Negli ultimi mesi il mondo dello SPID sta cambiando rapidamente. Il Sistema Pubblico di Identità Digitale, nato nel 2016 come servizio completamente gratuito grazie a convenzioni tra Stato e provider privati, oggi si trova in una fase di transizione: lo Stato spinge sempre più sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE) e sull’IT Wallet, mentre i gestori SPID devono fare i conti con contributi pubblici ridotti e costi di gestione in aumento. Per questo motivo, sia Poste Italiane che altri provider hanno scelto di introdurre un abbonamento annuale. Ma alcuni fornitori di identità digitale restano ancora gratuiti, ed è possibile cambiare gestore seguendo pochi, semplici passi. Ecco tutti i dettagli.
SPID a pagamento, cosa cambia nel 2026
Per anni i dodici Identity Provider hanno potuto offrire lo SPID senza chiedere nulla agli utenti finali, perché i costi erano coperti in gran parte da fondi pubblici previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale. Con il cambio di rotta del Governo Meloni, però, e il nuovo focus su strumenti gestiti direttamente dallo Stato, i rinnovi delle convenzioni sono diventati più lenti e meno generosi. L’accordo del 2023, che prevedeva altri 40 milioni, è stato sbloccato solo a marzo 2025, costringendo i gestori a rivedere il proprio modello di business.
Nel 2025 un nuovo accordo AgID‑provider ha quindi confermato che la “base” dello SPID resta gratuita come servizio, ma ha lasciato libertà ai singoli gestori di introdurre canoni, abbonamenti o servizi premium. Molte aziende, lamentando perdite strutturali, hanno perciò iniziato a chiedere un contributo annuo agli utenti per mantenere il servizio attivo. E anche Poste Italiane da gennaio 2026 si è accodata a questa pratica.
I gestori che hanno introdotto un canone
Oggi diversi provider SPID sono a pagamento, almeno per il rinnovo dopo il primo anno. In particolare:
- InfoCert ha fissato un costo di 5,98 euro l’anno (IVA inclusa) a partire da luglio 2025: l’attivazione iniziale resta gratuita, ma il rinnovo non è automatico e l’utente deve accettare esplicitamente le nuove condizioni
- Aruba ha invece scelto un canone di circa 4,90 euro più IVA dal secondo anno, motivandolo con la necessità di coprire le spese di sicurezza e gestione senza più contributi statali
- Register.it ha previsto 9,90 euro annui, con costi più elevati, fino a circa 80 euro, se si sceglie il riconoscimento tramite smart card o firma digitale.
- Namirial ha adottato un modello “freemium”: una versione Lite gratuita, utilizzabile solo per i servizi di aziende private, e una versione Full da 9,90 euro l’anno necessaria per accedere ai portali della Pubblica Amministrazione.
- PosteID dal 1° gennaio 2026 prevede un canone annuo di 6,00 euro (IVA inclusa) per il mantenimento dello SPID, segnando così la fine della gratuità per il provider più usato in Italia.
Chi offre ancora SPID gratuito
Nonostante l’ondata di canoni, esiste ancora un gruppo di provider che garantisce lo SPID senza costi ricorrenti. Tra questi rientrano Lepida ID, Sielte ID, Etna ID, ID InfoCamere, Intesi Group ID, TeamSystem ID e Spid Italia ID, che al momento hanno confermato la gratuità del servizio per i cittadini.
È importante però fare attenzione alle modalità di riconoscimento: anche i gestori gratuiti possono applicare un costo una tantum per l’identificazione tramite operatore in videochiamata o servizi avanzati, mentre restano di solito gratuiti il riconoscimento con CIE, CNS, firma digitale o di persona presso sportelli convenzionati. Poiché lo scenario è in evoluzione, conviene inoltre controllare periodicamente email, area personale e sito del proprio provider per verificare se sono stati introdotti canoni o nuove condizioni economiche.
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Come cambiare provider senza problemi
Chi non intende pagare il nuovo canone ha diritto a recedere dal contratto entro 30 giorni dall’entrata in vigore delle nuove condizioni, senza costi di chiusura. Dopodiché, il passaggio a un gestore SPID gratuito è più semplice di quanto sembri. Non esiste una “portabilità” diretta delle credenziali, ma è necessario:
- Richiedere un nuovo SPID presso un provider gratuito o con condizioni più convenienti
- Verificare che funzioni correttamente sui principali servizi (ad esempio INPS o Agenzia delle Entrate)
- Disattivare il vecchio SPID prima che scatti il rinnovo a pagamento.
Finché almeno una identità SPID resta attiva, l’accesso ai servizi digitali non viene interrotto.
CIE come alternativa stabile e gratuita
Accanto allo SPID, la Carta d’Identità Elettronica rappresenta un’alternativa completamente gratuita. Con la CIE è possibile accedere agli stessi servizi online della PA tramite l’app CIE ID su smartphone o con lettore NFC collegato al computer, senza abbonamenti e senza dipendere da provider privati. L’avvio richiede qualche passaggio in più (PIN, PUK, configurazione dell’app), ma una volta attivata la carta offre un livello di sicurezza elevato ed è gestita direttamente dallo Stato. Per chi vuole continuare a usare i servizi digitali senza rischiare nuove spese, quindi, valutare un provider SPID ancora gratuito o puntare sulla CIE è oggi la strategia più prudente e sensata.