L'ISEE è la chiave d'accesso a decine di bonus, agevolazioni e sconti, ma spesso basta superare di poco la soglia per perdere tutto. La domanda quindi è: esistono modi legali per ridurlo senza rischiare sanzioni?
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è uno strumento essenziale per l’accesso a numerose agevolazioni e prestazioni sociali in Italia.
Oltre 1,7 milioni di dichiarazioni ISEE presentate in Italia contengono dati non corretti, secondo i riscontri effettuati incrociando l'Anagrafe nazionale della popolazione residente con le banche dati fiscali.
Ogni anno migliaia di pensionati italiani ricevono dall'INPS una comunicazione che li invita a presentare il modello RED, una dichiarazione reddituale necessaria per verificare il diritto a determinate prestazioni collegate al reddito.
Chi ha appena rifatto l’ISEE spesso si chiede se debba avvisare l’INPS per continuare a ricevere correttamente l’Assegno Unico Universale (AUU) e l’Assegno di Inclusione (ADI). La risposta è molto semplice.
Ogni inizio anno migliaia di famiglie si affrettano a rinnovare l’ISEE per non perdere bonus e prestazioni. Molti, dopo aver inviato la DSU precompilata all’INPS, vedono però comparire sul portale la dicitura “da elaborare” e temono che ci sia qualcosa che non va.
La Manovra 2026 interviene in modo diffuso sul portafoglio dei cittadini, ritoccando al rialzo imposte e accise su assicurazioni, carburanti, pacchi dall’estero, tabacco, affitti brevi e transazioni finanziarie.
La battaglia contro l'evasione fiscale in Italia si rafforza a partire dal 2026 con misure concrete, tra cui spicca l'obbligo di integrare i registratori di cassa telematici con i terminali Pos e altri strumenti di pagamento elettronico. Ulteriori cambiamenti riguardano la liquidazione automatica dell'IVA e un meccanismo più rapido di pignoramento presso terzi, mirando a maggiore trasparenza e recupero dei debiti fiscali.