Il Fondo Nuove Competenze (FNC) si conferma anche per il 2026 come uno dei pilastri della strategia nazionale per lo sviluppo del capitale umano. Gestita dal Ministero del Lavoro, questa iniziativa permette alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro per destinare parte delle ore alla formazione dei dipendenti, ottenendo in cambio il rimborso totale o parziale dei costi salariali.
L’obiettivo per l’anno in corso è chiaro: sostenere la doppia transizione, digitale ed ecologica, con un’attenzione senza precedenti all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi.
Come funziona il rimborso nel 2026
Il Fondo Nuove Competenze non finanzia direttamente i corsi (compito che spetta solitamente ai Fondi Interprofessionali), ma rimborsa all’azienda il costo delle ore di lavoro “perse” a causa della formazione. Le percentuali di rimborso per il 2026 seguono lo schema consolidato:
- 60% della retribuzione oraria: Al netto degli oneri a carico del lavoratore;
- 100% degli oneri contributivi e assistenziali: Inclusa la quota a carico del lavoratore, garantendo che l’azienda non debba sostenere costi previdenziali sulle ore di formazione;
- Premialità per nuove assunzioni: Il rimborso della retribuzione sale al 100% per le ore di formazione destinate a lavoratori disoccupati assunti nell’ultimo anno, incentivando così il reinserimento stabile nel mercato del lavoro.
Inoltre, per favorire l’occupazione giovanile, è previsto un bonus aggiuntivo (una tantum di circa 800 euro) per le aziende che assumono a tempo indeterminato almeno il 70% dei disoccupati coinvolti in percorsi di formazione pre-assuntiva.
Gli ambiti formativi prioritari del fondo nuove competenze
Per essere ammessi al finanziamento nel 2026, i progetti formativi devono avere una durata compresa tra 30 e 150 ore per lavoratore. I contenuti non possono essere generici, ma devono obbligatoriamente riguardare settori strategici:
- AI & Digital Transformation: Sviluppo di competenze legate all’Intelligenza Artificiale e ai sistemi tecnologici avanzati;
- Sostenibilità 5.0: Transizione ecologica, economia circolare ed efficientamento energetico degli impianti;
- Benessere Organizzativo: Welfare aziendale e nuove modalità di gestione del lavoro (Smart Working e flessibilità).
Chi può erogare la formazione
Il Ministero ha confermato criteri rigorosi per i soggetti formatori. Possono erogare i percorsi:
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- Università (statali e non) e Istituti Tecnici Superiori (ITS);
- Enti accreditati a livello regionale e nazionale;
- Centri di ricerca e scuole secondarie di secondo grado.
È importante ricordare che l’azienda che richiede il fondo non può erogare autonomamente la formazione ai propri dipendenti, garantendo così la terzietà e la qualità dell’insegnamento.
Apertura sportello 2026 e modalità di domanda
Dopo la chiusura della precedente edizione ad aprile 2025, il Ministero ha programmato l’apertura del nuovo sportello per il ciclo 2026 nella primavera di quest’anno.
Per accedere al fondo, il passaggio obbligatorio rimane la stipula di un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro con le rappresentanze sindacali. Solo una volta siglato l’accordo, l’azienda potrà inoltrare l’istanza esclusivamente per via telematica tramite il portale dedicato. Dato che le risorse vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di arrivo (click-day), la pianificazione tempestiva dei progetti formativi con il proprio Fondo Interprofessionale è essenziale.