# Dimissioni in bianco, cosa sono?

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- Published: 2024-10-09T11:03:59+02:00
- Author: Francesca Ereddia

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Le** dimissioni in bianco** sono state per lungo tempo considerate una pratica illegale.
Con la[ legge **n.188/2007**](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2007/11/08/007G0204/sg)
prima e la **Legge Fornero[ n. 92 del 2012](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/07/03/012G0115/sg)**
poi,** le dimissioni in bianco furono messe all’angolo**, grazie a disposizioni 
di legge chiare, precise e severe riguardanti i processi di dimissioni e di licenziamento.

Con il Collegato Lavoro, poi, le dimissioni in bianco invece sono state parzialmente
ritenute “legali” ma solo in casi estremi (e comunque con modalità di certo totalmente
differenti dalla pura firma apposta dal lavoratore sul foglio in bianco** al momento
dell’assunzione**).

Sommario

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 * [Dimissioni in bianco: come funzionano?](https://bonusepagamenti.it/dimissioni-in-bianco-cosa-sono/#Dimissioni_in_bianco_come_funzionano)
 * [I comportamenti scorretti del dipendente](https://bonusepagamenti.it/dimissioni-in-bianco-cosa-sono/#I_comportamenti_scorretti_del_dipendente)
 * [Le dimissioni in bianco dopo il 2010](https://bonusepagamenti.it/dimissioni-in-bianco-cosa-sono/#Le_dimissioni_in_bianco_dopo_il_2010)

## Dimissioni in bianco: come funzionano?

Il licenziamento è indubbiamente uno strumento che espone il datore di lavoro a 
potenziali rischi. Primo fra tutti, l’impugnazione da parte del lavoratore. Nel 
caso in cui si passi alle vie legali, infatti, non di rado accade che il giudice
propenda per **risolvere la controversia in favore del lavoratore**, che solitamente
è la parte debole maggiormente tutelata dalle normative.

Una sentenza in favore del lavoratore potrebbe costringere il datore a riassumere
il lavoratore, oltre al risarcimento con le mensilità ingiustamente non percepite
dal dipendente nei mesi di licenziamento.

Per evitare queste problematiche, in passato, molto spesso i datori di lavoro hanno
messo in atto pratiche scorrette come quelle delle dimissioni in bianco. In sostanza,
al lavoratore veniva fatto firmare, al momento dell’assunzione, un foglio in bianco,
su cui successivamente (ed eventualmente) **sarebbe stata scritta la sua lettera
di dimissioni. ****In questo modo, il datore di lavoro si sarebbe evitato il licenziamento,
dal momento che a dimettersi era il dipendente.**

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Ovviamente, la firma del foglio, rappresentava spesso un presupposto imprescindibile
per poter essere assunti, così per lungo tempo i dipendenti, soprattutto quelli 
in stato di necessità, si ritrovavano a piegarsi alla volontà del datore di lavoro
e a firmare il foglio pur di conquistare il posto di lavoro.

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Per tali motivi, nel tempo, la legge è intervenuta prevedendo modalità precise e
molto restrittive sul licenziamento e sulle dimissioni, arrivando addirittura a 
punire penalmente i datori di lavoro che avessero messo in atto la scorretta pratica
delle dimissioni in bianco. **Tale pratica è considerata a tutti gli effetti un’estorsione.**

Tuttavia, non di rado accade comunque che a fronte di datori di lavoro che invece
improntano il rapporto di lavoro sulla buona fede reciproca, molti dipendenti per
contro cerchino furbi escamotage, **come quello di comportamenti sistematici e ripetuti
volti all’obiettivo di farsi licenziare.  **Si tratta dei furbetti della Naspi.

## I comportamenti scorretti del dipendente

Accade non di rado che alcuni lavoratori mettano in atto comportamenti scorretti
col preciso obiettivo di portare il datore di lavoro a licenziarli, e poter quindi
stare a casa (o lavorare in nero altrove) e contemporaneamente fruire della Naspi.
Queste persone sono state ribattezzate con l’epiteto di “[furbetti della Naspi](https://bonusepagamenti.it/naspi-e-dimissioni-in-bianco-come-funziona/)“.

Se le dimissioni in bianco rappresentano infatti la pratica scorretta messa in atto
dal datore, il comportamento messo in atto da alcuni lavoratori altro non è che 
l’immagine speculare delle dimissioni in bianco.

Per questo motivo, il legislatore ha comunque deciso di tutelare, in parte, anche
il datore di lavoro. Lo ha fatto introducendo la possibilità di **chiudere il rapporto
di lavoro senza licenziare il lavoratore,** in alcuni casi specifici.  Come?

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## Le dimissioni in bianco dopo il 2010

In sostanza, il lavoratore che non si presenti a lavoro per oltre 15 giorni consecutivi,
senza darne giustificato motivo, per legge **ha automaticamente rassegnato le sue
dimissioni. Questo è quanto previsto dal Collegato Lavoro del 2010.**

Si tratta di una **_dimissione in bianco in formato “soft”,_** ma pur sempre una
dimissione che avviene senza che vi sia il reale _input_ da parte del lavoratore.

Stando così le cose, la conseguenza è semplice: il datore di lavoro non deve licenziarlo,
quindi per lui non vi saranno conseguenze legali. Per contro, il lavoratore avrà
rassegnato le sue dimissioni, e dunque non avrà diritto alla Naspi.
