Manovra 2026, tutte le nuove tasse che peseranno su famiglie e imprese

Redazione

4 Gennaio 2026

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La Manovra 2026 interviene in modo diffuso sul portafoglio dei cittadini, ritoccando al rialzo imposte e accise su assicurazioni, carburanti, pacchi dall’estero, tabacco, affitti brevi e transazioni finanziarie. Molti interventi vengono presentati dal Governo come “adeguamenti” o misure di riequilibrio, ma nella pratica, purtroppo, si traducono in costi aggiuntivi per automobilisti, fumatori, inquilini e piccoli risparmiatori. Ecco tutti i dettagli.

Manovra 2026, tutte le nuove tasse introdotte dal Governo

Tassa da 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro

La Manovra introduce una tassa fissa di 2 euro per ogni pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da Paesi extra‑UE, con l’intento dichiarato di finanziare controlli doganali e contrastare la concorrenza di piattaforme di e‑commerce a basso costo. La misura, che si affianca alle riforme UE sui dazi per i piccoli invii, rischia però di gravare soprattutto sui consumatori finali e sulle piccole attività che importano merce a basso valore unitario. Trasformandosi in un peso eccessivo (e inutile) per i cittadini del nostro Paese.

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Tabacco e sigarette elettroniche: accise in crescita fino al 2028

Dal 2026 scatta poi un nuovo calendario di aumenti sulle accise dei tabacchi lavorati e dei prodotti alternativi (e‑cig, tabacco riscaldato, trinciato). Per le sigarette i rincari medi sono stimati in circa 0,15 euro a pacchetto nel 2026, fino ad arrivare a circa 0,40 euro in più dal 2028, con un incremento complessivo che può sfiorare 1–1,5 euro a pacchetto nell’arco di tre anni. Il Governo motiva l’intervento come una misura di prevenzione sanitaria e di reperimento di risorse per la spesa pubblica.

Rc auto: stangata sulle garanzie accessorie

Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sui premi Rc Auto relativi al rischio infortuni del conducente, e all’assistenza stradale, passa dal 2,5% al 12,5% per tutte le polizze stipulate o rinnovate da quella data. Si tratta di un rincaro notevole, che si somma a un aumento medio delle tariffe del 17,5% tra il 2022 e il 2025 (da 353 a 415 euro). L’obiettivo è quello di recuperare gettito senza toccare direttamente la componente obbligatoria della Rc Auto, ma l’effetto finale, per chi guida, è un’ulteriore crescita del premio complessivo.

Carburanti: rialzo sulle accise del diesel

Per chi possiede un’auto a gasolio è previsto un incremento delle accise pari a 4,05 centesimi al litro, presentato come “riallineamento” rispetto alla benzina. Secondo le stime di associazioni come il Codacons, ciò potrà tradursi in oltre 80 euro di spesa annua aggiuntiva per un automobilista che percorre chilometraggi medi. Rimane invece congelato, per il terzo anno consecutivo, l’adeguamento automatico all’inflazione delle sanzioni del Codice della strada.

Tobin tax: raddoppio sulle transazioni azionarie

Anche la tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax, viene aumentata a partire dal 2026. Per le azioni quotate, l’aliquota sale allo 0,20% sul saldo netto giornaliero, mentre per i titoli non quotati arriva allo 0,40%. Sulle operazioni ad alta frequenza l’imposta passa invece allo 0,04%. Il Governo conta di ottenere in questo modo un gettito extra significativo, ma non mancano i timori di un effetto boomerang, con parte degli operatori pronti a spostare gli scambi su mercati esteri meno onerosi.


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Affitti brevi: cedolare secca più cara oltre il primo immobile

Per gli affitti brevi, infine, viene introdotto un sistema “a due aliquote”. L’aliquota agevolata del 21% si applica solo al primo immobile con locazione breve; dal secondo in poi, la cedolare sale al 26%. Per i multiproprietari che gestiscono più unità, o operano in modo organizzato, scatta invece automaticamente la presunzione di attività imprenditoriale, con l’obbligo connesso di apertura della partita IVA.