Le modifiche al decreto sull'Assegno di Inclusione hanno confermato i timori dei percettori. Dal 2026 chi rinnova avrà il primo mese dimezzato e non riceverà più il bonus extra da 500 euro.
Durante le feste è normale chiedersi quanto “margine di libertà” lasci davvero l’Assegno di Inclusione nelle spese quotidiane. Ecco quindi cosa dice la normativa a proposito dell’acquisto di spumante e prodotti simili a Capodanno.
Gennaio 2026 sarà un mese particolarmente intenso per quanto riguarda gli accrediti INPS, tra pensioni, Assegno di Inclusione, AUU, SFL e indennità di disoccupazione NASpI.
Chi percepisce l’Assegno di Inclusione e sta pensando di aprire la Partita IVA, o avviare un'attività autonoma, può fare affidamento su un incentivo economico specifico fino a 3.000 euro.
Diversi emendamenti riformulati alla Manovra 2026 hanno introdotto novità che riguardano sussidi, welfare e finanza pubblica: cambia l’anticipo della NASpI, arriva una stretta sull’Assegno di Inclusione e si alza la soglia ISEE sulla prima casa.
A dicembre 2025 gli accrediti dell’Assegno di Inclusione, compresi quelli per chi ha rinnovato la misura a novembre dopo i primi 18 mesi, saranno distribuiti su due distinti turni di pagamento. Le ricariche potrebbero arrivare con lieve anticipo.
La regola è chiara: se un membro del nucleo familiare ha riportato una condanna definitiva (o ha scelto il patteggiamento) negli ultimi 10 anni, l’intera famiglia viene esclusa dall’Assegno di Inclusione (ADI). L’accesso all’ADI è bloccato quando, nei dieci anni precedenti la richiesta, si è ricevuta una pena pari o superiore a un anno per un reato doloso, ossia commesso volontariamente.