Con l’avvicinarsi delle scadenze mensili per i pagamenti INPS, molti pensionati si pongono una domanda fondamentale: è ancora possibile ritirare la pensione in contanti presso le Poste o in banca? La risposta non è scontata e dipende strettamente dall’importo dell’assegno percepito.
La normativa italiana ha introdotto negli anni regole molto rigide per favorire la tracciabilità dei pagamenti e la digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione. Comprendere queste soglie è essenziale per evitare che l’erogazione del proprio trattamento previdenziale subisca blocchi improvvisi o ritardi burocratici. Ecco i dettagli.
Il limite dei 1.000 euro per il ritiro della pensione in contanti
La discriminante principale che stabilisce la modalità di erogazione è la soglia dei 1.000 euro netti. Questa cifra funge da spartiacque tra chi può gestire liberamente il proprio denaro allo sportello e chi, invece, deve necessariamente affidarsi a strumenti elettronici.
Quando il contante è ammesso
Se l’importo complessivo della prestazione (o della somma di più pensioni spettanti allo stesso soggetto) è inferiore o uguale a 1.000 euro netti, il cittadino ha il diritto di:
- Recarsi personalmente presso l’ufficio postale o lo sportello bancario.
- Richiedere il pagamento in contanti del rateo mensile.
- Non avere l’obbligo di possedere un conto corrente o una carta prepagata con IBAN.
Cosa succede se si supera la soglia
Al contrario, quando l’assegno supera anche di un solo euro il limite dei 1.000 euro netti, scatta l’obbligo di legge che vieta il pagamento in contanti o tramite assegno. In questo caso, il pensionato deve indicare all’INPS uno strumento di riscossione tracciabile.
Le modalità di accredito obbligatorie sopra i limiti di legge
Per chi percepisce un assegno superiore alla soglia citata, il pagamento può avvenire esclusivamente attraverso canali che prevedano un codice IBAN. Le opzioni disponibili sono diverse e mirano a garantire la massima sicurezza nel trasferimento dei fondi:
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- Conto corrente bancario o postale: l’accredito avviene in modo automatico il primo giorno bancabile del mese
- Libretto di risparmio postale: deve essere dotato di IBAN per poter ricevere le somme dall’ente previdenziale
- Carte prepagate ricaricabili: strumenti come la Carta Libretto o altre carte-conto evolute che permettono la ricezione di bonifici.
Importante: se il pensionato non comunica tempestivamente le proprie coordinate all’INPS, l’ente non potrà procedere al pagamento. In queste situazioni, le somme non vanno perse, ma restano “congelate” finché il cittadino non regolarizza la propria posizione tramite i canali telematici o un patronato.
La normativa di riferimento: perché esiste questo blocco?
L’attuale sistema non è una novità dell’ultimo momento, ma affonda le radici nella Legge n. 44 del 2012. Questa norma è stata introdotta con il preciso obiettivo di modernizzare il rapporto tra Stato e cittadini, riducendo i costi legati alla gestione fisica del denaro e aumentando la sicurezza degli anziani, spesso bersaglio di malintenzionati nei pressi degli uffici postali.
Da quasi quattordici anni, l’Amministrazione Pubblica ha quindi accelerato il processo di digitalizzazione dei pagamenti, rendendo l’accredito su IBAN lo standard per la quasi totalità delle prestazioni economiche, inclusi i vari sussidi e bonus governativi.
Come comunicare o cambiare l’IBAN all’INPS
Per assicurarsi che il pagamento di aprile (fissato per mercoledì 1° aprile 2026) e dei mesi successivi avvenga senza intoppi, è fondamentale che i dati in possesso dell’Istituto siano corretti. Se avete cambiato banca o se il vostro assegno è aumentato superando i 1.000 euro a causa della perequazione, dovete agire tempestivamente.
È possibile aggiornare le coordinate di accredito seguendo questi passaggi:
- Accedere al portale istituzionale INPS tramite SPID, CIE o CNS.
- Cercare il servizio “Cambiare le coordinate di accredito della pensione“.
- Inserire il nuovo codice IBAN e sottoscrivere la richiesta.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un Patronato che sbrigherà la pratica gratuitamente.
Riepilogo pratico per i pensionati
In conclusione, la possibilità di ritirare la pensione in contanti resta un’opzione valida solo per una platea specifica di beneficiari. Ecco i punti chiave da ricordare:
- Sotto i 1.000 euro: scelta libera tra contanti o accredito.
- Sopra i 1.000 euro: obbligo assoluto di IBAN (conto, libretto o carta).
- È sempre consigliabile verificare che il proprio IBAN sia aggiornato sul sito INPS per evitare sospensioni.