Energia, scattano nuovi aumenti: perché i prezzi salgono e quanto rischi di pagare in più

Redazione

10 Febbraio 2026

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Nelle ultime settimane il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’energia, cioè il valore medio dell’energia elettrica scambiata sulla borsa italiana, è tornato a salire dopo alcuni mesi relativamente stabili. Il rialzo è legato soprattutto alle nuove tensioni geopolitiche e all’aumento del costo del gas naturale, che resta una delle principali fonti usate per produrre elettricità in Italia. E purtroppo rischia di avere effetti molto negativi sul costo delle bollette nei prossimi mesi. Ecco tutti i dettagli.

Energia, quanto sono aumentati i prezzi a febbraio

Pessime notizie sul fronte energia. Il Prezzo Unico Nazional (PUN) ha fatto registrare nuovi picchi al rialzo a inizio febbraio, con un valore medio provvisorio che si aggira intorno a 0,1368 euro per kilowattora (in crescita netta rispetto ai 0,132 euro di gennaio e ai 0,115 euro di dicembre 2025). Non siamo ai picchi del 2022, ma il livello è comunque più alto delle medie registrate nel 2024, e non è certo un andamento incoraggiante.

Per chi ha un contratto di fornitura a prezzo variabile, infatti, l’indice PUN è il cuore della bolletta: a parità di consumi, se il PUN sale, il conto finale aumenta di conseguenza. Per questo il rischio che si profila è quello di bollette salatissime nei prossimi mesi del 2026.

Come si è arrivati a questo rialzo

Le cause principali del rialzo dell’energia sono esterne al mercato italiano. In sostanza, le crisi internazionali hanno reso più volatile il costo del gas e di altre materie prime, facendo aumentare i prezzi all’ingrosso sia dell’elettricità che del metano. ARERA, per esempio, ha comunicato per gennaio 2026 un rincaro del 10,5% sul prezzo di riferimento del gas per i clienti vulnerabili rispetto a dicembre, proprio a causa del rialzo delle quotazioni sui mercati all’ingrosso. Insomma, quando il gas sale, l’energia elettrica prodotta da centrali a gas diventa inevitabilmente più cara, e questo si riflette rapidamente sul PUN (e sulla bolletta finale pagata dagli utenti).

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Effetti pratici su famiglie e imprese

Per chi non ha contratti a prezzo bloccato, un PUN più alto significa bollette più difficili da prevedere e da gestire nel medio periodo. Famiglie e aziende senza contratti a prezzo fisso, o senza coperture, rischiano quindi di trovarsi in pochi mesi con costi significativamente più alti rispetto a quanto preventivato. E a complicare ulteriormente in quadro si inserisce anche la forte variabilità oraria e giornaliera: nelle ore di picco di domanda, o in certe fasce serali, i prezzi possono infatti impennarsi, rendendo ancora più costosa la produzione o l’uso intensivo di energia.

Per le imprese energivore questo si traduce nella necessità di pianificare meglio i turni e, dove possibile, spostare parte dei consumi nelle fasce in cui i prezzi sono più bassi, per contenere l’impatto dei rincari. Ma anche le famiglie, ovviamente, sono costrette a prestare maggiore attenzione agli orari di utilizzo degli elettrodomestici più energivori, soprattutto con tariffe a fasce orarie indicizzate.


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In sintesi, l’aumento del PUN di queste settimane è il segnale più visibile di un mercato energetico ancora fragile e condizionato dagli scenari internazionali. Per chi deve scegliere o rinegoziare un contratto della luce nel 2026, diventa quindi ancora più importante capire se conviene puntare su offerte a prezzo fisso o su tariffe indicizzate, tenendo conto della propria capacità di sopportare eventuali nuovi rialzi nei prossimi mesi.