Successioni e donazioni 2026: ecco le nuove regole per patrimoni, imprese e passaggi in vita

Redazione

30 Gennaio 2026

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Dal 2026 eredità e donazioni diventano più leggere e più semplici da gestire, soprattutto per chi vuole programmare per tempo il passaggio del patrimonio in famiglia. La riforma ridisegna franchigie, calcolo delle imposte e regole sul passaggio di aziende, aprendo spazi di pianificazione molto più favorevoli rispetto al sistema precedente. Ecco tutti i particolari.

Doppia franchigia sulle donazioni: fino a 2 milioni senza imposta

La prima e più importante novità riguarda l’introduzione della doppia franchigia sulle donazioni e successioni. Finora, tra genitori e figli (o tra coniugi), l’aliquota del 4% si applicava sulla parte di valore superiore a 1 milione di euro, sommando donazioni ricevute in vita ed eredità. Dal 1° gennaio 2026, invece, questo meccanismo viene superato: per ogni beneficiario ci saranno due franchigie distinte:

  • Una franchigia da 1 milione euro per ciò che riceve in successione
  • 1 milione per ciò che riceve a titolo di donazione.

Ciò significa che fino alla soglia dei 2 milioni complessivi, trasferiti nell’arco della vita, non sarà dovuta alcuna imposta. Mentre l’aliquota scatterà solo oltre queste soglie. Si tratta di un vero e proprio raddoppio dell’area esente che rende più conveniente distribuire il patrimonio tra donazioni ed eredità, con maggiore margine di manovra per genitori e imprenditori.

Stop al coacervo: donazioni ed eredità separate

Uno dei cambiamenti più attesi è l’abolizione del cosiddetto coacervo, cioè la somma automatica di tutte le donazioni pregresse con il valore dell’eredità per verificare lo sforamento della franchigia. Fino al 2025, chi aveva ricevuto in vita un immobile o somme importanti poteva trovarsi, alla morte del donante, a pagare imposte di successione più alte proprio perché i valori venivano cumulati.

Dal 2026, invece, successioni e donazioni saranno valutate separatamente: ognuna con la propria franchigia autonoma e con il proprio calcolo d’imposta. Questo renderà gli effetti fiscali più prevedibili, eviterà sorprese in sede di successione e consentirà di costruire strategie di donazione graduale con maggiore sicurezza.

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Imposta di successione in autoliquidazione

Un’altra novità, già operativa per le successioni che si aprono dal 1° gennaio 2025, riguarda il modo in cui si paga l’imposta. Non è più l’Agenzia delle Entrate a liquidare l’importo dopo la presentazione della dichiarazione: il calcolo avviene direttamente in sede di compilazione del quadro EF, con il supporto degli applicativi telematici.
L’importo dovuto va versato entro 90 giorni dall’invio della dichiarazione, con possibilità di rateizzare. E resterà comunque valido il termine di due anni per effettuare controlli e rettifiche.


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Liberalità d’uso fuori dal ‘radar’ fiscale

La riforma specifica anche che le liberalità d’uso – regali e attribuzioni di modico valore legati a occasioni o consuetudini sociali – restano definitivamente escluse dall’imposta di donazione. Restano invece imponibili le donazioni per riconoscenza, cioè attribuzioni motivate da un particolare debito morale o da un beneficio ricevuto. Questa distinzione evita quindi che normali regali familiari o di cortesia vengano confusi con trasferimenti patrimoniali rilevanti.

Donazioni d’azienda e partecipazioni ai familiari

Particolare attenzione è dedicata poi al passaggio generazionale delle imprese. Viene confermata l’esenzione dall’imposta di donazione e successione per il trasferimento di aziende, rami d’azienda o partecipazioni societarie a favore di coniuge e discendenti, purché sia rispettato un vincolo di almeno cinque anni.

Il mantenimento della titolarità per questo periodo – o del controllo, a seconda dei casi – è condizione essenziale per non perdere l’agevolazione e non vedersi recuperare le imposte risparmiate. La misura facilita il passaggio di imprese familiari alle nuove generazioni, riducendo uno dei principali ostacoli fiscali alle operazioni di successione aziendale.

Meno burocrazia e più responsabilità nella pianificazione

In sintesi, la riforma del 2026 spinge verso un sistema più snello e meno gravoso: franchigie più ampie, niente coacervo, autoliquidazione assistita e conferma delle esenzioni per trasferimenti d’azienda in ambito familiare. Tuttavia, l’aumento di autonomia per contribuenti ed eredi rende ancora più importante impostare per tempo una pianificazione successoria accurata, con l’aiuto di professionisti in grado di valutare correttamente valori, tempi e strumenti giuridici più adatti a ciascun nucleo familiare.