# Gasolio, rincari record nonostante il taglio delle accise. E negli ultimi 10 anni i prezzi sono saliti del 75%

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- Published: 2026-05-26T13:06:08+02:00
- Author: Redazione

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Il costo della vita continua a pesare inesorabilmente sulle tasche degli italiani
e, ancora una volta, il settore dei trasporti e dei consumi quotidiani è tra i più
colpiti. Il **prezzo del gasolio** **torna a salire in maniera preoccupante**, mettendo
in luce tutta l’inadeguatezza e la scarsa lungimiranza delle misure governative 
adottate finora. Mentre il [Governo](https://www.governo.it/it) annuncia con toni
trionfalistici interventi a tutela dei cittadini, la realtà che si affronta alla
pompa di benzina racconta una storia ben diversa (e decisamente più amara): un **
rincaro netto di circa 4,05 centesimi al litro** in arrivo per il diesel, e un taglio
temporaneo delle accise che si è rivelato ampiamente insufficiente per compensare
il drastico riallineamento in atto. In un contesto già segnato da tensioni internazionali
e [rischi di nuovi rincari](https://bonusepagamenti.it/guerra-medio-oriente-bollette-rincaro/),
se vi state chiedendo quanto vi costerà davvero viaggiare o lavorare da domani, 
e se avete diritto a qualche reale tutela, ecco tutti i dettagli.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/gasolio-rincari-record-taglio-accise/#)

 * [Perché il prezzo del gasolio continua ad aumentare?](https://bonusepagamenti.it/gasolio-rincari-record-taglio-accise/#Perche_il_prezzo_del_gasolio_continua_ad_aumentare)
    - [I veri numeri dell’aumento alla pompa](https://bonusepagamenti.it/gasolio-rincari-record-taglio-accise/#I_veri_numeri_dellaumento_alla_pompa)
 * [L’illusione del taglio delle accise sui carburanti](https://bonusepagamenti.it/gasolio-rincari-record-taglio-accise/#Lillusione_del_taglio_delle_accise_sui_carburanti)
 * [Un decennio di rincari record e promesse mancate](https://bonusepagamenti.it/gasolio-rincari-record-taglio-accise/#Un_decennio_di_rincari_record_e_promesse_mancate)

## Perché il prezzo del gasolio continua ad aumentare?

L’Esecutivo ha giustificato i recenti rincari come un passaggio obbligato per avviare
un riequilibrio fiscale tra benzina e diesel. **In nome di presunti obiettivi ambientali**,
e con la retorica del taglio ai cosiddetti sussidi dannosi, si è deciso di penalizzare
fortemente chi utilizza il diesel. Si ignora quindi, o si finge di ignorare, che
questo resta il carburante primario e indispensabile per la logistica e il trasporto
merci in Italia.

Questo cosiddetto riallineamento fiscale produce un effetto a dir poco paradossale:**
la benzina diventa leggermente più economica **rispetto al passato, **mentre il 
diesel subisce un rincaro sistematico **e punitivo. E a pesare su questa dinamica
sfavorevole non ci sono solo le scelte politiche discutibili, ma anche tre precisi
fattori strutturali:

 * La forte e ineludibile **domanda nel settore dei trasporti**
 * L’estrema **volatilità dei prezzi** dei prodotti raffinati sui mercati internazionali
 * Il **riallineamento vero e proprio delle imposte **per disincentivare le fonti
   inquinanti a scapito delle tasche dei lavoratori.

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Il risultato diretto? Le imprese di autotrasporto vedono lievitare immediatamente
i costi operativi, e questi aumenti si scaricano inevitabilmente sull’intera filiera,
gonfiando anche i prezzi dei beni di consumo sugli scaffali dei supermercati.

### I veri numeri dell’aumento alla pompa

L’intervento del Governo ha previsto un drastico dimezzamento dello sconto sulle
accise, che è passato da circa **24 centesimi a 12 centesimi al litro** (IVA inclusa).
Secondo i dati rilevati sul territorio nazionale, il prezzo medio del gasolio in
modalità self-service è adesso destinato a toccare quota **2,09 euro al litro**,
ma la situazione peggiora se si è costretti a viaggiare per lavoro in autostrada,
dove si registrano picchi di **2,18 euro al litro**.

In termini pratici, per un cittadino o un autotrasportatore, questo significa che
un singolo pieno da **50 litri** costa oggi circa **6,10 euro in più** rispetto 
al periodo precedente. E per chi, per necessità lavorative o familiari, percorre
in media 15.000 km all’anno, l’aggravio è stimato in svariate centinaia di euro.
L’Unione Nazionale Consumatori è intervenuta criticando aspramente la misura, definendola**
del tutto insufficiente a proteggere i bilanci familiari** in un momento di gravissima
instabilità energetica.

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## L’illusione del taglio delle accise sui carburanti

La misura temporanea del taglio delle accise voluta dallo Stato si è rivelata **
debole in termini di durata, ma anche parziale nei suoi effetti pratici**. Uno studio
dettagliato, pubblicato sull’autorevole Scottish Journal of Political Economy, ha
dimostrato come l’efficacia di queste riduzioni fiscali dipenda in gran parte dal
livello di concorrenza locale nella distribuzione.

I dati parlano chiaro: in media, **solo tre quarti (il 75%)** **dello sconto fiscale
statale arriva effettivamente ai consumatori final**i. Il beneficio può toccare 
l’80% nelle zone ad alta densità di distributori, ma crolla sotto il 70% dove c’è
meno concorrenza. In sostanza, in molte aree del Paese, una parte consistente del
beneficio fiscale si perde lungo la filiera, rendendo l’aiuto governativo una misura
frammentata e per molti versi fallimentare, come dimostra anche la recente [proroga del taglio accise](https://bonusepagamenti.it/taglio-accise-carburanti-proroga-30-aprile/).

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## Un decennio di rincari record e promesse mancate

Analizzando il quadro a lungo termine, i numeri diventano ancora più allarmanti 
e sconfessano la narrativa di un progressivo miglioramento. Secondo i dati ufficiali
del [Codacons](https://codacons.it), che elaborano i report della Commissione Europea,**
il prezzo del diesel è aumentato del 75,5%** **negli ultimi 10 anni **(rispetto 
al maggio 2016), senza considerare i tagli statali. E anche contando gli interventi
di contenimento del Governo, la crescita effettiva è stata di un pesantissimo 56,3%.

Oggi l’**Italia** si colloca tristemente al **sesto posto in Europa per i costi 
più alti alla pompa**, preceduta solo da Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Francia
e Belgio. Il Codacons ha definito “un’illusione ottica” l’attuale posizione dell’Italia
in questa classifica. Infatti, per fare un pieno oggi, gli italiani spendono ben**
35,7 euro in più** **rispetto a dieci anni fa**. Un conto salatissimo che, senza
lo sconto temporaneo ormai dimezzato, salirebbe addirittura a 48 euro in più.

Insomma, l’assenza di politiche strutturali serie condanna le famiglie italiane 
a **subire passivamente **un equilibrio instabile e penalizzazioni fiscali continue.
Chi si aspettava un aiuto concreto dalle istituzioni dovrà, con grande amarezza,
arrangiarsi ancora una volta da solo.
