Modello 730 2026: meno tasse sul ceto medio e nuove detrazioni da sfruttare. Spazio al bonus elettrodomestici

Redazione

12 Febbraio 2026

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Il Modello 730/2026 sarà il cuore della dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati, con alcune conferme importanti e diverse novità su aliquote, detrazioni e spese già caricate in precompilata. Non cambia però la logica di fondo: dichiarare i redditi del 2025 e, allo stesso tempo, recuperare una parte delle spese sostenute durante l’anno, dalle cure mediche ai mutui, fino a bonus mirati come sport ed elettrodomestici. Ecco tutti i particolari.

Modello 730 2026: date, funzionamento e precompilata

Il 730/2026 continua a essere il modello di riferimento per chi ha un sostituto d’imposta, perché consente rimborsi e trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover attendere accrediti separati. Due sono le scadenze chiave:

  • Dal 30 aprile 2026 il 730 precompilato sarà disponibile online
  • Il 30 settembre 2026 resta il termine ultimo per l’invio, sia in autonomia che tramite CAF o professionisti abilitati.

Nel mezzo, i contribuenti potranno accettare il modello così com’è o integrarlo con spese e dati mancanti.

Le nuove aliquote Irpef: tre scaglioni confermati

Il sistema Irpef a tre scaglioni viene confermato, ma con un vantaggio concreto per il ceto medio. Le aliquote 2026 sono:

  • 23% fino a 28.000 euro
  • 33% tra 28.001 e 50.000 euro
  • 43% oltre i 50.000 euro di reddito complessivo.

Il taglio da 35% a 33% per la fascia 28–50 mila euro riduce l’imposta proprio per chi si colloca nella fascia intermedia, traducendosi in un risparmio annuo che può valere qualche centinaio di euro a seconda del reddito.

Parallelamente, per i redditi più alti si restringe la possibilità di usare le classiche detrazioni al 19%: sopra i 75.000 euro, infatti, queste agevolazioni iniziano a ridursi, fino ad azzerarsi oltre i 100.000 euro. Restano tuttavia detraibili in forma completa alcune voci considerate essenziali, come le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui.


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Familiari a carico e Assegno unico

La nozione di familiare a carico resta centrale perché condiziona numerose detrazioni. È considerato a carico chi non supera 4.000 euro di reddito annuo se ha meno di 24 anni, o i 2.840,51 euro se è più grande (figli over 24, coniuge, genitori, fratelli o sorelle). Con l’Assegno unico Universale, però, il sistema è leggermente cambiato: per i figli fino a 21 anni non c’è più la tradizionale detrazione per figli a carico, sostituita appunto dall’Assegno unico, ma vanno comunque indicati nel 730 per poter scaricare le spese sostenute per loro. Per i figli oltre i 21 anni, invece, la detrazione rimane, a condizione che rispettino i limiti di reddito previsti e con un beneficio che si riduce man mano che cresce il reddito del genitore.

Detrazioni al 19% per scuola, sport, sanità e abbonamenti

Accanto alle regole su redditi e familiari, restano centrali nel 730 le detrazioni del 19% sulle spese più frequenti. Tra queste rientrano spese scolastiche e universitarie, attività sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni, spese mediche e farmaceutiche e abbonamenti ai mezzi pubblici, tutte voci che continuano a generare un credito d’imposta a favore del contribuente. In pratica, se una famiglia ha sostenuto costi per l’iscrizione del figlio alla palestra o alla piscina, o per i libri universitari, può recuperare una quota del 19% entro i limiti fissati dalla normativa, a condizione che le spese siano tracciate e documentate.

Bonus sport: oggi in detrazione, domani in precompilata

Il cosiddetto bonus sport non è un credito extra, ma la detrazione del 19% per le spese sportive dei figli. Oggi è possibile portare in detrazione le spese per attività sportive praticate da ragazzi tra 5 e 18 anni, iscritti ad associazioni sportive, palestre, piscine o impianti che erogano corsi dilettantistici, fino a un massimo di 210 euro l’anno per ciascun figlio, con un beneficio massimo di circa 40 euro per figlio e con detrazione piena fino a 120.000 euro di reddito. Le spese devono essere certificate con fattura, ricevuta, bollettino o quietanza e sostenute con pagamenti tracciabili.

Finora, per beneficiare del bonus era necessario modificare manualmente il modello 730 precompilato, ma a partire dalle dichiarazioni 2027 queste spese potrebbero essere inserite direttamente nel 730, sulla base dei dati trasmessi dalle strutture sportive all’Agenzia delle Entrate. La sperimentazione partirà in modo graduale e punta a coinvolgere progressivamente palestre, piscine e associazioni sportive, con un potenziale impatto su circa un milione di contribuenti, semplificando notevolmente la compilazione della dichiarazione per le famiglie.

Bonus elettrodomestici in precompilata dal 2026

Un’altra novità riguarda il bonus elettrodomestici di nuova generazione, legato alla rottamazione di apparecchi vecchi e all’acquisto di nuovi modelli ad alta efficienza energetica. Il contributo, erogato tramite voucher o sconto, copre fino al 30% del prezzo di acquisto con un tetto di 100 euro per nucleo familiare, che sale a 200 euro per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro.

Dal punto di vista della dichiarazione, la precompilata 2026 dovrebbe già contenere i dati relativi a questo bonus, grazie alle comunicazioni trasmesse dalle piattaforme e dagli esercenti coinvolti. In questo modo l’Agenzia delle Entrate punta a ridurre gli errori, controllare meglio l’utilizzo dell’agevolazione ed evitare ai contribuenti di dover ricostruire manualmente informazioni su acquisti e rottamazioni.

Nel complesso, il nuovo 730/2026 si muove su due binari: da un lato alleggerisce la pressione fiscale sul ceto medio con la rimodulazione delle aliquote, dall’altro allarga e automatizza le spese già presenti in precompilata, dal bonus sport al bonus elettrodomestici, rendendo la dichiarazione più integrata e, almeno nelle intenzioni, più semplice da gestire.