A gennaio 2026 il Trattamento Integrativo, anche noto come ex Bonus Renzi, continua ad affiancare lo stipendio (o la disoccupazione) di milioni di contribuenti con redditi medio‑bassi. Lo scopo resta quello di aumentare il potere d’acquisto di chi ha un salario limitato, senza bisogno di presentare domande o compilare moduli aggiuntivi. Ecco il calendario dei pagamenti di gennaio e tutti i dettagli su come fare a non perdere l’ex Bonus Renzi.
Che cos’è l’ex Bonus Renzi
Il Trattamento Integrativo o ex Bonus Renzi è una somma riconosciuta in automatico, pari a 1.200 euro all’anno (100 euro al mese), indirizzata ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Il contributo viene anticipato direttamente in busta paga dal datore di lavoro, senza bisogno di presentare domande specifiche.
Anche chi percepisce la NASpI può averne diritto, perché l’indennità di disoccupazione viene trattata come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. In questo caso, però, il bonus non passa dal datore di lavoro, ma viene liquidato direttamente dall’INPS con pagamenti separati rispetto alla NASpI mensile.
A chi spetta il Trattamento Integrativo
Nel 2026 il trattamento integrativo continua a spettare ai contribuenti con reddito complessivo da lavoro dipendente (o assimilato) fino a 28.000 euro. In particolare:
- Fino a 15.000 euro di reddito annuo imponibile, spetta in automatico il bonus pieno: 1.200 euro l’anno, ripartiti in rate mensili da 100 euro
- Tra 15.000 e 28.000 euro l’importo spetta solo se la somma delle detrazioni (per lavoro, familiari a carico, bonus casa, ecc.) supera l’IRPEF lorda dovuta: in pratica, il bonus copre la parte di imposta che eccede la capienza delle detrazioni, fino al tetto dei 1.200 euro.
Non hanno invece diritto all’ex Bonus Renzi:
- I lavoratori autonomi con partita IVA
- Chi è totalmente incapiente
- Chi supera i 28.000 euro di reddito complessivo
- I pensionati che non ricevono pensioni INPS e che ricevono altri bonus o indennità.
Pagamenti ex Bonus Renzi di gennaio 2026
Per i lavoratori dipendenti il calendario di gennaio è semplice. Il trattamento integrativo viene riconosciuto esattamente nella stessa data dello stipendio, perché è la busta paga a contenerlo. Non esiste quindi una data INPS unica: chi viene pagato il 23 del mese vedrà il bonus il 23, chi riceve lo stipendio il 27 lo troverà il 27 e così via. Il consiglio è controllare il cedolino e verificare che compaia la dicitura “Trattamento integrativo L. 21/2020” o “TIR”.
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Diverso è il discorso per i disoccupati che percepiscono NASpI. Anche se il diritto al trattamento integrativo resta, l’INPS non accredita quasi mai il bonus già a gennaio. Nel 2025, ad esempio, non ci sono state ricariche nel primo mese dell’anno: il primo pagamento è stato disposto solo dal mese di febbraio, dopo che l’Istituto aveva ricalcolato il reddito presunto per l’anno in corso. Anche per il 2026, quindi, per chi risultava in NASpI a dicembre 2025 non è atteso alcun versamento del trattamento integrativo nel mese di gennaio. Con la prospettiva che il primo accredito arrivi più avanti, una volta completati i controlli sui requisiti.