Chi percepisce l’Assegno di Inclusione e sta pensando di aprire Partita IVA, o mettersi in proprio, non ha solo l’assegno mensile come alleato. Oltre al sostegno al reddito, infatti, la normativa ADI prevede un incentivo economico specifico per chi sceglie di avviare un’attività autonoma, un’impresa individuale o una cooperativa. Ecco tutti i dettagli.
Assegno di Inclusione, un bonus extra per chi avvia un’attività
All’interno delle regole dell’ADI è previsto un beneficio addizionale dedicato a chi intraprende un’attività autonoma, apre un’impresa individuale o entra in una cooperativa. Non è una maggiorazione mensile dell’Assegno, ma un contributo una tantum pensato per dare una spinta concreta alla fase di avvio, quando le spese sono più alte e il reddito è ancora incerto.
A chi spetta e quando arriva
L’incentivo è destinato ai beneficiari dell’Assegno di Inclusione che avviano l’attività entro i primi 12 mesi di fruizione della misura. Il vincolo temporale è importante: si punta infatti a favorire l’uscita dalla sola assistenza economica già nella fase iniziale del percorso di inclusione, quando una scelta imprenditoriale può cambiare in modo strutturale la situazione del nucleo familiare.
L’importo del beneficio addizionale
Il beneficio addizionale corrisponde a 6 mensilità di ADI, con un tetto massimo di 500 euro per ciascuna mensilità, per un totale che può arrivare quindi fino a 3.000 euro. La somma viene riconosciuta in un’unica soluzione, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti previsti (status di beneficiario ADI, tempi di avvio dell’attività, comunicazioni obbligatorie all’INPS).
La comunicazione obbligatoria con ADI-Com
È importante ricordare che prima di aprire la partita IVA è obbligatorio inviare all’INPS il modello ADI-Com Esteso entro il giorno precedente l’inizio effettivo dell’attività. In questa prima comunicazione va indicata esclusivamente la data di avvio, senza specificare alcun dato reddituale. Nel modello è presente inoltre una voce specifica per richiedere il beneficio addizionale.
Una volta attiva l’attività, scatta l’obbligo di comunicazione trimestrale dei redditi: entro 15 giorni dalla chiusura di ogni trimestre solare (31 marzo, 30 giugno, 30 settembre, 31 dicembre) bisogna trasmettere sempre tramite ADI-Com Esteso l’ammontare dei compensi effettivamente percepiti nel periodo. Il calcolo segue il criterio di cassa, quindi si considerano i ricavi o compensi incassati nel trimestre meno le spese sostenute per l’attività.
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Questi importi dichiarati non incidono sul diritto a ricevere l’ADI fino al limite annuo di 3.000 euro lordi, ma vengono utilizzati dall’INPS per ricalcolare l’importo del beneficio a partire dalla terza mensilità successiva all’avvio dell’attività.
Se l’attività autonoma viene chiusa, anche la data di cessazione deve essere comunicata all’INPS compilando un nuovo modello ADI-Com Esteso.
Altre agevolazioni per chi apre la Partita IVA
Oltre al bonus legato all’ADI, chi avvia una nuova attività con Partita IVA può cumulare ulteriori vantaggi. La Legge di Bilancio 2025 ha infatti introdotto una riduzione del 50% dei contributi previdenziali INPS per i nuovi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti, per un periodo massimo di 36 mesi. Rimane poi il regime forfettario con imposta sostitutiva al 5% per i primi cinque anni, previsto dalla Legge 190/2014, che continua a rappresentare il regime fiscale agevolato di riferimento per molte micro-attività.
Insieme, il beneficio addizionale ADI, lo sconto contributivo e il regime forfettario creano un pacchetto di incentivi che può rendere più sostenibile il passaggio dalla sola assistenza al lavoro autonomo o all’impresa, soprattutto per i nuclei con redditi molto bassi.