Il sistema del welfare aziendale e pubblico in Italia garantisce ai lavoratori dipendenti una serie di tutele che permettono di conciliare la vita privata, la salute e gli impegni civici con l’attività professionale. Oltre alle normali ferie, il diritto del lavoro prevede specifici congedi e permessi retribuiti che variano in base all’evento (matrimonio, lutto, studio o cariche pubbliche).
Inoltre, con l’entrata in vigore della Legge 106/2025, dal 1° gennaio 2026 sono state introdotte importanti novità, in particolare per quanto riguarda la protezione dei lavoratori affetti da patologie gravi. In questa guida analizziamo nel dettaglio le principali tipologie di assenza giustificata e le modalità per richiederle.
Congedo matrimoniale: durata e chi paga la prestazione
Il congedo matrimoniale spetta ai lavoratori che contraggono un matrimonio civile o un’unione civile. Si tratta di un periodo di 15 giorni di calendario consecutivi, che non possono essere frazionati e devono essere utilizzati, di norma, entro 30 giorni dall’evento.
Per ottenere il beneficio, il lavoratore deve presentare richiesta al datore di lavoro con un anticipo di almeno 6 giorni (che salgono a 10 rispetto alla data delle nozze). Ecco come funziona il pagamento:
- Impiegati, quadri e dirigenti: la retribuzione è interamente a carico dell’azienda.
- Operai e apprendisti (industria e artigianato): ricevono un assegno dall’INPS pari a 7 giorni di retribuzione, mentre i restanti 8 giorni sono integrati dal datore di lavoro.
Permessi per lutto e gravi motivi familiari
In caso di perdita o di grave infermità di un parente stretto (entro il secondo grado, inclusi coniuge, figli, genitori, fratelli, nonni e nipoti), la legge garantisce 3 giorni di permesso retribuito per singolo evento. Questi giorni sono indipendenti dalle ferie e non influiscono sul periodo di preavviso.
Qualora sussistano situazioni di particolare gravità documentata, è possibile inoltre richiedere un congedo straordinario non retribuito fino a un massimo di 2 anni totali nella vita lavorativa, ottenendo la garanzia della conservazione del posto.
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Le novità 2026 per malattie oncologiche e invalidanti
La principale novità del 2026 riguarda la tutela della salute. La Legge 106/2025 ha introdotto infatti un supporto specifico per chi affronta patologie oncologiche, invalidanti o croniche con invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%. A queste categorie spetta un congedo non retribuito fino a 24 mesi, durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, in modo tale da concentrarsi sulle cure senza il rischio di perdere l’occupazione.
Permessi Legge 104 e assistenza disabili
I permessi legati alla Legge 104 rimangono un pilastro fondamentale per l’assistenza. I lavoratori con disabilità grave o i caregiver che assistono familiari disabili possono scegliere tra:
- 3 giorni al mese di permesso retribuito (frazionabili anche in ore)
- 2 ore giornaliere di permesso retribuito.
Questi permessi sono interamente coperti da contribuzione figurativa INPS e spettano anche ai partner di unioni civili e ai conviventi di fatto.
Permessi per studio, formazione e cariche pubbliche
Anche il diritto all’istruzione e alla partecipazione democratica è garantito da diverse forme di agevolazione:
- Studio ed esami: i lavoratori studenti hanno diritto a permessi retribuiti per l’intera giornata in cui devono sostenere un esame universitario. Per quanto riguarda i percorsi formativi, chi ha almeno 5 anni di anzianità può richiedere un congedo per la formazione (non retribuito) fino a 11 mesi.
- Permesso elettorale: chi viene chiamato a svolgere funzioni presso i seggi (scrutatori, presidenti, rappresentanti di lista) ha diritto all’assenza retribuita per tutta la durata delle operazioni. Se le operazioni cadono di domenica, spetta un riposo compensativo o una quota retributiva aggiuntiva.
- Permessi per funzioni pubbliche: anche chi viene eletto a una carica pubblica come lavoratore dipendente non resta senza tutele. I consiglieri regionali e nazionali possono chiedere un periodo di aspettativa non retribuita per tutto il mandato, mantenendo però il diritto al proprio posto di lavoro. Per i consiglieri comunali e provinciali, invece, è previsto un permesso retribuito per ogni seduta del consiglio, oltre a un monte aggiuntivo di 24 ore mensili da usare per le attività legate all’incarico.
Alcuni consigli utili
Conoscere i propri diritti in materia di congedi e permessi retribuiti è fondamentale per gestire al meglio le necessità personali e di salute nel 2026. Come regola generale, si consiglia sempre di consultare il proprio CCNL di riferimento, poiché la contrattazione collettiva può prevedere condizioni migliorative rispetto alla legge generale.