Pensione sordi 2026: importi, requisiti e come richiederla

Redazione

28 Aprile 2026

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La pensione per i sordi è una prestazione economica non reversibile erogata dallo Stato a sostegno delle persone in stato di bisogno economico a cui è stata riconosciuta la sordità. È una misura essenziale per garantire stabilità finanziaria a chi convive con questa condizione dalla nascita o l’ha acquisita durante l’età evolutiva. Se ti chiedi quali sono i requisiti aggiornati al 2026, quanto spetta al mese e la procedura corretta per fare richiesta, sei nel posto giusto. Ecco qui sotto i dettagli.

Cos è la pensione per sordi e a chi spetta

La prestazione si rivolge a persone con sordità congenita o acquisita durante la crescita (fino ai 12 anni), che ha reso difficile il normale apprendimento del linguaggio parlato. Le normative chiariscono tuttavia che la menomazione non deve essere di natura esclusivamente psichica, né dipendente da cause di guerra, lavoro o servizio.

I requisiti sanitari e anagrafici

Per accedere, l’interessato deve soddisfare parametri precisi:

  • Età: compresa tra 18 e 67 anni. Oltre questa soglia, la pensione si trasforma automaticamente in Assegno Sociale.
  • Requisito sanitario: verbale che attesta un’ipoacusia pari o superiore a 75 decibel (Hearing Threshold Level di media tra frequenze 500, 1000, 2000 Hz) nell’orecchio migliore.
  • Residenza: stabile e abituale in Italia.
  • Cittadinanza: italiana, comunitaria (per iscritti all’anagrafe), o extracomunitaria (con permesso di soggiorno di almeno un anno, ex art. 41 TU immigrazione).

Limite di reddito e importo per il 2026

L’erogazione è vincolata a precisi limiti economici. Secondo una recente circolare ufficiale dell’INPS, e in base agli ultimi aggiornamenti sugli importi delle prestazioni assistenziali, per l’anno 2026:

  • L’importo mensile ammonta a 340,71 euro.
  • Il limite di reddito annuo personale da non superare è fissato a 20.029,55 euro.

Il pagamento avviene per 13 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla domanda. La quota è corrisposta anche in caso di ricovero in istituti pubblici, qualora questi provvedano al sostentamento della persona.

Incompatibilità e cumulabilità: cosa sapere

Questa pensione gode di un’ampia compatibilità. Non vi sono limitazioni con le altre prestazioni dirette. È quindi cumulabile con le erogazioni di invalidità fornite dall’Assicurazione Generale Obbligatoria per dipendenti o autonomi.


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Inoltre, risulta compatibile con i trattamenti per invalidità di guerra, lavoro o servizio, a una condizione specifica: queste ultime prestazioni devono derivare da una menomazione diversa rispetto a quella che ha originato l’assegno per sordità.

Attenzione però: la sordità da sola non garantisce il diritto all’indennità di accompagnamento, che viene riconosciuta esclusivamente nei casi di grave non autosufficienza.

Come presentare la domanda all’INPS

L’iter inizia rivolgendosi a un medico certificatore, che compila e trasmette telematicamente il certificato introduttivo, consegnando all’interessato una ricevuta con un codice univoco.

Successivamente, parte la fase amministrativa:

  1. Domanda online: va inviata sul portale telematico, abbinando il codice del certificato e inserendo i dati socio-economici necessari per la liquidazione. Puoi farla in autonomia tramite SPID, CIE o CNS, oppure tramite un ente di patronato o associazioni di categoria come l’ENS (ma anche ANMIC, UIC, ANFASS).
  2. Convocazione: l’ente o l’ASL convocherà il richiedente a visita per l’accertamento.
  3. Verbalizzazione: l’esito viene notificato tramite raccomandata A/R, PEC o nella Cassetta postale online.

Tempi di lavorazione e primo pagamento

Se il verbale è favorevole, e i requisiti economici e anagrafici risultano rispettati, l’ente avvia il pagamento. Il termine ordinario del procedimento è di 45 giorni dalla data in cui la domanda risulta completa in ogni sua parte. Se ritieni di possedere i requisiti descritti, attiva subito la procedura per non perdere le mensilità che ti spettano!