# Pocket money, come funziona il sussidio per gli immigrati

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- Published: 2024-06-10T13:01:42+02:00
- Author: Tommaso Pietrangelo

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**Pocket money, come funziona il sussidio **giornaliero per gli immigrati, rifugiati
e richiedenti asilo che vengono ospitati nelle strutture di accoglienza? Si tratta
di un aiuto a cui questi individui hanno diritto, per legge, ma soltanto a determinate
condizioni. Vediamo allora **come funziona il pocket money**, quali sono le condizioni
per usufruire in generale degli aiuti, ma anche alcuni luoghi comuni errati sulle
spese a favore dei migranti.

Sommario

 [Toggle](https://bonusepagamenti.it/pocket-money-sussidio-agli-immigrati/#)

 * [Che cos’è il pocket money](https://bonusepagamenti.it/pocket-money-sussidio-agli-immigrati/#Che_cose_il_pocket_money)
 * [L’Aps e le spese dello stato per i migranti](https://bonusepagamenti.it/pocket-money-sussidio-agli-immigrati/#LAps_e_le_spese_dello_stato_per_i_migranti)
 * [Controversie sugli aiuti ai migranti](https://bonusepagamenti.it/pocket-money-sussidio-agli-immigrati/#Controversie_sugli_aiuti_ai_migranti)

## Che cos’è il pocket money

**Il pocket money** è dunque un aiuto concreto agli immigrati che vivono nei centri
di accoglienza e partecipano ai progetti quotidiani in queste strutture. Si tratta,
in sostanza, di **una sorta di diaria giornaliera** o [bonus](https://bonusepagamenti.it/bonus/)
pensato per aiutare nelle spese di tutti i giorni, ed è parte integrante di quei
famosi 35 euro di costo standard per migrante, comprensivi di vitto, alloggio, gestione
dell’accoglienza, progetti vari e stipendi del personale che lavora nei centri.

Quindi il pocket money non è altro che la “porzione” di questi 35 euro data direttamente
al migrante, **sotto forma di soldi contanti** oppure carte prepagate ricaricabili(
e spendibili ovunque). C’è anche da precisare che l’importo esatto di ogni pocket
money non è sempre identico ma varia da caso a caso, in base ai seguenti fattori:

 * **Territori**
 * **Progetti in atto**
 * **Numero dei componenti del nucleo** familiare

## L’Aps e le spese dello stato per i migranti

L’altro punto cruciale da comprendere è questo. Il pocket money fa parte di un **
ventaglio molto più ampio di interventi** statali a sostegno degli immigrati dei
centri. Rientra cioè nella voce Aps, le spese dello Stato destinate all’**Aiuto 
Pubblico per lo Sviluppo**. Stando alla [Legge di Bilancio 2023](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/12/29/22G00211/sg),
fanno parte dell’Aps le seguenti spese:

 * **Pocket money**
 * **Vitto e alloggio** e altri articoli essenziali, ad esempio gli abiti
 * **Istruzione** (per i minori) o formazione (corsi di lingua e altre attività 
   ad hoc)
 * **Cure mediche di base** e supporto psico-sociale a individui con bisogni specifici
 * **Assistenza per la richiesta di asilo**, ovvero traduzioni, counseling legale
   e amministrativo
 * Il **trasporto**, in caso di trasferimento del richiedente asilo o protezione
   da un paese di transito a un paese di accoglienza, a opera dell’[Unhcr](https://www.unhcr.org/it/).
   Oppure in caso di rimpatrio volontario verso un paese in via di sviluppo entro
   i 12 mesi della richiesta di asilo
 * **Spese amministrative dirette**, inclusi i costi del personale dei centri di
   accoglienza
 * **Costi aggiuntivi **legati alle attività che hanno come scopo il **salvataggio
   in mare** dei migranti

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si tratta

## Controversie sugli aiuti ai migranti

Nel complesso, l’intero **Aiuto Pubblico per lo Sviluppo** è aumentato notevolmente
nel corso degli ultimi anni. Sia in termini assoluti, con una **crescita del +19%**
dal 2021, che rispetto al reddito nazionale lordo, passando da uno 0,29% a un successivo
0,33%. A una prima occhiata, quindi, lo Stato sta spendendo più denaro per i migranti,
nonostante i problemi economici in corso, l’inflazione imperante e tutte le difficoltà
che conosciamo bene. Ma la verità è più complessa di così.

Innanzitutto, va sottolineato che lo Stato italiano è ben **al di sotto dell’obiettivo
fissato dall’Agenda 2030**, secondo il quale bisognerebbe **arrivare a destinare
lo 0,70%** del reddito nazionale lordo proprio all’**Aiuto Pubblico allo Sviluppo**.
In secondo luogo, la crescita della Aps negli ultimi anni riguarda (quasi) esclusivamente
l**a componente “gonfiata” dell’aiuto**, ovvero le risorse che vengono spese all’interno
dei confini del paese** **donatore (nel nostro caso l’Italia) e quindi non raggiungono
di fatto i paesi beneficiari, per i quali invece è pensata la cooperazione internazionale.
Se invece si considera solo la componente di aiuti non gonfiata, cioè **genuina**,
si nota come l’aumento di questa voce negli ultimi anni sia stato parecchio contenuto(
solo +1,8%).

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È una questione complessa, più di quel che sembra. Pocket money, Aps, aiuti gonfiati
e aiuti genuini sono aumentati oppure calati, negli anni, in base all’impegno del
Governo, ma anche in risposta al numero di sbarchi sulle coste italiane. Ma **il
punto cruciale** non è tanto l’aumento o la diminuzione degli Aiuti Pubblici allo
Sviluppo nel loro complesso. Gli Aps possono anche calare, va bene, però **deve 
crescere** al loro interno **la componente “genuina” degli aiuti**, cioè le risorse
effettivamente usate per progetti di cooperazione e sviluppo nei paesi destinatari
delle donazioni e dei crediti di aiuto.

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Solo così si ridurranno sul lungo periodo gli sbarchi e le spese per l’aiuto ai 
migranti. Non tanto diminuendo o aumentando le spese nel loro complesso. Ma spendendo
meglio.
