# Esenzione IVA per il terzo settore: il rinvio al 2026

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- Published: 2025-01-27T15:50:03+01:00
- Author: Francesca Ereddia

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Con l’approvazione del Decreto Milleproroghe, l’entrata in vigore dell’esenzione
IVA per il Terzo Settore è stata posticipata al 1° gennaio 2026. Si tratta di un
tema di grande rilevanza per il mondo degli enti del Terzo Settore (ETS), che include
associazioni, fondazioni e altre organizzazioni no-profit impegnate in ambiti come
il sociale, la cultura, la salute e l’ambiente. Questo rinvio offre più tempo agli
enti e ai professionisti fiscali per adeguarsi ai cambiamenti normativi, ma solleva
anche interrogativi sulle implicazioni pratiche di questa riforma.

Sommario

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 * [Esenzione IVA per il Terzo settore: la riforma](https://bonusepagamenti.it/esenzione-iva-per-il-terzo-settore-il-rinvio/#Esenzione_IVA_per_il_Terzo_settore_la_riforma)
 * [Rinviata al 2026 l’entrata in vigore](https://bonusepagamenti.it/esenzione-iva-per-il-terzo-settore-il-rinvio/#Rinviata_al_2026_lentrata_in_vigore)
 * [Le implicazioni per gli enti del Terzo Settore](https://bonusepagamenti.it/esenzione-iva-per-il-terzo-settore-il-rinvio/#Le_implicazioni_per_gli_enti_del_Terzo_Settore)

## Esenzione IVA per il Terzo settore: la riforma

La riforma del Terzo Settore, avviata con il [**Decreto Legislativo n. 117/2017**](https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2017/Decreto-legislativo-03072017-n-117-Codice-del-Terzo-settore.pdf)(
Codice del Terzo Settore), ha introdotto una serie di novità per regolamentare e
valorizzare le attività svolte dagli enti no-profit. Tra queste, l’articolo 89 del
Codice prevede un **regime di esenzione IVA per le prestazioni effettuate dagli 
ETS in determinate condizioni,** con l’obiettivo di ridurre i costi amministrativi
e fiscali per queste organizzazioni.

Tuttavia, l’applicazione pratica di questa misura ha incontrato numerosi ostacoli,
tra cui la necessità di coordinamento con la normativa comunitaria in materia di
IVA. La Commissione Europea, infatti, vigila sull’applicazione delle regole fiscali
per garantire la coerenza con la Direttiva IVA (2006/112/CE).

## Rinviata al 2026 l’entrata in vigore

Inizialmente prevista per il 2024,** l’entrata in vigore dell’esenzione è stata 
posticipata al 2026** grazie a una disposizione inserita nel**[ Decreto Milleproroghe](https://bonusepagamenti.it/milleproroghe-2025-governo/).**
La decisione di rinviare questa misura è motivata da diverse ragioni, tra cui l’adeguamento
normativo e la formazione e preparazione degli enti.
 Infatti, molti ETS necessitano
di supporto per adeguare i propri processi interni e comprendere appieno gli effetti
della riforma, questo anno di “rodaggio” sarà utile proprio a questo.

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Inoltre, la proroga porta anche alla riduzione del rischio di contenziosi: con il
rinvio si eviteranno interpretazioni contrastanti della normativa, che potrebbero
generare conflitti legali.

## Le implicazioni per gli enti del Terzo Settore

Il rinvio al 2026 comporta vantaggi e sfide per gli **ETS**. Da un lato, si concede
più tempo per la transizione e per risolvere eventuali problematiche burocratiche.
Dall’altro lato, gli enti devono continuare a operare secondo il regime fiscale 
attuale, che in alcuni casi può risultare meno vantaggioso rispetto al regime di
esenzione previsto.

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I vantaggi saranno:

 * maggiore tempo per comprendere e implementare correttamente la normativa.
 * possibilità di formare il personale amministrativo e adeguare i sistemi contabili.
 * opportunità di avviare un dialogo più approfondito con le istituzioni per chiarire
   dubbi.

Tuttavia, per contro, **potrebbero essere presenti anche degli svantaggi del rinvio,**
come:
 ritardo nei benefici economici previsti dall’esenzione IVA.

 * persistenza di costi amministrativi legati al regime IVA attuale.
 * incertezza normativa, che potrebbe influire sulla pianificazione strategica degli
   enti.

Il rinvio dell’esenzione IVA al 2026 rappresenta** un’opportunità per perfezionare
l’attuazione della riforma del Terzo Settore,** garantendo maggiore chiarezza e 
coerenza con il quadro normativo europeo. Tuttavia, è fondamentale che le istituzioni
utilizzino questo tempo in modo efficace, fornendo supporto e indicazioni chiare
agli ETS per facilitare la transizione.

Gli enti del Terzo Settore, dal canto loro, dovrebbero approfittare di questo periodo
per approfondire la normativa, formare il proprio personale e riorganizzare i processi
interni, in modo da essere pronti quando la misura entrerà definitivamente in vigore.
La collaborazione tra istituzioni, professionisti fiscali e ETS sarà cruciale per
garantire il successo di questa importante riforma.

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