolo storico, dovrebbe versare 
un anticipo totale per il 2026 di altri 3.000 euro (suddivisi in 1.200 euro a giugno
e 1.800 euro a novembre). Tuttavia, sapendo di volersi prendere sei mesi di pausa
dal lavoro da luglio a dicembre 2026, il suo consulente stima che le tasse future
ammonteranno ad appena **1.000 euro totali**. Dato che la sola prima rata di giugno
pari a 1.200 euro supera già il debito atteso, il contribuente può azzerare legittimamente
il secondo acconto e non versare nulla a novembre. Se avesse mantenuto invece il
metodo storico avrebbe dovuto pagare i 1.800 euro di novembre, potendoli recuperare
solo l’anno successivo tramite rimborso.

### Attenzione alle stime errate sulle entrate

Si ricorda che **modificare le trattenute fiscali è un’azione offerta sotto la propria
esclusiva responsabilità**. Sfruttare il sistema previsionale significa effettuare
una vera e propria scommessa sulle proprie entrate future. Se, a conti chiusi, il
calcolo si rivela sbagliato e l’anno successivo emerge un debito d’imposta non regolarizzato,
l’Agenzia delle Entrate interverrà applicando una **severa sanzione pari al 30%**
sulla differenza non versata in tempo. Questa eventualità impone quindi di valutare
di anno in anno, con la massima cautela e precisione, ogni riduzione richiesta sugli
acconti.
