Oltre 1,7 milioni di dichiarazioni ISEE presentate in Italia contengono dati non corretti, secondo i riscontri effettuati incrociando l’Anagrafe nazionale della popolazione residente con le banche dati fiscali. Si tratta di anomalie che, in parte dovute a errori involontari di compilazione e in parte a comportamenti fraudolenti, alterano l’accesso a bonus, agevolazioni ed esenzioni destinate alle fasce più deboli. Per arginare il fenomeno, il decreto PNRR in arrivo introduce un nuovo sistema di controlli automatici basato sull’interoperabilità delle banche dati pubbliche, che dovrebbe ridurre sensibilmente sia gli errori involontari che le azioni dei ‘furbetti’.
Dove sbaglia (o imbroglia) chi fa l’ISEE
L’analisi dei dati dell’Anagrafe nazionale ha permesso di individuare due principali tipologie di irregolarità nelle DSU (Dichiarazioni Sostitutive Uniche) presentate per il calcolo dell’ISEE:
- Errori su redditi e patrimonio: circa 640 mila sono i casi in cui sono stati dichiarati valori non corrispondenti alle risultanze fiscali o catastali, spesso sottostimando entrate o beni posseduti
- Errori anagrafici: oltre 1,1 milioni di situazioni sono state individuare in cui il numero o la composizione del nucleo familiare dichiarato non coincide con i dati dell’Anagrafe.
In molti casi, pur non essendo sempre possibile dimostrare l’intenzione fraudolenta senza indagini specifiche, la Pubblica Amministrazione ritiene che si tratti di strategie mirate ad abbassare artificialmente l’ISEE per accedere a prestazioni non spettanti. Un esempio classico è il trasferimento fittizio della residenza di un figlio universitario fuori dal nucleo familiare, per ridurre la scala di equivalenza e ottenere sconti sulle tasse universitarie o l’accesso a borse di studio.
Cosa cambia con il decreto in arrivo
Come anticipato, la bozza del decreto PNRR in arrivo contiene una norma chiave che punta a cambiare le regole del gioco. Si basa infatti sul principio “once only”, già enunciato nel 2020 ma finora rimasto in gran parte inapplicato: la Pubblica Amministrazione non deve più chiedere al cittadino dati e documenti che sono già in possesso di un ente pubblico, anche se non dello stesso ufficio che ne ha bisogno in quel momento.
In pratica, questo significa che comuni, università, INPS, ASL e altri enti non dovranno più richiedere ai cittadini l’attestazione ISEE o la documentazione a supporto: sarà il sistema a recuperare automaticamente i dati necessari dagli archivi già disponibili, in primo luogo quelli dell’Agenzia delle Entrate, che ha accesso diretto alle dichiarazioni fiscali, ai patrimoni immobiliari e ai saldi bancari.
Lo strumento operativo per attuare questo principio è la Piattaforma digitale nazionale dati, che verrà potenziata con un investimento di 556 milioni di euro provenienti dal PNRR. La piattaforma, che già oggi collega oltre 9.000 enti pubblici e gestisce più di 13.500 servizi digitali, diventerà il perno dell’interoperabilità tra le diverse banche dati della PA.
Scarica la nostra app e risparmia con i bonus attivi in Italia:
Pro e contro del nuovo sistema
Grazie a questo sistema, sarà possibile incrociare in modo automatico e sistematico i dati di tutti gli oltre 11 milioni di ISEE che dovrebbero essere stati inviati nel 2025, individuando rapidamente discrepanze tra quanto dichiarato dai cittadini e quanto risulta negli archivi fiscali e anagrafici. Il vantaggio è quindi duplice: da un lato si ridurrà il carico burocratico per i cittadini, che non dovranno più presentare copie degli stessi documenti a enti diversi; dall’altro si renderà molto più difficile omettere o alterare dati, perché il sistema incrocerà automaticamente le fonti ufficiali.
Per i cittadini onesti, il nuovo sistema porterà quindi una semplificazione concreta: non sarà più necessario stampare, portare e presentare certificazioni che la PA già possiede. Per chi invece ha omesso dati o dichiarato situazioni non veritiere, i controlli incrociati automatici renderanno molto più probabile l’individuazione delle irregolarità, con conseguenti richieste di restituzione delle somme indebitamente percepite e, nei casi più gravi, sanzioni amministrative o penali.
Evita errori e proteggi i tuoi bonus: affidati a ISEE Express Online
Come si evince dalla stretta sui controlli in arrivo, un ISEE compilato male può costarti davvero caro: bonus persi, agevolazioni negate e, nei casi peggiori, contestazioni e restituzioni. Grazie al nostro servizio ISEE Express elimini però ogni rischio: professionisti esperti verificheranno ogni dato, si occuperanno di tutta la pratica e ti accompagneranno dall’inizio alla fine della compilazione, con la certezza di un risultato preciso e garantito. Niente errori, niente sorprese, niente stress. Richiedi ora il tuo ISEE e assicurati tutti i bonus che ti spettano!
