# Corsi fertilità e bonus per famiglie, non è un Paese per single

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- Published: 2025-01-14T09:20:09+01:00
- Author: Tommaso Pietrangelo

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In un Paese dove la natalità è in caduta libera, il [Governo](https://www.governo.it/it)
punta tutto su **incentivi e agevolazioni per  le famiglie**, lasciando i **single
con il cerino in mano**. Come se non bastasse, i 500mila euro previsti in manovra
per l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole sono stati dirottati, senza contemplare
le opposizioni, verso **corsi di fertilità**. Un ulteriore segnale di quanto la 
visione dominante continui, oggi, a ignorare le necessità di una popolazione sempre
più diversificata. Escludendo dalle politiche sociali tutti coloro che per necessità,
o per scelta, [non mettono su famiglia](https://bonusepagamenti.it/governo-stangata-per-chi-non-ha-figli/).
Vediamo qui sotto i dettagli.

Sommario

[Toggle](https://bonusepagamenti.it/corsi-fertilita-bonus-famiglie-paese-single/#)

 * [Corsi di fertilità, l’ultimo smacco del Governo](https://bonusepagamenti.it/corsi-fertilita-bonus-famiglie-paese-single/#Corsi_di_fertilita_lultimo_smacco_del_Governo)
 * [Bonus e agevolazioni, un quadro che discrimina i single](https://bonusepagamenti.it/corsi-fertilita-bonus-famiglie-paese-single/#Bonus_e_agevolazioni_un_quadro_che_discrimina_i_single)
 * [Non è un Paese per single](https://bonusepagamenti.it/corsi-fertilita-bonus-famiglie-paese-single/#Non_e_un_Paese_per_single)

## Corsi di fertilità, l’ultimo smacco del Governo

È esplosa negli ultimi giorni la polemica intorno alla decisione del Governo, del
tutto inattesa, di **spostare i fondi destinati all’educazione sessuale** nelle 
scuole **verso corsi di formazione** per insegnanti, dedicati invece alle **tematiche
della fertilità** maschile e femminile. Si tratta di 500mila euro che erano già 
stati inseriti in Manovra, grazie a un emendamento proposto dalle opposizioni e 
approvato con il loro sostegno. Ma adesso “quei soldi”, come ha annunciato il ministro
per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, “serviranno a formare gli insegnanti
prioritariamente riguardo alle tematiche della fertilità maschile e femminile, con
particolare riferimento all’**ambito della prevenzione delle infertilità”**.

Il Governo della natalità torna quindi a insistere sui temi tradizionali, ignorando
le problematiche reali del Paese e tradendo in sostanza la promessa di prevenzione
della violenza di genere a partire dalle scuole. “**È una decisione grave”**, sostiene
la ong ActionAid, “che va contro tutto ciò che la politica dice di dover fare, dal
governo al Parlamento, per contrastare la violenza maschile contro le donne e di
genere, cioè prevenire partendo dalla scuola le cause dei comportamenti violenti”.
Durissima anche la reazione della Rete degli Studenti Medi: “Siamo imbarazzati dalle
decisioni che sta prendendo questo governo…**Non si incentiva alla natalità parlandone
a scuola**, ma costruendo delle garanzie stabili e reali per le nuove generazioni,
che ci permettano di poter immaginare un futuro qui”.

## Bonus e agevolazioni, un quadro che discrimina i single

Ma il** dirottamento dei fondi verso corsi di fertilità** è solo l’ultima tessera
del mosaico. Da anni l’esecutivo porta avanti politiche di sussidio fortemente incentrate
sulle famiglie numerose, mentre vengono** ignorati i bisogni dei single** e di chi
non può avere figli. Anche la Legge di Bilancio 2025 ha confermato una serie di 
misure volte a incentivare, più o meno indirettamente, la natalità nel nostro Paese.**
Tra i principali interventi** ricordiamo:

 * Il **Bonus asili nido**, aumentato a 3.600 euro per i nuovi nati, con una soglia
   ISEE fino a 40mila euro (mentre per chi supera questa soglia, il contributo scende
   a 1.500 euro)
 * La [Carta per i nuovi nati](https://bonusepagamenti.it/carta-nuovi-nati-arrivano-le-conferme/),
   cioè un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato
 * Il [Congedo parentale](https://bonusepagamenti.it/congedo-parentale-indennita-maggiorata/),
   esteso a tre mesi retribuiti all’80% dello stipendio, utilizzabili entro i primi
   sei anni di vita del figlio
 * La cosiddetta **“Dote famiglia”**, ovvero un fondo di 30 milioni di euro per 
   le attività extra-scolastiche di ragazzi da 6 a 14 anni appartenenti a famiglie
   con reddito ISEE fino a 15mila euro
 * I **Mutui agevolati **per l’acquisto della prima casa per giovani coppie e famiglie
   monogenitoriali.

Nessun incentivo o agevolazione è invece previsto per chi non ha figli o famiglie
numerose. E anche i **nuovi limiti sulle **detrazioni fiscali **penalizzano chi 
vive da solo**. Sono infatti previsti due limiti massimi di detrazioni – uno pari
a 14mila euro per i redditi oltre 75mila euro (e non superiori a 100mila), e uno
di 8mila euro per i redditi superiori a 100mila euro – che però si applicano soltanto
a chi ha almeno tre figli o un figlio con disabilità. Negli altri casi – quindi 
con due figli, un figlio o nessun figlio – queste soglie vengono ridotte rispettivamente
all’85%, al 70% e al 50%.

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## Non è un Paese per single

Si amplificando, dunque, nel nostro Paese, le **difficoltà economiche per chi vive
da solo**. Sebbene in Italia, secondo i dati ISTAT, i [single](https://bonusepagamenti.it/assegno-di-inclusione-per-i-single/)
rappresentino una quota sempre più significativa della popolazione, le politiche
pubbliche continuano a ignorare questa fascia. Dai bonus per i figli ai contributi
per le attività extra-scolastiche, passando per i mutui agevolati, **tutto sembra
ruotare attorno al concetto di famiglia tradizionale**. E allora “non è un paese
per single” non è soltanto una provocazione, un titolo per fare scandalo, ma è una
realtà triste che richiede riflessioni profonde. Se l’obiettivo è davvero quello
di costruire un futuro sostenibile per tutti, è necessario ripensare le politiche
pubbliche in modo inclusivo, mettendo al centro le esigenze di tutte le cittadine
e i cittadini, compresi i single. Senza discriminazioni.

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