Decreto fiscale, dietrofront del Governo: cancellata la tassa sui piccoli pacchi e la stretta sui dividendi

Redazione

30 Marzo 2026

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un nuovo decreto Fiscale che segna una netta inversione di marcia rispetto ad alcune decisioni prese solo pochi mesi fa con la Legge di Bilancio. Il provvedimento interviene su punti caldi della tassazione che avrebbero colpito sia i consumatori privati che le imprese, introducendo rinvii strategici e cancellazioni definitive di norme considerate controverse o difficili da attuare.

In particolare, questa manovra correttiva mira a stabilizzare il sistema tributario e a rispondere alle critiche sollevate da associazioni di categoria e partiti della stessa maggioranza. Tra i temi principali trattati dal Governo Meloni spiccano lo slittamento della tariffa sugli acquisti online extra-UE, l’annullamento della stretta fiscale per i piccoli azionisti e nuove regole per gli incentivi agli investimenti aziendali. Ecco qui sotto tutti i dettagli.

Decreto fiscale, slitta l’entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi

Una delle novità più discusse riguardava l’introduzione di una tassa di due euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE, in particolare dai colossi del commercio elettronico cinese come Alibaba, Shein e Temu. La norma era nata per decongestionare le dogane e tutelare i venditori europei, ma ha mostrato sin da subito limiti strutturali.

Ecco cosa cambia con il nuovo decreto:

  • Rinvio al 1° luglio 2026: il pagamento dei due euro non sarà richiesto nell’immediato.
  • Coordinamento europeo: la decisione di attendere luglio è legata all’entrata in vigore di una tariffa comune UE di tre euro. Fino ad oggi, infatti, molti esportatori aggiravano la tassa italiana facendo transitare le merci attraverso altri Paesi membri, come la Francia.
  • Obiettivo trasparenza: con una tariffa uniforme a livello europeo, sarà molto più difficile evitare il pagamento e si eviteranno distorsioni della concorrenza tra i diversi porti e dogane del continente.

Cancellata la stretta sui dividendi per i piccoli soci

Il Governo ha poi deciso di fare un passo indietro totale sulla tassazione dei dividendi erogati ai soci che detengono partecipazioni ridotte nelle imprese. La manovra di dicembre aveva previsto un aumento della pressione fiscale per chi possiede meno del 5% delle azioni o quote per un valore inferiore a 500mila euro.

Come funzionano le tasse sui dividendi

Normalmente, la distribuzione degli utili aziendali beneficia di un’agevolazione importante: solo il 5% della somma incassata viene tassato, portando l’imposta effettiva a circa l’1,2% del totale. La riforma di fine anno puntava a eliminare questa esenzione per i piccoli azionisti, obbligandoli a pagare le tasse sull’intero importo ricevuto.


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La retromarcia nel decreto Fiscale

Con l’approvazione del nuovo decreto, questa modifica è stata eliminata. Di conseguenza:

  • I piccoli risparmiatori e i soci di minoranza continueranno a godere del regime fiscale agevolato.
  • Viene evitato un aumento improvviso del carico fiscale nella prossima dichiarazione dei redditi per migliaia di investitori.

Novità sull’iperammortamento per le imprese

Il decreto Fiscale interviene infine su una misura fondamentale per la digitalizzazione delle aziende: l’iperammortamento. Questo strumento permette alle imprese di dedurre dalle tasse una quota superiore al costo sostenuto per l’acquisto di macchinari e attrezzature tecnologiche (i cosiddetti beni strumentali).

La Legge di Bilancio aveva limitato questo bonus esclusivamente all’acquisto di prodotti realizzati all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Ma il nuovo provvedimento cancella questo limite:

  • Validità globale: L’agevolazione torna a valere per tutti gli investimenti, indipendentemente dalla provenienza dei macchinari (inclusi quelli extra-UE).
  • Effetto retroattivo: La novità si applica a partire dall’inizio del 2026, garantendo stabilità agli imprenditori che hanno già pianificato acquisti dall’estero.
  • Costo della misura: Secondo le relazioni tecniche, questa apertura costerà alle casse dello Stato circa un miliardo di euro nell’arco dei prossimi otto anni.

In sintesi, il nuovo decreto Fiscale rappresenta una boccata d’ossigeno per i piccoli risparmiatori e semplifica la vita alle imprese che investono in tecnologia.