# Lavori occasionali e dichiarazione dei redditi: come funziona?

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- Published: 2024-04-19T16:41:11+02:00
- Author: Francesca Ereddia

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**Lavori occasionali**: vanno dichiarati? La risposta è sì, ma solo ad alcune condizioni
ben precise. La **prestazione occasionale è stata introdotta **dall’art. 54 bis 
della legge n.96/2017, e consiste in una collaborazione saltuaria e limitata nel
tempo **che non va oltre i 5000 euro annui**, con diversi fruitori della prestazione.

Se viene espletata la stessa prestazione più volte nei confronti dello stesso fruitore,
allora si scende a **2500 euro.**

Ma come viene regolamentato il lavoro occasionale?

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/lavori-occasionali-e-dichiarazione-dei-redditi/#)

 * [Lavori occasionali e modello 730](https://bonusepagamenti.it/lavori-occasionali-e-dichiarazione-dei-redditi/#Lavori_occasionali_e_modello_730)
 * [Dichiarazione dei redditi e lavoro occasionale: quando presentarla?](https://bonusepagamenti.it/lavori-occasionali-e-dichiarazione-dei-redditi/#Dichiarazione_dei_redditi_e_lavoro_occasionale_quando_presentarla)
 * [Lavoro occasionale senza partita IVA](https://bonusepagamenti.it/lavori-occasionali-e-dichiarazione-dei-redditi/#Lavoro_occasionale_senza_partita_IVA)

## Lavori occasionali e modello 730

Il soggetto che nel corso solare abbia percepito redditi **oltre le soglie predette**,
è tenuto a presentarle in [dichiarazione dei redditi.](https://bonusepagamenti.it/730-e-dichiarazione-dei-redditi-guida-completa/)

Esistono diverse tipologie di lavori occasionali, nello specifico:

 * **lavoro occasionale autonomo**: in cui il lavoratore è del tutto svincolato 
   da qualsiasi datore, ed è per così dire datore di lavoro di sé stesso. Pensiamo
   ad un artigiano o un artista che intendono vendere le loro opere o manufatti 
   in maniera autonoma ed indipendente, di tanto in tanto;
 * **lavoro occasionale dipendente**: in questo caso, si tratta di una forma ibrida
   in cui il lavoratore lavora sì occasionalmente, ma lo fa sotto la subordinazione
   di un committente/datore di lavoro. Esempi possono essere la baby sitter, la 
   commessa che lavora solo nei week-end, o il bartender che presta il suo lavoro
   solo durante il sabato notte. In questi casi, pur essendo un lavoro alle dipendenze
   di qualcuno, oggettivamente non è un lavoro facilmente inquadrabile nel lavoro“
   dipendente” poiché il lavoratore non è di certo posto agli stessi vincoli di 
   orari e turnazioni di un dipendente “ordinario”.

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In tutti questi casi, è **l’occasionalità** ad essere caratteristica imprescindibile
del rapporto di lavoro. Ai sensi dell’art. [2222 del codice civile](https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-iii/capo-i/art2222.html#:~:text=2222%20c.c.%20definisce%20lavoratore%20autonomo,in%20via%20del%20tutto%20occasionale.),
infatti, esso riguarda attività episodiche non programmate, saltuarie e che si differenziano
dalle normali attività che vengono svolte con regolarità.

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Ora, chi ha il dovere di fare dichiarazione dei redditi, e quando è conveniente 
aprire una partita iva?

## Dichiarazione dei redditi e lavoro occasionale: quando presentarla?

Il legislatore ha previsto che chiunque superi la** soglia dei 4800 euro** (a netto
quindi dei contributi versati) è tenuto a presentare dichiarazione dei redditi.

4800 euro è quindi la no tax area di un lavoratore soggetto a Irpef. Il lavoratore
occasionale con un simile reddito, dunque, non sarà soggetto ad imposta ma visto
che ha comunque subìto una ritenuta del 20% a titolo d’acconto, perderà la possibilità
delle ritenute subite se non presenta la dichiarazione.

In questo caso, se il lavoratore vuole recuperare le ritenute, va incontro a due
possibilità:

 * presentare **il modello 730 **_**senza sostituto**_, e ottenendo così il rimborso
   delle imposte a credito entro l’anno;
 * **utilizzare**** il[ modello Redditi Persone Fisiche](https://bonusepagamenti.it/modello-redditi-persone-fisiche/)**.
   In questo caso però i tempi del rimborso sono più incerti.

Discorso diverso vale per quei lavoratori che invece **superano le soglie di reddito
suddette.** In questi casi, il lavoratore autonomo deve iscriversi alla **Gestione
Separata** dell’Inps, e dovrà versare i contributi in forma percentuale sui compensi
eccedenti.

Ma quando, allora, è invece necessario aprire partita iva? Non sempre, e non necessariamente,
specialmente quando si tratta di lavoro occasionale (che è una circostanza diversa
rispetto al puro lavoro autonomo)

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## Lavoro occasionale senza partita IVA

Posso lavorare occasionalmente senza aprire la partita iva? La risposta è sì.  Come
noto, il limite di reddito da attività autonoma per aprire una partita IVA è fissato
in 5mila euro, ma questo vale per i lavoratori autonomi, non anche per quelli occasionali.

Per evitare l’apertura della partita iva, però, devono ricorrere determinate circostanze,
perché talvolta il confine tra lavoro autonomo e lavoro occasionale può essere labile
e comportare non poche problematiche.

Senza dubbio, possono evitare di aprire partita IVA coloro che:

 * non svolgono l’attività in maniera professionale (dunque non sono iscritti ad
   ordini, albi, registri etc);
 * svolgono la prestazione in maniera episodica ed occasionale;
 * non sono sottoposti a  **coordinazione del lavoro**
 * **non svolgono attività di impresa.**

In tutti questi casi (e solo in questi) è possibile non aprire partita IVA pur superando
la soglia dei 5000 euro annui.

 

 

 
