# Lavoratori disabili: una nuova sentenza sullo smart working

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- Published: 2025-02-06T13:22:19+01:00
- Author: Francesca Ereddia

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La [Corte di Cassazione](https://www.cortedicassazione.it/), Sezione Lavoro, con
la sentenza **n. 605 del 10 gennaio 2025**,  torna a pronunciarsi sui lavoratori
disabili, riaffermando l’obbligo per i datori di lavoro di adottare misure adeguate
per garantire un ambiente inclusivo ai dipendenti con disabilità.

In particolare, ha stabilito come il lavoro agile rappresenti un’opzione **obbligatoria**
se compatibile con le esigenze aziendali, confermandone il ruolo come strumento 
di inclusione e sostenibilità organizzativa.

Sommario

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 * [Lavoratori disabili: sì allo smart working](https://bonusepagamenti.it/lavoratori-disabili-una-sentenza-smart-working/#Lavoratori_disabili_si_allo_smart_working)
 * [La decisione della Cassazione](https://bonusepagamenti.it/lavoratori-disabili-una-sentenza-smart-working/#La_decisione_della_Cassazione)
 * [Accomodamento ragionevole per i lavoratori disabili](https://bonusepagamenti.it/lavoratori-disabili-una-sentenza-smart-working/#Accomodamento_ragionevole_per_i_lavoratori_disabili)

## Lavoratori disabili: sì allo smart working

La Cassazione sancisce dunque un principio giurisprudenziale che andrà a influenzare
eventuali decisioni future, rafforzando i diritti dei lavoratori con disabilità.

Il caso specifico oggetto della sentenza della Corte** riguardava un dipendente 
con disabilità visive** che aveva denunciato la mancata applicazione di accomodamenti
ragionevoli, in violazione delle normative antidiscriminatorie italiane ed europee.

In particolare, il lavoratore contestava:

 * il mancato trasferimento a una sede più vicina;
 * l’assenza della possibilità di lavorare da remoto.

## La decisione della Cassazione

**Dopo un primo rigetto da parte** del Tribunale, la Corte d’Appello ha accolto 
il ricorso del lavoratore, riconoscendo che il datore di lavoro non aveva rispettato
l’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli previsto dall’art. 3, comma 3-bis,
del Dlgs. n. 216/2003. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, condannando
l’azienda.

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Il giudizio si basa su un quadro normativo solido, fondato sulla direttiva 2000/
78/CE, recepita in Italia con il Dlgs. n. 216/2003, e sulla Convenzione ONU sui 
diritti delle persone con disabilità.

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## Accomodamento ragionevole per i lavoratori disabili

La legge sancisce un principio, rivolto ai datori di lavoro, di adottare misure **
ragionevoli** per garantire pari opportunità ai lavoratori con disabilità. E’ ragionevole
qualsivoglia accomodamento che non vada a snaturare il rapporto di lavoro o la posizione
del lavoratore.

In poche parole il datore di lavoro deve fare tutto quello che è in suo potere per
mettere il lavoratore disabile nelle condizioni di poter lavorare in tutta serenità.
Rientrano tra gli “accomodamenti ragionevoli”:

 * **l’ obbligo di rimozione delle barriere**: i datori di lavoro devono eliminare
   gli ostacoli che impediscono l’inclusione dei dipendenti con disabilità.
 * **la possibilità di smart working come soluzione ragionevole**: nel caso specifico,
   il lavoro agile si è dimostrato praticabile, come già avvenuto durante l’emergenza
   COVID-19.

In assenza di accordo, è necessario un intervento del giudice. La Cassazione ha 
anche chiarito che il lavoratore **deve dimostrare la disparità di trattamento subita**,
mentre il datore di lavoro deve provare che le proprie decisioni non siano discriminatorie.
