# Nomadi digitali, come lavorare girando il mondo

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- Published: 2024-06-23T09:00:52+02:00
- Author: Annarita Faggioni

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**Nomadi digitali**, chi sono e come riescono ad essere liberi dall’ufficio e a 
lavorare in tutto il mondo? Quali sono i lavori che consentono di fare questa scelta
senza dover richiedere il [permesso per le ferie](https://bonusepagamenti.it/ferie-part-time-calcolo/)
o [per malattia](https://bonusepagamenti.it/malattia-professionale-inail/)? Ecco**
come diventare nomade digitale **e quali sono i pro e i contro di questa soluzione
per la carriera.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/nomadi-digitali/#)

 * [Che lavoro fanno i nomadi digitali](https://bonusepagamenti.it/nomadi-digitali/#Che_lavoro_fanno_i_nomadi_digitali)
 * [Quanto guadagnano i nomadi digitali](https://bonusepagamenti.it/nomadi-digitali/#Quanto_guadagnano_i_nomadi_digitali)
 * [Come fare il nomade digitale e come vive](https://bonusepagamenti.it/nomadi-digitali/#Come_fare_il_nomade_digitale_e_come_vive)

## Che lavoro fanno i nomadi digitali

I **nomadi digitali** sono professionisti che possono lavorare in diversi ambiti.
Infatti, non c’è una sola **definizione di nomade digitale** e attualmente non c’è
in Italia una legislazione per **riconoscere giuridicamente** questi lavoratori.

Si possono considerare **nomadi digitali** i lavoratori che hanno bisogno solo di
un portatile per lavorare. In questo caso la professione si svolge **da remoto**,
collegandosi a siti o a servizi dei clienti. I settori di riferimento sono:

 * **comunicazione digitale**. Copywriting, content writing, traduzione, ma anche
   content creation (inteso come realizzazione di contenuti non di testo);
 * **informatica e IT**. Parliamo di sistemi informatici avanzati e complessi, per
   cui serve un tecnico esperto da remoto in grado di programmare, progettare e 
   gestire le piattaforme per conto delle aziende;
 * **grafica e design**. Creazione di immagini, contenuti grafici, packaging e grafica
   complessa fino al gaming e al character design;
 * **e-commerce**. il professionista può agire in **dropshipping** – cioè gestendo
   gli ordini – oppure realizzare un proprio negozio online. In questi casi ci sono
   due tipi di **tassazione diversi**:
    - **chi opera in dropshipping** apre la partita Iva e può iniziare a lavorare
      anche in [regimi agevolati](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/agevolazioni/regime-agevolato-forfettario/scheda-nuovo-regime-forfettario-agevolato);
    - **chi apre un e-commerce** opera con partita Iva come se fosse un negozio 
      fisico, quindi è necessario capire a monte quanti saranno i ricavi all’anno.
      Così si potrà decidere con il commercialista se è il caso di aprire la [partita Iva in regime ordinario](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/archivio/archivioschedeadempimento/schede-adempimento-2015/richiedere-2015/regime-di-vantaggio/schedainfo-imprenditoria-giovanile/regime-ordinario-e-contabile-agevolato),
      oppure se si possono evitare i costi salati almeno all’inizio con un regime
      forfettario.

**Come paga le tasse un nomade digitale**? I **nomadi digitali** possono seguire
una di queste due strade:

 1. **impostare un Paese di residenza** e seguire le leggi relative alle tasse relative
    al Paese di residenza. Per esempio, il nomade digitale che lavora in tutto il mondo,
    ma ha la partita Iva registrata in Italia paga le tasse nel nostro Paese. Vale 
    anche per chi ha la [residenza fiscale](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/regole-generali-per-persone-fisiche)
    registrata in Italia. Per residenza fiscale si intende la residenza in un luogo
    per almeno 184 giorni all’anno;
 2. **utilizzare la provenienza del denaro rendicontato**. Se gran parte del denaro
    arriva da un certo Paese – l’Italia, per esempio – in assenza di altri riferimenti
    i **nomadi digitali** pagano le tasse secondo le leggi italiane.

Leggi anche  Bonus da 800 euro per i dipendenti statali: cos'è, chi ne ha diritto
e come appare nel cedolino NoiPA

Queste due modalità sono un riferimento per evitare di **pagare le tasse con cambiamenti
continui di leggi** in base alla zona dove si sta lavorando in quel momento. In 
più, consente di ottenere una **tassazione più favorevole** da scegliere in base
al lavoro svolto.

