# Fisco e controlli social, l’Agenzia delle Entrate smentisce le voci: “Nessuna verifica sui profili con l’intelligenza artificiale”

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- Published: 2026-06-04T12:02:45+02:00
- Author: Redazione

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Negli ultimi giorni sono circolati articoli e post che parlano di **presunti controlli
del Fisco sui social network dei contribuenti**, effettuati tramite algoritmi di
intelligenza artificiale in grado di scandagliare foto, post e movimenti bancari
alla ricerca di “spese sospette”. Il rischio di allarmismo era alto, tanto che l’
[Agenzia delle Entrate ](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/)è intervenuta
con una** nota ufficiale per smentire** in modo netto queste ricostruzioni: si tratta,
si legge nel comunicato, di notizie “del tutto fantasiose” e prive di qualunque 
riscontro nella realtà dei fatti. Ecco i dettagli.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/fisco-social-agenzia-delle-entrate-nessun-controllo/#)

 * [Niente controlli fiscali sui social con l’AI: l’Agenzia delle Entrate smentisce le voci](https://bonusepagamenti.it/fisco-social-agenzia-delle-entrate-nessun-controllo/#Niente_controlli_fiscali_sui_social_con_lAI_lAgenzia_delle_Entrate_smentisce_le_voci)
 * [AI, privacy e limiti di legge: cosa può (o non può) fare il Fisco](https://bonusepagamenti.it/fisco-social-agenzia-delle-entrate-nessun-controllo/#AI_privacy_e_limiti_di_legge_cosa_puo_o_non_puo_fare_il_Fisco)
 * [Perché questo comunicato è importante per i cittadini](https://bonusepagamenti.it/fisco-social-agenzia-delle-entrate-nessun-controllo/#Perche_questo_comunicato_e_importante_per_i_cittadini)

## Niente controlli fiscali sui social con l’AI: l’Agenzia delle Entrate smentisce le voci

Il chiarimento parte da un punto giuridico preciso. Nell’ordinamento italiano, spiega
l’Agenzia, **non è prevista la possibilità di scaricare i dati presenti sui social
network** tramite tecniche di data scraping **a fini di controllo fiscale**. Non
solo: l’Agenzia delle Entrate dichiara di non aver mai avviato, né programmato, 
iniziative di questo tipo. In altre parole, non esistono oggi procedure che autorizzino
il Fisco a “pescare” automaticamente informazioni da Facebook, Instagram, TikTok
o altre piattaforme per incrociarle con la [dichiarazione dei redditi](https://bonusepagamenti.it/dichiarazione-dei-redditi-quanto-spendi-davvero/).

Nel comunicato viene smentita anche un’altra voce che aveva trovato spazio in alcune
testate: l’esistenza di un **presunto algoritmo battezzato “Verifica rapporti addestrati”**,
che sarebbe in grado di analizzare, in modo automatizzato, il dettaglio dei movimenti
bancari dei contribuenti – bonifici, spese, versamenti – per individuare “acquisti
di beni di lusso” e altri segnali di incoerenza con il reddito dichiarato. L’Agenzia
nega che uno strumento del genere esista o sia utilizzato nelle proprie attività.

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## AI, privacy e limiti di legge: cosa può (o non può) fare il Fisco

La presa di posizione non riguarda solo questi due casi specifici, ma tocca un tema
più ampio: il **rapporto tra Fisco, intelligenza artificiale e tutela dei dati personali**.
L’Agenzia delle Entrate richiama infatti la [legge n. 132/2025](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-09-23;132),
che vieta espressamente l’uso di sistemi di intelligenza artificiale per la creazione
di provvedimenti amministrativi. Ciò significa che eventuali strumenti tecnologici
o algoritmi, se utilizzati internamente, non possono in ogni caso sostituire la 
decisione umana né generare in autonomia atti che incidono sulla posizione dei contribuenti.

Nel comunicato si sottolinea inoltre che **l’azione dell’Agenzia avviene “nel pieno
rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali”**. Questo richiamo
è importante: in un contesto in cui la quantità di informazioni digitali disponibili
cresce di giorno in giorno, la tentazione di usare l’IA per automatizzare controlli
e verifiche è forte, ma incontra limiti precisi fissati dal Garante Privacy, dal
GDPR europeo e dalla stessa normativa nazionale.

## Perché questo comunicato è importante per i cittadini

Il messaggio ai cittadini è quindi duplice. Da un lato, l’Agenzia prova a **spegnere
le paure legate a un Fisco percepito come “onnisciente” **e capace di entrare ovunque,
anche nei profili social privati, grazie a strumenti di intelligenza artificiale.
Dall’altro, richiama **l’importanza di un’informazione corretta**: fake news e allarmismi
su controlli inesistenti rischiano di alimentare sfiducia e confusione, proprio 
in un momento – quello della [dichiarazione dei redditi ](https://bonusepagamenti.it/rischi-mancata-dichiarazione-dei-redditi/)–
in cui la chiarezza delle regole è fondamentale.

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Il comunicato si chiude ricordando che ogni attività di accertamento deve muoversi
entro i confini delle leggi in vigore. Nessun algoritmo segreto, quindi, ma procedure
che devono rispettare trasparenza, diritti di difesa e tutela della privacy. Per
chi teme verifiche “automatiche” basate su foto di vacanze o post sui social, la
posizione dell’Agenzia è chiara: **oggi in Italia questo tipo di controlli non è
previsto, né consentito.**
