Fisco, tutte le novità del 2026: dai Pos alla liquidazione IVA accelerata

Redazione

3 Gennaio 2026

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La battaglia contro l’evasione fiscale si rafforza con misure concrete a partire dal 2026. Tra le principali novità spicca l’obbligo di integrare i registratori di cassa telematici con i terminali Pos e altri strumenti di pagamento elettronico, valido per tutte le operazioni dal primo gennaio. Ulteriori cambiamenti riguardano poi la liquidazione dell’Iva e i meccanismi di pignoramento presso terzi: ecco come funzioneranno nel dettaglio.

Fisco 2026, la novità del collegamento tra Pos e registratori telematici

La nuova norma sui Pos deriva dalla legge di Bilancio 2025, e ha trovato attuazione con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 424470 del 31 ottobre 2025, che fissa le istruzioni operative per tutti gli esercenti. Come anticipato, il Pos e altri strumenti di pagamento elettronico dovranno essere obbligatoriamente abbinati ai registratori di cassa telematici. Non servirà tuttavia un cablaggio fisico: l’associazione avverrà in forma digitale, tramite un servizio dedicato nell’area riservata del sito dell’Agenzia, accessibile anche da intermediari delegati.

Per effettuare il collegamento, l’esercente dovrà associare la matricola del proprio registratore telematico (già registrata presso l’Anagrafe Tributaria) ai dati identificativi dei Pos o di strumenti equivalenti. La piattaforma faciliterà inoltre il processo mostrando un elenco precompilato degli strumenti di cui l’esercente risulta già titolare.

Quando vanno registrati i Pos sul portale

Per i nuovi Pos attivati o modificati, la registrazione sul portale andrà fatta tra il 6° e l’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo all’attivazione: ad esempio, un Pos attivato a febbraio 2026 dovrà essere associato tra il 6 e il 30 aprile. Chi usa invece strumenti di pagamento già attivi al 1° gennaio 2026, ha tempo 45 giorni a partire dalla messa a disposizione del servizio online per mettersi in regola.

Nelle intenzioni del Governo la nuova norma, grazie all’incrocio tra scontrini emessi e flussi Pos, renderà più difficili pratiche scorrette come la mancata emissione dello scontrino, promuovendo così una trasparenza totale degli esercenti a livello fiscale.

La liquidazione Iva automatica

La Manovra 2026 introduce anche una procedura accelerata per la liquidazione dell’Iva, pensata per i casi di omessa o tardiva dichiarazione da parte dei contribuenti. L’Agenzia delle Entrate potrà procedere autonomamente al calcolo dell’imposta dovuta, basandosi sui dati già disponibili nel proprio archivio: fatture elettroniche trasmesse tramite SdI, corrispettivi telematici giornalieri dai registratori di cassa e altre informazioni contabili tracciate.


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Questa “liquidazione d’ufficio” scatterà automaticamente quando il contribuente non presenta la dichiarazione entro i termini, evitando così vuoti di controllo e garantendo che l’imposta venga comunque accertata in base a evidenze oggettive. Il contribuente riceverà inoltre una comunicazione formale con il calcolo proposto, e avrà fino a 60 giorni per contestare o fornire integrazioni. In assenza di una risposta, o se le obiezioni non verranno accolte, l’importo calcolato entrerà direttamente a ruolo con l’applicazione di una sanzione fissa del 120% sull’imposta dovuta, senza ulteriori rinvii.

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Il pignoramento rapido presso terzi

Un’ultima novità fiscale della Manovra 2026 è il cosiddetto “pignoramento lampo” sui crediti verso terzi, che promette di rivoluzionare il recupero dei debiti fiscali. L’Agenzia della Riscossione otterrà accesso diretto e immediato ai dati del Sistema di Interscambio (SdI), potendo così identificare in tempo reale i clienti e i fornitori delle imprese morose. In pratica, non sarà più necessario attendere complesse indagini per mappare i flussi finanziari: basterà analizzare le fatture elettroniche emesse o ricevute per localizzare i crediti in ingresso verso il debitore. Una volta individuati, l’Agenzia potrà notificare il pignoramento, bloccando i pagamenti prima che raggiungano il conto corrente del debitore. Questo meccanismo “a monte” impedirà quindi lo svuotamento dei conti e accelererà drasticamente i tempi di recupero, riducendo i costi per lo Stato e scoraggiando in questo modo le strategie dilatorie.