Le normative internazionali sconsigliano di spostare la propria attività da **nomadi
digitali** in Paesi considerati **in black list** per le questioni fiscali. Parliamo
di:

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 * Alderney;
 * Andorra;
 * Antigua e Barbuda;
 * Antille Olandesi;
 * Aruba;
 * Bahama;
 * Bahrein;
 * Barbados;
 * Belize;
 * Bermuda;
 * Brunei;
 * Costa Rica;
 * Dominica;
 * Emirati Arabi Uniti;
 * Ecuador;
 * Filippine;
 * Gibilterra;
 * Gibuti:
 * Grenada;
 * Guernsey;
 * Hong Kong;
 * Isola di Man;
 * Isole Cayman;
 * Isola Cook;
 * Isole Marshall;
 * Isole Vergini Britanniche;
 * Jersey;
 * Libano; Liberia;
 * Liechtenstein;
 * Macao;
 * Malaysia;
 * Maldive;
 * Mauritius;
 * Monserrat;
 * Nauru;
 * Niue;
 * Oman;
 * Panama;
 * Polinesia Francese;
 * Principato di Monaco;
 * Sark;
 * Seicelle;
 * Singapore;
 * Saint Kitts e Nevis;
 * Saint Lucia;
 * Saint Vincent e Grenadine;
 * Svizzera;
 * Taiwan;
 * Tonga;
 * Turks e Caicos Tuvalu;
 * Uruguay;
 * Vanuatu;
 * Samoa.

Per poter lavorare all’estero come nomade digitale è necessario:

 * **iscriversi all’AIRE**, cioè all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero,
   indicando il Paese di residenza fiscale, come spiegato in un [articolo del Ministero degli Esteri](https://www.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/italiani-all-estero/aire_0/);
 * **indicare il domicilio all’estero**. Seguendo l’ex [art. 43 del Codice Civile](https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=7&art.flagTipoArticolo=2&art.codiceRedazionale=042U0262&art.idArticolo=43&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=1942-04-04&art.progressivo=0#:~:text=43.,persona%20ha%20la%20dimora%20abituale.),
   si inserisce il Paese dove l’interessato ha maggiori interessi o gestisce i suoi
   affari, se non ha un indirizzo di riferimento;
 * **specificare la residenza all’estero**. Si segue lo stesso articolo del Codice
   Civile, ma serve anche **risiedere stabilmente per almeno 184 giorni all’anno**
   nel Paese dove si intende spostare la residenza. Se non si arriva a questo periodo
   di tempo, la residenza resta in Italia con la tassazione che ne consegue in base
   all’[articolo 3 del TUIR](https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&id=%7B31D694E8-4398-4030-873B-FEAF5A6647F9%7D).

Leggi anche  Mutuo con partita iva, è possibile?

Una volta risolte le questioni fiscali, i **nomadi digitali** possono lavorare in
tutto il mondo e devono ricordarsi solo di presentare la [dichiarazione dei redditi](https://bonusepagamenti.it/730-e-dichiarazione-dei-redditi-guida-completa/)
con la conservazione di fatture e altri documenti utili ad attestare entrate e uscite.

## Quanto guadagnano i nomadi digitali

I **nomadi digitali** hanno guadagni estremamente variabili, come tutti i liberi
professionisti e gli autonomi. Infatti, molto dipende dalle loro **capacità di lavoro**,
dalle **competenze** acquisite nel tempo e da **quanto è richiesta** la loro professione.

Alcuni nomadi digitali riescono a guadagnare fino a 70 mila euro all’anno, ma c’è
anche chi ha la somma di uno stipendio medio, alla quale però deve sottrarre le 
tasse.

## Come fare il nomade digitale e come vive

Le recenti indagini da parte delle associazioni di categoria mostrano un quadro 
chiaro del nomade digitale:

 * il 48,3% ha figli minori;
 * il 58,8% convive o è sposato;
 * non ci sono limiti di età, quindi non solo il giovane single è nomade digitale;
 * nel mondo si stimano circa 800 mila nomadi digitali italiani.

Come iniziare come nomade digitale? Per partire con il piede giusto è importante:

 * **verificare quali sono le competenze** richieste dal mercato, per capire quali
   sono le opportunità di lavoro anche all’estero;
 * **avere un’ottima base di partenza per i supporti informatici**, che sono il 
   primo strumento di lavoro;
 * **cambiare approccio** rispetto al dipendente. Infatti, chi lavora come nomade
   digitale non ha vincoli di orario, ma di risultato;
 * **pianificare in anticipo i cambi di sede** e i Paesi di riferimento, anche per
   questioni di budget;
 * **verificare se ci sono norme estere che consentono residenze temporanee per 
   nomadi digitali** e tenere sempre i documenti ben in ordine in caso di controlli.

Essere **nomade digitale** non è un lavoro, ma è uno stile di vita. Chiunque può
farlo, ma non tutti sono in grado per modalità, competenze e tipo di lavoro. Avere
una mentalità aperta è un primo passo.
