Il decreto carburanti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo, è diventato pienamente operativo dal 19 marzo 2026. Eppure, a oltre 24 ore dall’entrata in vigore, della riduzione di 25 centesimi al litro promessa dal governo non c’è traccia. Anzi: in molti casi i prezzi sono addirittura saliti rispetto ai giorni precedenti. Ecco cosa sta succedendo e come fare a segnalare eventuali irregolarità nell’applicazione del decreto.
Taglio accise, i prezzi promessi dal governo
Secondo i calcoli del Codacons, il taglio delle accise avrebbe dovuto portare i prezzi medi più o meno a questi livelli:
- Benzina: 1,623 euro al litro (strade ordinarie)
- Gasolio: 1,859 euro al litro (strade ordinarie)
- Benzina in autostrada: circa 1,706 euro al litro
- Gasolio in autostrada: circa 1,925 euro al litro.
Il risparmio stimato, quindi, era di circa 12,20 euro su un pieno da 50 litri. Ma nulla di tutto questo si è verificato nella realtà.
I prezzi reali alla pompa di benzina
La realtà rilevata sul sito di Mister Prezzi — il Garante per la sorveglianza del mercato — racconta tutt’altra storia. I prezzi medi in autostrada risultano infatti:
- Gasolio self: 2,190 euro/litro
- Benzina self: 1,967 euro/litro
- GPL servito: 0,837 euro/litro
- Metano servito: 1,545 euro/litro.
Quindi non solo il taglio non si vede, ma questi valori sono superiori a quelli praticati nei giorni precedenti, prima che il decreto entrasse effettivamente in vigore. Il caso più eclatante è quello rilevato sull’autostrada A22 Brennero-Modena, dove ieri mattina il diesel “supreme” veniva venduto al servito a 3,159 euro al litro e a 2,849 euro al self-service. Un paradosso che ha scatenato le proteste delle associazioni dei consumatori e l’intervento immediato delle autorità di controllo.
Perché i distributori non hanno ancora abbassato i prezzi
Secondo quanto denunciato dal Codacons, il problema sarebbe a monte della filiera: i gestori degli impianti di rifornimento non avrebbero ancora ricevuto indicazioni dalle compagnie petrolifere su come applicare concretamente il taglio delle accise. Essendo vincolati ai prezzi comunicati dai fornitori, i benzinai non possono abbassare autonomamente i listini in attesa di istruzioni operative che, al momento, non sono arrivate.
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Una situazione che, sottolinea l’associazione, “danneggia non solo i consumatori, che al momento non stanno beneficiando dei promessi tagli delle accise, ma anche gli stessi gestori di impianti, costretti a operare nella più totale incertezza”. La richiesta al MEF e al MIMIT è quindi di intervenire con urgenza per sbloccare lo stallo e fornire indicazioni chiare agli operatori del settore.
I controlli in corso
Sul fronte istituzionale, il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già avviato tutte le verifiche del caso. Mister Prezzi ha trasmesso alla Guardia di Finanza la lista dei distributori che non hanno adeguato i prezzi dopo l’entrata in vigore del decreto, segnalando le anomalie più significative rilevate tra i prezzi alla pompa e le quotazioni internazionali del greggio.
I controlli coprono l’intera rete stradale e autostradale nazionale e si estenderanno lungo tutta la filiera. Gli esiti saranno trasmessi anche all’Antitrust per l’eventuale avvio di procedimenti sanzionatori. E nei casi in cui emergano profili penalmente rilevanti, le segnalazioni passeranno direttamente all’autorità giudiziaria.
Come segnalare un distributore che non ha abbassato i prezzi
Se stai facendo rifornimento e noti che il prezzo alla pompa non riflette il taglio di 25 centesimi, puoi segnalarlo attraverso i canali ufficiali:
- Sito di Mister Prezzi (osservaprezzi.mise.gov.it)
Tramite i canali del MIMIT è possibile segnalare direttamente situazioni sospette di speculazione o mancata applicazione del taglio delle accise. - Segnalazione all’Antitrust
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (agcm.it) raccoglie segnalazioni di pratiche commerciali scorrette nel settore dei carburanti.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
La situazione è in rapida evoluzione. Con la Guardia di Finanza già operativa e i controlli in corso su tutto il territorio, le compagnie petrolifere e i distributori sono sotto pressione per adeguare i listini. Il governo ha fatto sapere di essere pronto a prorogare il taglio delle accise oltre i 20 giorni previsti se la crisi non dovesse rientrare — ma perché la misura abbia un senso, i prezzi devono effettivamente scendere alla pompa.